Gambero Rosso 2027: i 20 ristoranti premiati in Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Caino resta in vetta, Il Carraio conquista la seconda forchetta: la Maremma del Gambero Rosso 2027

Il ristorante di Gaia Cerrito a Scansano passa da una a due forchette con 81 punti. Valeria Piccini guida la selezione con Caino: 91 punti e tre forchette. Tutti i locali premiati, con indirizzi e punteggi
A sinistra Gaia Cerrito con lo staff del Carraio di Scansano, a destra Valeria Piccini, la regina della ristorazione in Maremma con il suo Caino, a Montemerano
A sinistra Gaia Cerrito con lo staff del Carraio di Scansano, a destra Valeria Piccini, la regina della ristorazione in Maremma con il suo Caino, a Montemerano

GROSSETO. La notizia arriva da Scansano, dove Il Carraio della chef Gaia Cerrito passa da una a due forchette nella Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso, raggiungendo 81 punti e aggiungendo un riconoscimento importante al percorso di un ristorante che ha scelto di scommettere sull’entroterra, sui suoi produttori e sulla possibilità di trasformare una buona tavola in un motivo per scoprire il territorio.

Al vertice della selezione maremmana resta Da Caino, a Montemerano, con 91 punti e tre forchette: il ristorante di Valeria Piccini continua a essere il riferimento di una cucina nella quale memoria, tecnica e sensibilità personale danno voce alla Maremma senza smettere di rinnovarla.

Tra la conferma di Caino e la crescita del Carraio si sviluppa un itinerario di venti locali premiati con almeno una forchetta, distribuiti tra borghi, campagne e costa: uno con tre forchette, nove con due e dieci con una.

Gaia Cerrito: «Lavorare bene può aiutare a scoprire questi luoghi»

Per Gaia Cerrito, la seconda forchetta è una soddisfazione che riguarda il lavoro del ristorante, ma anche il paese e le campagne che lo circondano, in un territorio dove costruire continuità nelle presenze rimane una delle sfide più difficili.

«Sono estremamente felice che l’entroterra scansanese, prima con Matteo dell’Antico Casale (che ha preso la seconda fiamma per la brace, ndr) e ora con noi, possa raccogliere dei riconoscimenti così importanti», dice la chef.

Nelle sue parole c’è l’orgoglio per il risultato, accompagnato dalla consapevolezza di quanto impegno richieda tenere viva una proposta gastronomica di qualità lontano dai luoghi nei quali il movimento turistico è più intenso.

«Lo sono tanto perché l’entroterra soffre, spesso, di mancanza e incostanza di presenze e speriamo che lavorare bene, con dedizione e tanto amore per questo lavoro possa portare a scoprire le meraviglie di questi luoghi!».

Il passaggio da una a due forchette premia dunque un percorso, quello di una cucina che mette insieme produttori locali, stagionalità, pane fatto in casa, pescato e ricette di campagna, cercando nel rapporto con il territorio la propria identità.

Ed è anche un invito a guardare alla ristorazione come a una risorsa per i paesi: un tavolo prenotato può diventare l’inizio di una visita, di un incontro con un produttore, di un ritorno fuori stagione.

Da Montemerano alla costa, la Maremma raccontata a tavola

La forza della selezione maremmana sta nella varietà delle proposte, che attraversano la cucina d’autore, la tradizione contadina, il mondo della brace e quello del pescato, senza esaurirsi in un’unica idea di territorio.

Caino guida con 91 punti, seguito, tra i ristoranti con due forchette, da Bracali a quota 86 e dalla Trattoria Enrico Bartolini alla Tenuta La Badiola de L’Andana con 85. Oasi e Silene ottengono 84 punti, mentre I Due Cippi dal 1976 raggiunge 83.

Il Carraio sale nel gruppo delle due forchette con 81 punti, lo stesso punteggio dell’Osteria del Mare già Votapentole; Castello di Vicarello e La Dogana by Enoteca la Torre completano la categoria con 80 punti.

Accanto a questi indirizzi, i dieci locali con una forchetta compongono un’altra parte significativa del racconto, dalle sale raccolte di Pitigliano ai ristoranti affacciati sul mare, passando per il centro di Grosseto e gli agriturismi della campagna.

Ecco le schede essenziali dei venti locali premiati.

Tre forchette

Da Caino — 91/100 · Tre forchette

Indirizzo: via della Chiesa, 4, Montemerano, comune di Manciano.

Valeria Piccini interpreta la memoria gastronomica maremmana con una cucina personale, nella quale paste lavorate a mano, carni e proposte di mare trovano equilibrio tra intensità e leggerezza. Andrea Menichetti guida la sala, mentre la cantina custodisce grandi bottiglie, annate storiche e un’ampia selezione internazionale.

Due forchette

Bracali — 86/100 · Due forchette

Indirizzo: via di Perolla, 2, Massa Marittima.

I fratelli Francesco e Luca Bracali sono i protagonisti di un’esperienza che unisce ricerca gastronomica, servizio rigoroso e una cantina di grande respiro. In cucina, ingredienti del territorio e accostamenti originali danno forma a piatti riconoscibili, tra i quali l’anguilla del Black Rock. Curata anche la piccola pasticceria.

La Trattoria Enrico Bartolini alla Tenuta La Badiola de L’Andana — 85/100 · Due forchette

Indirizzo: località Badiola, Castiglione della Pescaia.

Con lo chef Gabriele Verri, le suggestioni liguri incontrano la campagna maremmana in una proposta elegante e misurata. Ortaggi, gnudi, agnello e pesce scandiscono degustazione e carta, in un ambiente rurale raffinato, sostenuto da una buona selezione di vini e da un servizio preciso.

Oasi — 84/100 · Due forchette

Indirizzo: viale Italia, 227, angolo via dello Sparviero, 1, Follonica.

La cucina di Mirco Martinelli nasce dalla conoscenza del pesce e dall’attenzione alle cotture, tra crudi, primi e preparazioni espresse. Tra i piatti rappresentativi c’è la spadellata, zuppa bianca preparata al momento. Valeria Scarlatti segue l’accoglienza e la sala; importante la proposta enologica.

Silene — 84/100 · Due forchette

Indirizzo: via delle Terme, 1, Seggiano.

Roberto Rossi costruisce il proprio racconto gastronomico attraverso orto, erbe aromatiche e ingredienti stagionali, intrecciando ricette della memoria e interpretazioni contemporanee. Terra e mare convivono nel menu, con attenzione anche alla pasticceria. La cantina propone etichette italiane ed estere e verticali di pregio.

I Due Cippi dal 1976 — 83/100 · Due forchette

Indirizzo: piazza Vittorio Veneto, 26a, Saturnia, comune di Manciano.

Lorenzo e Alessandro Aniello, rispettivamente alla brace e alla guida della sala, hanno fatto della selezione delle carni il tratto distintivo del ristorante. Tagli internazionali affiancano selvaggina e ricette maremmane, con qualche proposta di mare. La cantina si distingue per ampiezza e ricerca.

Il Carraio — 81/100 · Due forchette, una in più rispetto alla precedente edizione

Indirizzo: via IV Novembre, 15, Scansano.

La cucina di Gaia Cerrito valorizza materie prime locali, stagioni e lavorazioni artigianali, dal pane alle paste di grani antichi e ai pici tirati a mano. Pappa al pomodoro con moscardini, peposo e cacciucco raccontano l’incontro tra mare e campagna. Spazio anche a formaggi, oli del comprensorio e vini.

Osteria del Mare già Votapentole — 81/100 · Due forchette

Indirizzo: via IV Novembre, 15, Castiglione della Pescaia.

Il pescato giornaliero dei pescherecci del paese guida la cucina di Massimiliano Ciregia, che alterna preparazioni tradizionali e interpretazioni personali. Tra i piatti segnalati figurano i tortelli maremmani al ragù di polpessa e il bollito di mare. Ambiente raccolto, accoglienza cordiale e cantina ricercata.

Castello di Vicarello — 80/100 · Due forchette

Indirizzo: via Vicarello, 1, Cinigiano.

La proposta si sviluppa attorno agli ingredienti dell’orto, degli allevamenti di proprietà e dei produttori locali, in un contesto di colline, olivi e vigneti. I menu del pranzo e della cena alternano pescato, paste maremmane, carni toscane e selvaggina, con particolare attenzione all’ospitalità.

La Dogana by Enoteca la Torre — 80/100 · Due forchette

Indirizzo: via Graticciaia, Capalbio.

Sulla terrazza dello stabilimento, Giordano Corsini firma una cucina di mare dal gusto deciso, con il fusillone alla luciana tra le proposte evidenziate dalla guida. Il Doganino ospita il sushi di Ricardo Takamitsu, mentre la carta dei vini curata da Rudy Travagli lascia spazio alle cantine del territorio.

Una forchetta

Alicina sul porto — 79/100 · Una forchetta

Indirizzo: lungomare Andrea Doria, 4, Porto Ercole.

Lo chef e titolare Ivan Silvestri propone una cucina di mare che affianca il pescato a ricette personali, come la cacio e pepe con bottarga, la triglia alla puttanesca e il panino con lampredotto di polpo. La posizione sul lungomare, il servizio e la cantina completano l’offerta.

Angiolina — 79/100 · Una forchetta

Indirizzo: piazza della Repubblica, 209, Pitigliano.

Dodici coperti e un’accoglienza personale caratterizzano il progetto di Laura e Leonardo, nel quale tutto, dal pane al dessert, nasce in cucina. Il menu raccolto comprende quinto quarto, lumache, piccione, baccalà e spaghetti con bottarga, accompagnati da una selezione di vini rivolta anche agli appassionati.

Canapone — 79/100 · Una forchetta

Indirizzo: piazza Dante Alighieri, 3, Grosseto.

Affacciato sulla piazza del Duomo, lo storico ristorante propone una cucina legata alla Toscana e alla Maremma. Tortelli, paste con condimenti di terra e di mare, Chianina e pescato seguono il ritmo delle stagioni. La carta dei vini spazia dalle produzioni locali alle etichette internazionali.

Dama Dama Restaurant — 79/100 · Una forchetta

Indirizzo: località Le Piane, Porto Ercole.

All’interno del Golf Resort Argentario, Emiliano Lombardelli dedica attenzione ai prodotti del mare, dalla bottarga di Orbetello ai gamberi e al pesce, affiancandoli a faraona, agnello e altre proposte di terra. Tre menu degustazione e una cantina articolata accompagnano l’esperienza.

Eaté by The Sense Experience Resort — 79/100 · Una forchetta

Indirizzo: viale Italia, 315, Follonica.

Nella veranda vetrata tra pineta e spiaggia, Andrea Cimino propone tre percorsi, Maremma, Montecristo ed Elba, dai quali è possibile scegliere anche alla carta. Le preparazioni esplorano terra e mare con accostamenti contemporanei. La guida apprezza accoglienza, servizio e prezzi della selezione enologica.

La Rocca — 79/100 · Una forchetta

Indirizzo: piazza della Repubblica, 92, Pitigliano.

Le origini napoletane dello chef Mirio Biondi incontrano ingredienti e suggestioni toscane in una proposta stagionale. Crudi, pappardelle al capriolo, pesce alla brace e maialino convivono con piatti vegetariani. Curati gli ambienti, il servizio e la carta dei vini.

Casale Oleo — 78/100 · Una forchetta

Indirizzo: località Cupi, 68, Poggio Maestrino, Magliano in Toscana.

La famiglia Serafini riunisce agricoltura, produzione di olio, ospitalità e cucina: Simone segue la parte agricola, Alberto i fornelli. La proposta porta nel territorio esperienze maturate anche all’estero, con frequente ricorso alla brace e abbinamenti tra ingredienti di terra e di mare.

La Selva — 77/100 · Una forchetta

Indirizzo: strada Selva Nera, 9, Capalbio.

Aperto tutto l’anno, il ristorante alterna cucina di mare tradizionale e preparazioni più creative. Tra i piatti segnalati ci sono i tagliolini con rana pescatrice e il risotto alla pescatora, insieme al pescato proposto al forno o all’acqua pazza. Ampia la cantina, tra Italia e Francia.

Il Frantoio — 76/100 · Una forchetta

Indirizzo: via Renato Fucini, 10, Capalbio.

Gli ambienti di un antico frantoio restaurato ospitano una cucina contemporanea che conserva riferimenti alla tradizione, dalla pappa al pomodoro all’acquacotta e ai tortelli. Carni maremmane, fiorentina, baccalà e pescato compongono una proposta varia, accompagnata da una carta dei vini con aperture internazionali.

Molo26 — 76/100 · Una forchetta

Indirizzo: via del Molo, 25, Porto Santo Stefano, Monte Argentario.

La famiglia Ballerano valorizza il pescato del Tirreno attraverso ricette della costa e rivisitazioni misurate. Millefoglie di baccalà, gnocchi al polpo e caldaro sono tra le proposte rappresentative. L’affaccio sul mare si accompagna a un servizio attento e a una selezione di vini locali e internazionali.

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