Agrivoltaico a Ribolla, oltre 15mila firme contro il progetto: «Il nostro sole non alimenti il genocidio» | MaremmaOggi Skip to content

Agrivoltaico a Ribolla, oltre 15mila firme contro il progetto: «Il nostro sole non alimenti il genocidio»

Gli attivisti chiedono alla Regione di fermare l’impianto legato alla società israeliana Shikun & Binui. Sabato la petizione sarà data a Francesco Limatola
Da sinistra: Alessandra Beltero, Adelise Mirolli, Nino Quaresima, Renzo Tronconi
Da sinistra: Alessandra Beltero, Adelise Mirolli, Nino Quaresima, Renzo Tronconi

ROCCASTRADA. «Il nostro sole non deve alimentare il genocidio». La battaglia contro il progetto agrivoltaico di Ribolla continua e il movimento nato per contrastare la realizzazione dell’impianto mette insieme due questioni: la difesa del territorio e quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza.

Durante la conferenza, Nino Quaresima ha ricordato la situazione della popolazione palestinese e le accuse rivolte al governo israeliano e al primo ministro Benjamin Netanyahu. «È difficile comprendere cosa stia succedendo in Palestina quando viviamo in una condizione di relativo benessere e in uno Stato di diritto – dice l’uomo – L’Unione europea e l’Italia partecipano attraverso il silenzio e mantenendo aperti i canali commerciali».

Diverse associazioni del territorio hanno lanciato una petizione per richiedere alla Regione Toscana di non autorizzare la Shikun & Binui a realizzare l’impianto agrivoltaico a Ribolla. A firmare la petizione sono state circa 15mila persone.

La questione di Ribolla

L’agrivoltaico a Ribolla è una questione molto delicata: la Shikun & Binui è un’azienda che ha partecipato alla costruzione del muro intorno a Gaza e fornisce tecnologie all’Esercito israeliano. Secondo gli attivisti, l’impresa non si è presentata con il suo nome, ma con la SPV Energy 3 srl, una società fittizia. La SPV ha chiesto di costruire dei pannelli in 35 ettari per la produzione di 19W.

«Secondo noi l’azienda lo ha fatto per nascondere il suo curriculum nel genocidio di Gaza, fra costruzioni, estrazione di gas e anche la realizzazione di impianti fotovoltaici nei territori occupati. Ha altri progetti in Maremma e in Italia – dice Adelise Mirolli – Vorremmo che la Regione non guardasse solo i caratteri tecnico-ambientali, ma anche quelli etico-morali. L’azienda israeliana costruisce nei territori occupati ed è complice di quello che sta succedendo in tutta la Palestina».

La mobilitazione contro il progetto di Ribolla si è sviluppata su più fronti. «Ci sono stati i banchetti per la raccolta delle firme, gli incontri sul territorio, le iniziative di sensibilizzazione e il confronto con l’amministrazione comunale – dice Renzo Tronconi – C’è stato qualche dissidio con il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola, ma speriamo di riuscire a bloccare questo progetto alla Regione».

La battaglia passa anche dalla difesa dei terreni agricoli

La contestazione riguarda però anche il progetto dal punto di vista agricolo. I terreni interessati, sottolineano gli attivisti, non sarebbero attualmente coltivati, ma sarebbero coltivabili. Su questo punto interviene Luisa Gili, che mette in discussione la possibilità di mantenere una produzione agricola significativa sotto e intorno ai pannelli.

«La parte effettivamente destinata alla produzione agricola sarebbe minima rispetto al potenziale agricolo e alimentare dei terreni. Molte piante hanno bisogno dell’esposizione diretta al sole per crescere – dice Gili – I pannelli solari sono importanti, ma potrebbero essere messi in un posto diverso, in terreni non coltivabili, sopra i capannoni oppure in aree non utilizzabili in altro modo».

La questione agricola, però, non è così semplice e nel problema subentra anche lo spopolamento delle campagne: sono molti i giovani che scelgono una strada diversa rispetto a quella dell’agricoltura, anche a causa di un margine di profitto sempre più basso. Capita spesso che qualcuno erediti la terra coltivabile, ma che scelga di non lavorarla e pagandoci sopra le tasse.

La questione, secondo il movimento, non è opporsi alla produzione di energia rinnovabile, ma scegliere dove realizzare gli impianti secondo caratteri etico-morali e anche in luoghi diversi.

«Da Ribolla una risposta costruttiva»

La mobilitazione contro il progetto agrivoltaico, secondo gli attivisti, non riguarda più soltanto Ribolla. Intorno all’iniziativa si è creata una rete che coinvolge associazioni, comitati, movimenti e realtà provenienti anche da altre zone della Toscana. Ma il dato che gli organizzatori ritengono più importante è la risposta arrivata dalle persone incontrate sul territorio.

Di fronte a quanto sta accadendo a Gaza e alle violazioni del diritto internazionale, la rete vuole dare «una risposta costruttiva». Una reazione che, secondo quanto raccontato durante la conferenza, trova sempre maggiore partecipazione tra i cittadini.

«Quasi tutti ci hanno ringraziato, anche semplicemente quando ricevevano il volantino», raccontano. Secondo gli attivisti, negli ultimi mesi l’empatia della popolazione sarebbe cresciuta fino a trasformarsi in un desiderio di partecipazione.

Ed è proprio durante gli incontri con le persone che, secondo gli organizzatori, emerge qualcosa di nuovo. «Sta scattando un grande desiderio di dialogare e fare cose insieme – spiegano – e c’è la consapevolezza che la convergenza è una forza, se si vuole davvero fare qualcosa».

Oltre 15mila firme raccolte

Intorno alla battaglia contro l’impianto si è creata nel tempo una mobilitazione sempre più ampia. Petizioni, azioni legali, incontri con i cittadini e iniziative pubbliche hanno portato molte persone ad avvicinarsi per la prima volta alla cittadinanza attiva. Le firme raccolte avrebbero ormai superato quota 15mila. Alla raccolta cartacea si è aggiunta quella online, che ha ottenuto fin dall’inizio una risposta importante.

La mobilitazione non si sarebbe fermata alla Maremma: «Ci stanno chiedendo di poter firmare anche da Firenze e da Roma – dice –. C’è una scollatura netta tra quello che vuole una parte della popolazione e le scelte delle istituzioni». La petizione sarà presentata sabato 19 settembre al sindaco Francesco Limatola.

Il 19 settembre, al teatro di Ribolla alle 17, è previsto un incontro con la popolazione dal titolo “Ribolla: sole sulla Palestina”, al quale parteciperà anche il palestinese Abdel Whabhab Qasem, in collegamento dalla Giordania.

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