PIOMBINO. Programmazione rigorosa, dati scientifici trasparenti e tutela della salute pubblica come requisito fondamentale per lo sviluppo industriale. È questo il punto centrale della posizione espressa dalla lista civica Lavoro e Ambiente, che interviene sul futuro economico e urbanistico del territorio di Piombino in una fase delicata, caratterizzata dall’iter autorizzativo di diversi progetti ad alto impatto.
Secondo la lista civica, la valutazione delle nuove iniziative produttive non può basarsi su stime approssimative, ma richiede strumenti conoscitivi chiari e condivisi. L’attenzione si concentra in particolare sullo studio di biomonitoraggio INSINERGIA, progetto di rilevanza nazionale finanziato con i fondi complementari al PNRR, coordinato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa con il supporto dell’Asl Toscana Nord Ovest. L’indagine inserisce Piombino all’interno di una rete di 13 Siti di interesse nazionale (SIN) sottoposti a stretto controllo scientifico.
L’indagine sanitaria e la risposta dei cittadini
Lo studio prevede un percorso clinico approfondito, comprensivo di prelievi biologici, elettrocardiogrammi e questionari, finalizzato a misurare l’esposizione della popolazione a inquinanti quali metalli pesanti, idrocarburi (IPA), PCB e PFAS.
L’obiettivo è rilevare tempestivamente i segnali di rischio e valutare le correlazioni tra le pressioni ambientali e l’insorgenza di patologie respiratorie, cardiovascolari o oncologiche.
Forte la partecipazione della comunità piombinese: presso il Dipartimento di prevenzione di via Forlanini sono già stati effettuati i controlli su 250 cittadini dei 300 previsti dal protocollo (pari all’83% del campione). All’appello mancano soltanto 50 volontari per completare la mappatura, i cui esiti complessivi sono attesi entro la fine del dicembre 2026.
La proposta all’amministrazione comunale
Se il rigore scientifico spetta agli enti sanitari, Lavoro e Ambiente sottolinea che la responsabilità politica e amministrativa dell’uso di questi dati ricade interamente sul Comune.
Per questo motivo, la lista civica chiede innanzitutto che i dati scientifici dello studio vengano integrati direttamente nelle Conferenze dei Servizi, consentendo al Comune di imporre prescrizioni tecniche restrittive e vincolanti ai nuovi progetti produttivi, commisurate al reale stato di salute della popolazione e al carico ambientale sopportato dai 928 ettari terrestri del SIN.
Parallelamente, viene avanzata la richiesta formale alla Regione Toscana di trasformare queste indagini in uno studio epidemiologico e ambientale continuativo e permanente, rendendo la prevenzione uno strumento ordinario. Infine, la proposta punta sulla massima trasparenza istituzionale attraverso momenti periodici di informazione pubblica per condividere i dati con i cittadini, individuando nel sindaco il naturale punto di riferimento per il coordinamento delle azioni a tutela della salute e della qualità dell’aria.
«Adottare i dati scientifici come bussola per le scelte urbanistiche e industriali dei prossimi anni è una necessità imprescindible – conclude la nota di Lavoro e Ambiente – È l’unico modo per dare certezze alle imprese che vogliono investire e, al tempo stesso, garantire risposte concrete ai cittadini sulla tutela della loro salute».