Scuolabus fantasma, dopo un mese i bambini sono ancora a piedi: il Comune passa alle vie formali | MaremmaOggi Skip to content

Scuolabus fantasma, dopo un mese i bambini sono ancora a piedi: il Comune passa alle vie formali

A Massa Marittima è partita la contestazione alla ditta che gestisce il trasporto scolastico. Attiva soltanto una delle corse previste. Famiglie costrette ad accompagnare i figli, disagi anche per un alunno con disabilità. La sindaca Marconi: «Il contratto va rispettato»
Scuolabus

MASSA MARITTIMA. È passato un mese dall’inizio della scuola, ma per alcune famiglie di Massa Marittima lo scuolabus continua a non arrivare. Le corse previste dal contratto non sono state tutte attivate e, ogni mattina, i genitori devono organizzarsi per accompagnare i figli in classe, per poi tornare a prenderli al termine delle lezioni. Un problema che pesa sulla vita quotidiana, sugli orari di lavoro e sull’organizzazione familiare.

Adesso, però, il Comune ha deciso di passare alle vie formali, avviando una contestazione nei confronti della ditta incaricata del servizio di trasporto scolastico. Un provvedimento che arriva dopo settimane di disagi e che punta a ottenere il rispetto degli impegni contrattuali.

Il contratto prevede più corse, ma ne funziona soltanto una

La procedura è stata avviata attraverso l’ufficio pubblica istruzione dell’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere, che gestisce il servizio.

Il contratto stipulato con l’azienda prevede l’attivazione di più corse, ma al momento ne risulta operativa soltanto una sul capoluogo. Tutte le altre, pur essendo previste nell’accordo, non sono ancora partite.

Una situazione che sta lasciando senza un collegamento scolastico diverse famiglie del territorio, soprattutto quelle che vivono nelle zone più periferiche, dove raggiungere gli istituti con mezzi propri può diventare particolarmente complicato.

La sindaca Irene Marconi riconosce le difficoltà che stanno attraversando le aziende del settore, ma sottolinea che queste non possono giustificare il mancato rispetto del servizio.

«Comprendiamo le difficoltà che la ditta sta affrontando nel reperire gli autisti e siamo consapevoli dell’aumento dei costi che grava sul settore, a partire dal rincaro del carburante, particolarmente significativo nell’ultimo anno – spiega – Si tratta di criticità reali, che non sottovalutiamo».

Ma aggiunge: «Allo stesso tempo, però, esiste un contratto che deve essere rispettato e, come enti pubblici, abbiamo il dovere di intervenire quando il servizio previsto non viene garantito. Per questo abbiamo avviato la contestazione formale nei confronti dell’azienda».

Montebamboli, i bambini senza scuolabus per raggiungere Valpiana

La situazione più delicata riguarda le famiglie della zona di Montebamboli, i cui figli frequentano la scuola di Valpiana.

Qui la mancanza del trasporto scolastico significa dover affrontare ogni giorno gli spostamenti necessari per portare i bambini a scuola e riportarli a casa, con conseguenze inevitabili per i genitori che lavorano.

Tra gli alunni interessati c’è anche un bambino con disabilità, per il quale la disponibilità di un servizio di trasporto adeguato rappresenta un’esigenza particolarmente importante.

Un aspetto che rende ancora più urgente trovare una soluzione.

«I bambini devono poter raggiungere la scuola e i genitori che sapevano di poter contare sul servizio si trovano costretti a riorganizzare la propria vita familiare e lavorativa – sottolinea Marconi – per accompagnare i figli al mattino e per andare a riprenderli al termine delle lezioni».

Il Comune prepara i rimborsi alle famiglie

Nel frattempo, l’amministrazione comunale, attraverso la gestione associata, sta avviando anche la procedura per riconoscere il rimborso chilometrico alle famiglie, secondo quanto previsto dal regolamento per il diritto allo studio.

Un sostegno economico destinato a chi è costretto a utilizzare il proprio mezzo per accompagnare i figli, ma che non può sostituire un servizio pubblico essenziale.

«Il rimborso è un atto dovuto nei confronti delle famiglie – precisa la sindaca – Sappiamo però che non risolve il problema principale e non cancella i disagi».

Il nodo, infatti, resta quello di garantire il diritto degli studenti a raggiungere la scuola senza scaricare interamente sulle famiglie il peso degli spostamenti.

Nessuna soluzione immediata: «La ditta deve rispettare gli accordi»

Al momento, trovare un’alternativa capace di sostituire le corse mancanti non appare semplice. Il Comune ritiene quindi necessario ottenere dall’azienda il ripristino del servizio previsto.

«Purtroppo, è difficile trovare un’alternativa nell’immediato – conclude Marconi – L’unica soluzione è pretendere che il contratto venga rispettato».

L’amministrazione conferma comunque la disponibilità a confrontarsi con la ditta per superare le criticità, senza rinunciare alla tutela dell’ente pubblico e delle famiglie.

La contestazione formale è dunque il primo passo. Ma il problema resta aperto: a oltre un mese dall’inizio delle lezioni, ci sono ancora bambini che non possono contare sullo scuolabus previsto per andare a scuola.

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