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Tutto da rifare per l’impianto di biogas a Roccastrada

La conferenza di servizi è stata aggiornata. Si va verso la valutazione di impatto ambientale
La localizzazione dell'impianto a Pian del Bonucci
La localizzazione dell’impianto a Pian del Bonucci

ROCCASTRADA. C’è ancora da aspettare per conoscere il destino dell’impianto per la produzione di biometano, a Pian del Bonucci, nel comune di Roccastrada. La conferenza di servizi del 23 marzo, che avrebbe dovuto decidere se autorizzare o meno il progetto di Mpn1 Green Energy srl di Verona, si è risolta in un nulla di fatto.

La seduta, la terza dopo quelle istruttorie dello scorso anno e del 17 gennaio, è stata, infatti, aggiornata e rinviata a una data successiva per dare modo all’azienda di fornire ulteriore documentazione sulla base dei pareri, delle osservazioni, delle richiesta di chiarimenti e integrazioni inviate dagli enti coinvolti e dai “portatori di interessi” al Settore servizi pubblici locali, energia, inquinamenti e bonifiche della Regione Toscana.

L’ipotesi più accreditata a questo punto è che si vada verso una procedura di Via-Valutazione di impatto ambientale, che in estrema sintesi significa tutto da rifare

Sul progetto, peraltro, grava il parere contrario del comune di Roccastrada, più volte ribadito dal sindaco Francesco Limatola, dato che la pianificazione urbanistica ha individuato la zona interessata dall’intervento come agricola. Oltre a non essere servita di un reticolo viario adeguato a sostenere un impatto di traffico pesante quale richiederebbe l’attività dell’impianto.

Una conferenza “disertata”

Dei circa 20 enti coinvolti a vario titolo nel procedimento, hanno partecipato alla conferenza, che questa volta si è tenuta in forma sincrona on line, erano presenti l’Unione di Comuni montana Colline metallifere (che rappresenta anche il Comune di roccastrada, in quanto l’Unione è titolare della funzione), la Provincia di Grosseto, la Asl sudest, l’Acquedotto del Fiora. Presente, ma senza diritto di voto, anche il rappresentante della società titolare del progetto.

Non sono, invece, stati ammessi a partecipare dalla Regione, neanche come uditori, il Forum ambientalista di Grosseto e il Comitato Val di Farma, il quale oltretutto aveva anche depositato le proprie osservazioni. 

Le aziende della zona si organizzano

Le aziende della zona, in prevalenza attività agricole, agrituristiche, vitivinicole, sono preoccupate dalla prospettiva che venga realizzato un impianto delle dimensioni di quello in discussione.

Si sono quindi organizzate, affidando a un legale specializzato in diritto ambientale, affiancato da un esperto di livello nazionale, il compito di inviare una memoria alla Regione, corredata da una relazione tecnica, nella quale vengono rappresentate le loro preoccupazioni rispetto ad alcune criticità del progetto.

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