A Niccioleta prende forma il Memoriale degli 83 minatori uccisi dai nazifascisti: ecco come sarà | MaremmaOggi Skip to content

A Niccioleta prende forma il Memoriale degli 83 minatori uccisi dai nazifascisti: ecco come sarà

Corten, giochi di luce, un giardino della memoria e sei orti sociali: il progetto firmato dall’artistaMaria Dompè darà forma al ricordo dell’eccidio nazifascista con una riqualificazione degli spazi pubblici della frazione di Massa Marittima
Il nuovo Memoriale di Niccioleta e la piazza attuale

NICCIOLETA. Un luogo per ricordare gli 83 minatori uccisi nell’eccidio nazifascista del giugno 1944, uno spazio vivo, capace di entrare nella quotidianità della comunità di Niccioleta. Prende forma il progetto del Memoriale che si estenderà lungo via della Miniera, per il quale la Regione Toscana ha stanziato 300mila euro. L’intervento è ora definito nel progetto che mette insieme arte, paesaggio e riqualificazione urbana per restituire centralità a uno dei luoghi simbolo della storia mineraria e della Resistenza nelle Colline Metallifere.

Il progetto artistico è firmato da Maria Dompè, già autrice del giardino Norma Parenti a Massa Marittima, e si sviluppa attorno a un’idea precisa: la memoria non deve essere confinata alle cerimonie commemorative, ma continuare a vivere attraverso gli spazi, la luce, la natura e le relazioni tra le persone.

La planimetria generale del progetto

Ottantatré presenze luminose per ricordare i minatori

Per realizzare l’opera sarà impiegato l’acciaio corten, un materiale dalla caratteristica patina che richiama il ferro. 

«Nella mia visione l’utilizzo del corten rappresenta metaforicamente la miniera, l’ossidazione tipica del ferro, l’estrazione mineraria, il sottosuolo in grado di emergere dalla terra per ricordare, così come i nomi dei minatori periti nell’eccidio incisi nel metallo stesso, enfatizzando questo inscindibile rapporto» spiega Dompè nella relazione.

Sulla scarpata accanto alla piazza del Memoriale saranno collocati 83 elementi semicircolari in corten, attraversati da tagli luminosi. Ognuno rappresenterà simbolicamente uno dei minatori uccisi, trasformandosi in una presenza di luce che collega la storia della miniera alla vita della comunità.

Il progetto comprende anche un elemento commemorativo a terra nella piazza e due installazioni nell’area vicina al luogo dell’eccidio, una a parete e una a terra. Quest’ultima sarà concepita anche per accogliere, durante le commemorazioni, 83 rose, una per ciascuna delle vittime. L’obiettivo è costruire un percorso unitario, capace di accompagnare visitatori e cittadini attraverso i diversi luoghi della memoria, con una percezione che cambierà a seconda del punto di osservazione e della luce, soprattutto nelle ore serali.

Un giardino della memoria che dialoga con la natura

Nella visione di Maria Dompè, il Memoriale dovrà diventare un luogo di pace e rispetto, in cui natura, memoria e vita quotidiana siano strettamente legate. Il progetto prevede per questo una riqualificazione del giardino vicino al luogo dell’eccidio, con nuove sistemazioni del verde e una particolare attenzione al rapporto tra vegetazione e installazioni in corten.

Sono previste nuove alberature, arbusti, piante rampicanti ed erbacee perenni, selezionati per dare al luogo colori e forme differenti durante le stagioni. Il verde non avrà quindi una semplice funzione decorativa, ma contribuirà a definire gli spazi, accompagnare i percorsi e rendere il Memoriale fruibile durante tutto l’anno.

Il render notturno del progetto

Sei orti sociali per tenere viva la memoria

Tra gli elementi più significativi del progetto ci sono i sei orti sociali, organizzati in spazi circolari e destinati a essere affidati alla gestione di alcuni abitanti. Anche in questo caso, la forma e il numero hanno un significato simbolico: sei orti per ricordare i sei minatori giustiziati a Niccioleta.

“Il concetto della memoria attiva, vitale, funzionale, si ripropone nella scelta di realizzare sei spazi circolari adibiti ad orti urbani da concedere in gestione ad alcuni abitanti. Sei orti, sei nomi, sei minatori giustiziati a Niccioleta. Gli orti diventeranno parte integrante di un’idea di giardino complessivo che includerà spazi di vita comunitaria» spiega Dompè. 

Gli orti saranno integrati nel sistema del verde e dei percorsi, diventando luoghi di incontro e partecipazione. La memoria si tradurrà così anche in un’attività condivisa, capace di rafforzare il rapporto tra il Memoriale e chi vive nella frazione.

L’intervento comprende inoltre il miglioramento delle pavimentazioni, dei collegamenti pedonali e dell’accessibilità, insieme a nuovi impianti di illuminazione. È prevista anche la riqualificazione dello spazio antistante il Dopolavoro, con l’obiettivo di favorire la sosta, le manifestazioni, le iniziative culturali e le occasioni di socialità.

Un intervento che riguarda l’intero centro della frazione

Il Memoriale si inserisce in un progetto più ampio di riqualificazione degli spazi pubblici di Niccioleta, che coinvolge la piazza, la scarpata, il giardino vicino al luogo dell’eccidio e l’area degli orti, oltre agli spazi in relazione con il Dopolavoro.

I lavori sono ricondotti a due distinti programmi: quello dedicato a “Un Memoriale per Niccioleta”, finanziato con le risorse regionali per la valorizzazione della memoria storica, e “I Margini al Centro”, progetto di rigenerazione urbana che interessa anche le frazioni di Prata e Tatti. 

Il Memoriale vuole così diventare qualcosa di più di un monumento: un luogo in cui la storia dell’eccidio, l’identità mineraria e la vita della comunità continuino a incontrarsi, mantenendo viva la testimonianza degli 83 minatori per le generazioni future.

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