ORBETELLO. A vederlo dalle telecamere, era lì, a pochi passi da casa. Troppo vicino per chi, per disposizione del giudice, avrebbe dovuto mantenere una distanza ben precisa. Così la donna non ha esitato e ha chiamato i carabinieri, raccontando di aver riconosciuto il fratello mentre si aggirava nei pressi della sua abitazione, arrivando persino ad appoggiarsi alla sua auto.
La chiamata al 112 e l’intervento
È stato proprio questo episodio, avvenuto nel primo pomeriggio di sabato 25 aprile, a segnare l’ennesimo passaggio di una vicenda già complessa che coinvolge un pensionato settantenne di Orbetello, indagato per atti persecutori nei confronti della sorella.
Quando la pattuglia del radiomobile è arrivata sul posto, i militari hanno trovato l’uomo a pochissima distanza dalla casa della donna, appena una trentina di metri. Le immagini della videosorveglianza hanno poi ricostruito quanto accaduto: prima il citofono, poi il tentativo di aprire una portiera dell’auto parcheggiata, quindi una breve permanenza nella zona e infine l’allontanamento con il cellulare in mano.
L’arresto e la decisione della procura
Per i carabinieri non c’erano dubbi: si trattava di una nuova violazione delle misure imposte. Informato il pubblico ministero Mauro Lavra, è scattato l’arresto. Questa volta, però, per l’uomo si sono aperte le porte del carcere.
Una escalation iniziata mesi fa
La vicenda ha origine nei mesi precedenti. A febbraio era arrivata la denuncia della sorella per stalking. Il primo aprile il giudice aveva disposto il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, ma da quel momento le violazioni si sono susseguite: un primo arresto, poi i domiciliari, quindi una nuova evasione, una denuncia e ancora un altro fermo.
Una sequenza che ha portato a un aggravamento inevitabile della misura.
Il confronto in tribunale
Davanti al tribunale, presieduto dalla giudice Agnieszka Karpinska, il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia in carcere, sottolineando la reiterazione delle violazioni.
Di diverso avviso la difesa, rappresentata dall’avvocato Williams Villani, che ha chiesto una misura meno afflittiva.
Il settantenne ha provato a spiegare la propria versione: ha sostenuto di non essere stato informato del divieto e di non trovarsi sotto casa della sorella, ma semplicemente di passaggio a una distanza, a suo dire, maggiore.
Ha comunque ammesso l’errore, ribadendo di non aver avuto l’intenzione di avvicinarsi.
La decisione del giudice
La giudice ha però ritenuto fondate le accuse, convalidando l’arresto e disponendo il carcere. È stata inoltre richiesta una valutazione medica entro 48 ore, considerate le condizioni di salute del settantenne, affetto da diabete e costretto a seguire una terapia farmacologica.




