Musei, Agresti tira le orecchie alla Fondazione: i conti fra un anno Skip to content

Musei, Agresti tira le orecchie alla Fondazione: i conti fra un anno

Caso musei e cooperative, l’assessore rinnova (a tempo) la fiducia alla Fondazione e chiarisce: «Mai più assenza di comunicazione»
Caso musei e fondazione, l'assessore Luca Agresti durante il suo intervento in consiglio comunale
Caso musei e fondazione, l’assessore Luca Agresti durante il suo intervento in consiglio comunale

GROSSETO. Un vecchio proverbio popolare recita “parlare a nuora perché suocera intenda”, in sostanza rivolgersi a qualcuno con l’intenzione che l’altro senta e capisca che quelle parole sono rivolte a lui. Le interrogazioni dell’opposizione sul caso asterisco e sulle nuove cooperative ai musei, di Carlo De Martis (Grosseto città aperta) e Leonardo Culicchi (Pd), sono state l’occasione per l’assessore Luca Agresti per tirare le orecchie e Fondazione Grosseto Cultura.

Nella sala del consiglio comunale c’erano, infatti, il presidente Giovanni Tombari e la consigliera Alessandra Paolini.

A Culicchi che ha chiesto con forza «come facevate a non sapere nulla?» e a Carlo De Martis che ha incalzato, sostenendo che «si pone un problema serio sulla gestione della Fondazione», Agresti ha risposto punto su punto e dicendo, in sostanza, che fra un anno si tireranno le somme.

E ha aggiunto che la fiducia nel Cda permane, ma è una fiducia a tempo. Ci sono alcune cosette da aggiustare, non proprio dettagli: su tutte la comunicazione interna fra Fondazione e Amministrazione, ma anche il ruolo della Fondazione, che non deve vivere con i finanziamenti del Comune, ma cercare investitori privati. Sennò che Fondazione è?

Ha sorriso per tutto il tempo del discorso l’assessore, ha battibeccato un po’ con Carlo De Martis, ma si è tolto i sassolini dalle scarpe. Uno dopo l’altro.

Agresti: «Questione asterisco uscita dal Cda della Fondazione»

«Amo assumermi le responsabilità – ha detto l’assessore alla cultura, Luca Agresti -, quindi  sarebbe stato meglio per noi sapere tutto e difendere la scelta. Però non sapevamo nulla, questo deve essere chiaro. Resta l’amarezza per tutto il dibattito che è stato al centro della vita politica grossetana per quasi due mesi».

E poi quell’asterisco, che ha innescato tutto: «È evidente che la questione asterisco sia uscita dal Cda della Fondazione e che sia stata “passata” a chi l’ha fatta deflagrare. Resta il fatto che ci è stato garantito che non ha un legame con le scelte amministrative fatte dal Cda. Vedremo se saranno scelte corrette o meno, tireremo una linea fra un anno».

Agresti: «Soddisfatto del lavoro fatto»

Poi l’assessore ha chiarito che c’era soddisfazione per il lavoro fatto da Clan, Le Orme e Silva: «Io ero e sono soddisfatto del passato, le cooperative che c’erano hanno lavorato bene, insieme ai due direttori (Mauro Papa e Andrea Sforzi, ndr). Se abbiamo avuto riconoscimenti importanti come sistema museale è stato merito loro. Ora ci aspettiamo un miglioramento».

E ancora, sull’asterisco, spostando leggermente il tiro: «Quella dell’asterisco non è una battaglia per questo ambiente. Così com’è vero che la notizia è uscita dal Cda della Fondazione, al tempo stesso è vero che ognuno deve fare il suo. I politici facciano i politici, i tecnici facciano i tecnici, quando i ruoli si intersecano e si confondono si generano problemi».

Agresti: «Fiducia nel Cda, ma…»

«I contratti sono fatti e noi rinnoviamo la fiducia nel Cda. Il nostro rapporto solido non cambia per una parentesi non condivisa nelle modalità».

Però sono più d’una le cose da aggiustare: «Per il futuro faremo alcune azioni, servono alcuni aggiustamenti. Non ci può essere assenza di comunicazione su temi strategici. Il Cda è autonomo, ma questa situazione non deve ricapitare. È un dettaglio serio e doveroso».

Quindi serve un ragionamento sulla prospettiva della Fondazione: «Per me è ancora uno strumento utile, ma il rinnovo della fiducia non prescinde da aspetti da cambiare. È nata perché è uno strumento più snello rispetto all’Amministrazione Comunale. Ma non può reggersi sull’intervento pubblico, è nata per intercettare finanziamenti privati. Questa è la sfida».

Insomma, il Comune, che versa nelle casse di Fondazione 450mila euro all’anno, vuole che il Cda si impegni a trovare altri fondi, oltre ai 35mila euro che arrivano dai soci.

Una parte dei soldi arrivano dalla scuola di musica Palmiero Giannetti per i contributi dei ragazzi che studiano i vari strumenti.

I soci privati, attualmente, sono:

  • Assicurazioni Generali – agenzia di Grosseto
  • Banca Tema
  • Nuova Solmine 
  • Hotel Granduca / Hotel Terme Marine Leopoldo II 

I soci sostenitori sono:

  • Aurelia Antica Shopping Center
  • Bricolarge
  • Conad
  • Olma

Main sponsor: 

  • Fondazione Bertarelli

 


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