Malattie professionali, oltre 600 denunce l'anno ma otto mesi di attesa per una visita Inail | MaremmaOggi Skip to content

Malattie professionali, oltre 600 denunce l’anno ma otto mesi di attesa per una visita Inail

È l’allarme lanciato da Epaca Coldiretti Grosseto, che chiede alla Direzione regionale dell’Inail un intervento straordinario per rafforzare la medicina legale. «Una malattia professionale riconosciuta in ritardo è un diritto che arriva in ritardo»

GROSSETO. Fino a sette-otto mesi di attesa per una prima visita medico-legale all’Inail e centinaia di pratiche ancora da definire. È l’allarme lanciato da Epaca Coldiretti Grosseto, che chiede alla direzione regionale dell’Inail un intervento straordinario per rafforzare la medicina legale della sede provinciale attraverso l’assegnazione di nuovi dirigenti medici.

Secondo l’associazione, la situazione rischia di ritardare il riconoscimento delle malattie professionali e, di conseguenza, anche l’accesso alle tutele previste per i lavoratori.

Oltre 600 denunce di malattia professionale ogni anno

Ogni anno, spiega Epaca, in provincia di Grosseto vengono presentate oltre 600 denunce di malattia professionale, con una media di circa 100 nuove pratiche al mese.

Negli ultimi mesi, però, i tempi si sarebbero progressivamente allungati. Attualmente, la prima visita medico-legale viene fissata mediamente dopo sette-otto mesi, mentre le Commissioni collegiali starebbero ancora esaminando ricorsi presentati tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.

Una situazione che, secondo l’associazione, comporta un inevitabile ritardo nel riconoscimento dei diritti dei lavoratori e nell’erogazione delle eventuali prestazioni economiche spettanti.

«Servono più dirigenti medici»

Epaca precisa che la richiesta non è rivolta contro il personale della sede Inail di Grosseto. Secondo l’associazione, infatti, gli operatori continuano a lavorare con professionalità, ma devono fare i conti con una carenza di dirigenti medici, chiamati a svolgere non solo gli accertamenti sulle malattie professionali, ma anche tutte le altre attività medico-legali previste dall’Istituto.

Per questo Coldiretti chiede alla Direzione regionale di valutare un piano straordinario che consenta di destinare temporaneamente alla sede di Grosseto medici provenienti da altre strutture toscane, utilizzando gli strumenti di sussidiarietà già previsti dall’Inail.

Sanna: «Garantire risposte tempestive ai lavoratori»

«La salute e la sicurezza dei lavoratori rappresentano un patrimonio dell’intera comunità e meritano risposte tempestive – afferma Milena Sanna, direttore di Coldiretti Grosseto – La nostra è una richiesta costruttiva e istituzionale. Siamo consapevoli dell’impegno del personale della sede Inail di Grosseto e proprio per questo riteniamo necessario mettere la struttura nelle condizioni di operare con tutte le risorse necessarie. Rafforzare l’organico medico significa garantire un servizio più efficace ai lavoratori e alle imprese del territorio».

Camilli: «Un diritto riconosciuto in ritardo arriva troppo tardi»

Sulla stessa linea anche Gabriella Camilli, responsabile provinciale di Epaca Coldiretti Grosseto.

«Ogni anno assistiamo oltre seicento lavoratori nel percorso di riconoscimento delle malattie professionali. Oggi registriamo tempi medi di sette-otto mesi per una prima visita medico-legale e ricorsi ancora in attesa di definizione dopo molti mesi. Una malattia professionale riconosciuta in ritardo è un diritto che arriva in ritardo».

Camilli aggiunge inoltre che, secondo le informazioni raccolte dall’associazione, la pianta organica della sede Inail di Grosseto prevederebbe due dirigenti medici di primo livello, posizioni che attualmente non risulterebbero coperte.

«Se questo dato sarà confermato – conclude – emergerà con ancora maggiore evidenza la necessità di un intervento straordinario. Rafforzare la medicina legale della sede di Grosseto rappresenterebbe un beneficio per i lavoratori, per l’Inail e per l’intero territorio».

L’auspicio di Epaca Coldiretti Grosseto è che il confronto con la Direzione regionale dell’Inail consenta di individuare in tempi rapidi una soluzione organizzativa capace di ridurre l’arretrato, accelerare gli accertamenti medico-legali e garantire risposte più rapide ai lavoratori della provincia.

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