PIOMBINO. Dopo l’allarme dei giorni scorsi legato ai colpi messi a segno da finti carabinieri, i malviventi hanno cambiato divisa, ma non il modus operandi. Questa volta a entrare in azione sono stati i finti finanzieri, e a farne le spese è stato un uomo di circa cinquant’anni residente in via 2 Giugno.
La dinamica del raggiro, ormai tragicamente collaudata, è scattata tra le mura domestiche con una telefonata apparentemente istituzionale.
La trappola telefonica
I truffatori hanno contattato la vittima spacciandosi per militari della Guardia di Finanza. Con tono fermo e autoritario, hanno convinto l’uomo che fosse in corso un’importante indagine su una presunta circolazione di banconote false nella zona. Durante la chiamata, i finti finanzieri hanno chiesto esplicitamente al cinquantenne se avesse in casa delle banconote da 50 euro, intimandogli di radunarle sul tavolo per un imminente controllo ispettivo da parte di alcuni agenti che stavano per raggiungere la sua abitazione.
L’uomo, colto di sorpresa e agendo in totale buona fede, ha seguito alla lettera le istruzioni, racimolando tutto il denaro contante che custodiva nell’appartamento.
Il finto controllo e il furto dell’oro
Poco dopo, il campanello ha suonato. Alla porta si sono presentati i finti esponenti delle fiamme gialle. Una volta guadagnato l’ingresso all’interno dell’abitazione di via 2 Giugno, i malviventi hanno preso in consegna i contanti. Non contenti, per massimizzare il bottino, hanno alzato il tiro: con il pretesto di dover effettuare verifiche analoghe e “controlli di routine” sui metalli preziosi, hanno convinto la vittima a consegnare anche tutti i gioielli e l’oro presenti in casa.
Ottenuto il bottino, i criminali si sono dileguati così come erano arrivati, facendo perdere rapidamente le proprie tracce.
La scoperta e la denuncia
Solo in un secondo momento, una volta rimasto solo e riacquistata la lucidità, l’uomo si è reso conto del gravissimo inganno in cui era caduto. Una volta realizzato di essere stato derubato di tutti i suoi averi, si è recato presso le autorità competenti per sporgere denuncia.
L’appello è quello di prestare la massima prudenza: nessun corpo di polizia o forza dell’ordine effettua controlli di banconote o oro a domicilio. In caso di telefonate o visite sospette, l’invito è quello di non aprire la porta e di contattare subito il 112.