GROSSETO. Possono finire nel portafoglio dopo aver fatto la spesa al supermercato, pagato il conto al ristorante o ricevuto il resto al bar. Sono le banconote false che continuano a circolare in Maremma, spesso nei tagli più comuni, quelli che passano di mano quotidianamente senza destare particolari sospetti.
E i numeri raccontano un fenomeno tutt’altro che trascurabile: nell’ultimo anno la Guardia di finanza di Grosseto ha sequestrato 436 banconote contraffatte, per un valore nominale complessivo superiore a 14.600 euro.
Un’attività di contrasto alla falsificazione del denaro che ha interessato diverse zone della provincia, dai centri della costa fino ai paesi dell’entroterra, e che punta a individuare non soltanto chi mette in circolazione il denaro falso, ma anche chi lo produce e lo distribuisce.
Le banconote false più diffuse: attenzione ai 20 e ai 50 euro
A emergere dai sequestri effettuati dalle Fiamme gialle è soprattutto un dato: i falsari puntano sui tagli utilizzati più frequentemente negli acquisti di tutti i giorni.
La classifica delle banconote sequestrate vede infatti al primo posto, per numero di esemplari, quelle da 20 euro, seguite dai biglietti da 50 e da 100 euro.
Nel dettaglio:
| Taglio | Banconote sequestrate | Valore |
|---|---|---|
| 20 euro | 258 | 5.160 € |
| 50 euro | 145 | 7.250 € |
| 100 euro | 21 | 2.100 € |
Sono dunque i 20 euro a rappresentare quasi il 60% dei biglietti contraffatti sequestrati, mentre le banconote da 50 euro costituiscono la quota economicamente più consistente.
Un particolare significativo, perché si tratta di tagli che vengono comunemente utilizzati per pagare la spesa, fare rifornimento di carburante o saldare piccoli acquisti.
I sei Comuni della Maremma più interessati
La Guardia di finanza ha individuato anche le aree della provincia nelle quali il fenomeno si è manifestato maggiormente.
I Comuni segnalati sono Grosseto, Castiglione della Pescaia, Follonica, Monte Argentario, Arcidosso e Castel del Piano.
Una distribuzione geografica che coinvolge sia le principali località costiere e turistiche sia l’entroterra amiatino.
Dai supermercati agli alberghi: dove sono state intercettate
I sequestri hanno permesso di ricostruire anche i principali canali attraverso i quali le banconote contraffatte sono state individuate. Tra le attività coinvolte figurano centri commerciali, supermercati, esercizi della grande distribuzione, distributori di carburante, ristoranti, bar e alberghi. Ma non soltanto.
Biglietti falsi sono stati intercettati anche presso agenzie di trasferimento di denaro e biglietterie di tour operator presenti sul territorio provinciale.
Altre banconote contraffatte sono emerse dai controlli effettuati dagli istituti di vigilanza e dai versamenti nelle casse continue degli istituti bancari.
Questo non significa necessariamente che i commercianti o gli operatori economici coinvolti fossero consapevoli di aver ricevuto denaro falso. Le banconote possono infatti essere individuate soltanto dopo essere passate attraverso più transazioni.
Le indagini per risalire a chi produce il denaro falso
Il lavoro della Guardia di finanza non si ferma al sequestro dei biglietti contraffatti. L’obiettivo degli investigatori è ricostruire l’intera filiera del falso, risalendo dai luoghi in cui le banconote vengono individuate fino ai possibili centri di produzione e distribuzione.
Un’attività complessa che viene svolta anche attraverso la collaborazione con il Centro nazionale di analisi della Banca d’Italia.
La struttura trasmette periodicamente ai reparti della Guardia di finanza le banconote riconosciute come false, sulle quali vengono effettuati ulteriori approfondimenti investigativi.
Le analisi possono consentire di individuare collegamenti tra episodi diversi, verificare eventuali modalità ricorrenti di falsificazione e ricostruire possibili reti di distribuzione. Gli investigatori cercano inoltre di accertare eventuali ipotesi di riciclaggio di proventi illeciti connesse alla circolazione del denaro contraffatto.
Come riconoscere una banconota falsa
La Banca centrale europea indica tre semplici operazioni per verificare le principali caratteristiche di sicurezza delle banconote in euro: toccare, guardare e muovere.
Al tatto, le banconote autentiche presentano una particolare consistenza della carta e alcune zone stampate in rilievo.
Guardandole controluce è possibile verificare elementi come la filigrana e il filo di sicurezza, mentre inclinando il biglietto si possono osservare gli effetti ottici previsti per il relativo taglio e la serie di appartenenza.
In caso di sospetto, la banconota non deve essere rimessa in circolazione. È opportuno rivolgersi alle forze dell’ordine oppure a una banca o a un ufficio postale per le verifiche previste.
La falsificazione dell’euro, ricorda la Guardia di finanza, non rappresenta soltanto un danno economico per chi riceve una banconota priva di valore, ma costituisce una minaccia alla sicurezza dei pagamenti e alla fiducia dei cittadini nella moneta.
Ed è proprio per questo che le indagini proseguono, con l’obiettivo di risalire a chi alimenta il mercato delle banconote contraffatte.




