MASSA MARITTIMA. C’è la casella con il Coro dei Minatori, quella con la fiera di Ghirlanda, e quella dedicata alla Lirica in Piazza. Ma potrebbe anche capitarti di vincere il Balestro e guadagnare, così, due caselle, oppure, se il tiro dei dadi non è fortunato, potresti rimanere bloccato in mezzo ad una coda sull’Aurelia: sono tanti gli imprevisti del “Gioco dell’Oca di San Cerbone”, l’originalissimo tabellone che il Comune di Massa Marittima regala a tutti i novelli sposi che scelgono il rito civile nella città del Balestro.
Un ricordo particolare per chi sceglie di sposarsi a Massa Marittima
L’Amministrazione massetana ha deciso di acquistare i tabelloni da Carta Marittima, l’attività cittadina che realizza artigianalmente questi giochi. Al posto dei fiori, per le coppie che sceglieranno la città per celebrare il proprio matrimonio o la propria unione civile, è infatti stato scelto un originale omaggio istituzionale.
Un prodotto artigianale realizzato in pezzi unici numerati, capace di valorizzare il territorio e le sue eccellenze.

Un viaggio nella Maremma… a colpi di dado
Dietro al gioco ci sono Gabriele e la moglie Chiara, titolari di Carta Marittima, il laboratorio artigianale che da cinque anni ha aperto i battenti nel centro storico di Massa Marittima, in via Moncini.
«Facciamo tutto noi – racconta Gabriele – dal disegno alla grafica fino alla stampa in serigrafia, rigorosamente a mano. Il gioco è stato inventato, disegnato e stampato da noi».
L’idea nasce proprio dalla figura del patrono della città: «Abbiamo pensato alla storia di San Cerbone e alle sue oche. Da lì è nato quasi naturalmente il gioco di parole con il Gioco dell’Oca di San Cerbone».
Le oche del santo e il miracolo raccontato dalla tradizione
Le oche, infatti, sono uno degli attributi più conosciuti di San Cerbone. Secondo la tradizione, durante un viaggio verso Roma il santo, vissuto nel VI secolo, avrebbe addomesticato alcune oche selvatiche per offrirle in dono al Papa. Dopo averle mostrate al pontefice, però, con un secondo miracolo le rese nuovamente selvatiche, facendole volare via.
Un episodio che ha ispirato il nome del gioco e il suo spirito leggero e ironico.
Il Balestro fa avanzare, la coda sull’Aurelia ti blocca
Il Gioco dell’Oca di San Cerbone non è un semplice tabellone. Ogni casella richiama un simbolo della città o della Maremma. Si può avanzare grazie al Balestro, fermarsi per partecipare agli eventi più conosciuti del territorio oppure incappare in qualche piccolo contrattempo ispirato alla vita quotidiana, come il traffico sull’Aurelia o una visita a Populonia che prende più tempo del previsto.
«Ogni casella racconta qualcosa del territorio – spiega Gabriele – Si parte da Piombino e si arriva a Massa Marittima. Ci sono piccole trappole e imprevisti: puoi perdere un turno per una gara di ciclisti, fermarti a mangiare un tortello oppure arrivare al Mago del Lago. Piano piano ci si avvicina al traguardo con spirito goliardico. È stato divertente sia pensarlo che realizzarlo».
Da Venezia a Massa Marittima per inseguire un sogno
Dietro Carta Marittima c’è anche una storia di cambiamento. Gabriele e Chiara si sono trasferiti da Venezia a Massa Marittima per aprire il loro laboratorio artigianale, inaugurato nel 2021, appena le restrizioni della pandemia lo hanno reso possibile.
«Avremmo voluto aprire già l’anno precedente, ma con il Covid era impossibile organizzarsi. Proprio quel periodo, però, ci ha dato la spinta per cambiare vita. Facevamo le carte marmorizzate nella vasca da bagno di casa» racconta.
Oggi quel piccolo laboratorio realizza pezzi unici, stampati interamente a mano.
Un souvenir che promuove il territorio
Per il Comune questi tabelloni rappresentano un modo per promuovere Massa Marittima e l’artigianato locale, offrendo agli sposi un ricordo diverso dal classico dono istituzionale.




