GROSSETO. Ci sono musicisti che hanno attraversato la storia della musica senza avere necessariamente il proprio nome scritto a caratteri cubitali sulle copertine dei dischi. Eppure, quando si ascoltano le canzoni che hanno contribuito a creare, quando si scorrono i nomi degli artisti con i quali hanno lavorato o si scoprono le colonne sonore alle quali hanno prestato il proprio talento, ci si rende conto di essere davanti a protagonisti assoluti.
Carl Verheyen è uno di questi. Un chitarrista capace di passare dal rock al blues, dal jazz al pop, dalla sala di registrazione al palcoscenico di un grande tour internazionale, mettendo sempre al centro la musica e uno stile immediatamente riconoscibile.
E lunedì 19 ottobre, alle 19.30, tornerà a Grosseto dopo diciannove anni, per un appuntamento che gli appassionati delle sei corde difficilmente vorranno perdere.
Il musicista americano, storico chitarrista dei Supertramp dal 1985, sarà infatti ospite di Rockland per una masterclass in esclusiva nazionale, un incontro che permetterà ai partecipanti non soltanto di ascoltarlo suonare, ma anche di entrare nel suo mondo musicale, comprendere il suo approccio allo strumento e confrontarsi direttamente con lui.
Un’occasione rara, resa possibile grazie a un incastro nel calendario del suo tour europeo, che porterà a Grosseto uno dei nomi più rispettati della chitarra contemporanea.
Dai Supertramp ai grandi della musica mondiale
Per comprendere la statura artistica di Carl Verheyen basta partire da un nome: Supertramp.
La band britannica ha scritto alcune delle pagine più conosciute del rock internazionale, costruendo un linguaggio musicale nel quale melodie raffinate, arrangiamenti complessi e contaminazioni tra generi diversi hanno dato vita a un suono inconfondibile.
Canzoni come The Logical Song, Breakfast in America, Give a Little Bit e Goodbye Stranger sono entrate nell’immaginario di generazioni di ascoltatori.
Verheyen è entrato nell’orbita del gruppo nel 1985, diventandone uno dei chitarristi di riferimento e portando nella musica dei Supertramp la propria sensibilità, fatta di tecnica, eleganza e grande capacità di interpretazione.
Ma ridurre la sua carriera all’esperienza con la band britannica significherebbe raccontarne soltanto una parte.
Perché Carl Verheyen è anche uno dei più apprezzati session player della scena musicale di Los Angeles, quella categoria di musicisti ai quali produttori e artisti affidano le registrazioni più importanti, sapendo di poter contare su professionisti capaci di trovare il suono giusto, spesso in pochissimo tempo.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti che appartengono a mondi musicali molto diversi.
B.B. King, Cher, Bee Gees, Christina Aguilera, Dolly Parton, John Fogerty, Stewart Copeland e Miley Cyrus sono soltanto alcuni dei nomi che compaiono nel suo lunghissimo curriculum.
Dal blues di B.B. King al pop internazionale, dal rock americano alle produzioni più contemporanee, Verheyen ha dimostrato una versatilità che rappresenta uno dei tratti distintivi della sua carriera.
Una chitarra che abbiamo ascoltato anche al cinema
C’è poi un altro aspetto, forse meno conosciuto dal grande pubblico, che racconta quanto sia estesa l’attività professionale del chitarrista americano.
Verheyen ha suonato in oltre 150 colonne sonore cinematografiche e in centinaia di produzioni televisive, lavorando in uno degli ambienti musicali più competitivi del mondo.
La musica per il cinema richiede qualità particolari: non basta saper eseguire una parte, bisogna essere capaci di interpretare un’atmosfera, adattarsi alle indicazioni di compositori e produttori, cambiare rapidamente linguaggio musicale e trovare soluzioni espressive anche in tempi strettissimi.
È un lavoro che raramente porta alla notorietà del grande pubblico, ma che rappresenta una delle forme più alte di professionalità per un musicista.
La considerazione di cui gode Verheyen è testimoniata anche dai riconoscimenti ricevuti nel corso degli anni.
Guitar Magazine lo ha inserito tra i dieci migliori chitarristi al mondo, mentre Classic Rock Magazine lo ha indicato tra i cento più grandi chitarristi di tutti i tempi.
Nel suo percorso figura anche una candidatura ai Grammy nella categoria dedicata al miglior assolo jazz.
Un curriculum che spiega perché la sua presenza a Grosseto rappresenti un appuntamento di particolare rilievo per la scena musicale locale.
Diciannove anni dopo, il ritorno a Rockland
La storia di questo incontro ha anche un elemento speciale: Carl Verheyen torna a Rockland dopo diciannove anni.

Quasi due decenni durante i quali il chitarrista ha continuato a suonare, registrare, insegnare e viaggiare in tutto il mondo.
Il ritorno a Grosseto nasce da un’opportunità colta durante l’organizzazione del suo tour europeo.
Nei giorni precedenti l’appuntamento, Verheyen sarà impegnato tra Francia, Belgio e Paesi Bassi. Martedì 20 ottobre ripartirà invece per Prato, dove è prevista un’altra tappa del suo viaggio musicale.
Rockland è riuscita a inserirsi in questo calendario particolarmente fitto, organizzando per lunedì 19 ottobre una masterclass che viene proposta come esclusiva nazionale.
Una tappa costruita quasi al volo, approfittando del passaggio italiano del musicista, ma con l’obiettivo di offrire ai partecipanti un incontro di alto livello.
Non soltanto una lezione: come nasce il suono di un grande chitarrista
La masterclass non sarà una semplice esibizione, né una lezione tradizionale nella quale il musicista mostra qualche esercizio e racconta alcuni episodi della propria carriera.
L’obiettivo è entrare nel laboratorio creativo di Verheyen, comprendere come costruisce il proprio linguaggio musicale e quali strumenti utilizza per passare da un’idea a una frase suonata.
Tecnica, fraseggio, improvvisazione, armonia, costruzione del suono, tocco e dinamica saranno alcuni dei temi affrontati durante l’incontro.
Aspetti che, per chi studia chitarra, rappresentano spesso il confine tra il semplice saper suonare uno strumento e riuscire a esprimere una propria identità musicale.
Verheyen approfondirà anche l’approccio al repertorio, il lavoro in studio di registrazione e il modo in cui un chitarrista professionista deve interpretare situazioni musicali differenti.
Perché suonare dal vivo davanti a migliaia di persone, registrare una parte destinata a una colonna sonora o accompagnare un cantante in studio sono esperienze profondamente diverse, che richiedono capacità di ascolto, adattamento e consapevolezza.
E proprio questa capacità di muoversi tra mondi differenti è uno degli elementi che rendono particolarmente interessante il percorso di Carl Verheyen.
Il metodo di Verheyen e l’arte dell’improvvisazione
Accanto alla carriera artistica, il chitarrista americano ha sviluppato nel tempo un’importante attività didattica internazionale.
Ha tenuto masterclass in numerosi Paesi, collaborando con istituzioni musicali come la University of Southern California e il Musicians Institute.
Ha inoltre realizzato corsi per TrueFire, una delle piattaforme internazionali dedicate alla formazione dei chitarristi, e pubblicato materiali didattici che approfondiscono il suo approccio all’improvvisazione.
Particolarmente conosciuto è il suo metodo basato sull’utilizzo degli intervalli musicali, il cosiddetto approccio intervallic.
Un modo di concepire l’improvvisazione che invita a superare l’esecuzione meccanica delle scale, per costruire frasi più personali attraverso la conoscenza delle distanze tra le note, delle strutture armoniche e delle possibilità espressive dello strumento.
Non si tratta soltanto di velocità o virtuosismo, ma della capacità di scegliere quali note suonare, quando suonarle e soprattutto come farle vivere all’interno di un brano.
Un approccio che rende la masterclass interessante sia per i chitarristi più esperti sia per chi sta cercando di sviluppare una maggiore consapevolezza musicale.
Paolo Mari tradurrà la masterclass in italiano
Per permettere ai partecipanti di seguire ogni passaggio dell’incontro, Rockland ha affidato la traduzione in italiano a Paolo Mari, chitarrista e insegnante della scuola.
La scelta nasce dalla volontà di avere accanto a Verheyen non soltanto un interprete linguistico, ma un musicista capace di comprendere pienamente il significato tecnico e musicale dei concetti affrontati.
Grazie alla lunga esperienza nella didattica e nell’attività dal vivo, Mari potrà rendere il confronto più fluido e accessibile, facilitando anche le domande e il dialogo tra il chitarrista americano e il pubblico.
Un dettaglio tutt’altro che secondario per una masterclass nella quale si parlerà di armonia, improvvisazione e tecniche esecutive, argomenti che richiedono precisione anche nella traduzione.
Un nuovo progetto musicale per Rockland
La serata del 19 ottobre non sarà un appuntamento isolato.
La masterclass di Carl Verheyen inaugurerà infatti un nuovo percorso di incontri didattici ed eventi dal vivo che Rockland svilupperà sotto la direzione artistica di Leonardo Marcucci.
L’obiettivo è creare occasioni di confronto diretto con musicisti di rilievo, portando a Grosseto esperienze che normalmente si incontrano nei grandi centri musicali e nei circuiti internazionali.
Un progetto che unisce formazione e spettacolo, ma soprattutto punta a far crescere una comunità di musicisti e appassionati attraverso il contatto con professionisti capaci di trasmettere non soltanto competenze, ma anche una visione del proprio mestiere.
La presenza di Verheyen rappresenta dunque un inizio particolarmente significativo.
Come partecipare alla masterclass
L’appuntamento è fissato per lunedì 19 ottobre 2026, alle 19.30, nella Sala 1 di Rockland, a Grosseto.
La quota di partecipazione è di 25 euro.
Gli organizzatori hanno deciso di limitare volutamente il numero dei posti disponibili, per mantenere un’atmosfera raccolta e permettere ai presenti di partecipare in maniera diretta, con la possibilità di dialogare con il musicista.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare Davide Braglia al numero 340 3782308.
Sarà un’occasione per ascoltare da vicino un chitarrista che ha condiviso palchi e studi di registrazione con alcuni dei nomi più importanti della musica mondiale, ma anche per scoprire quanto lavoro, studio e ricerca ci siano dietro ogni singola nota.
Perché, dopo quasi quarant’anni di carriera con i Supertramp e una vita trascorsa tra concerti, studi di registrazione e aule didattiche, Carl Verheyen continua a dimostrare che la chitarra non è soltanto uno strumento da suonare, ma un linguaggio da esplorare continuamente.
E lunedì sera, per qualche ora, quel linguaggio parlerà anche a Grosseto.





