GROSSETO. Il conflitto può essere un’occasione di crescita, di confronto e di cambiamento. Ma può anche trasformarsi in violenza, soprattutto quando mancano gli strumenti per affrontarlo. È da questa riflessione che parte il bilancio sociale 2025 della cooperativa Uscita di Sicurezza, che quest’anno sceglie di andare oltre il racconto delle attività e dei risultati economici per affrontare uno dei temi più delicati del nostro tempo.
Il documento, disponibile online e nelle sedi della cooperativa, si presenta sotto forma di una rivista dal titolo “Da che parte stiamo”.
Un titolo che accompagna la rendicontazione delle attività svolte nel 2025 e invita a riflettere sui conflitti che attraversano la società, dalle relazioni quotidiane agli equilibri internazionali.
Sul fronte economico, il bilancio evidenzia anche una crescita del fatturato del 18% nel 2025.
Un bilancio sociale che invita a riflettere
Uscita di Sicurezza realizza il proprio bilancio sociale da oltre dieci anni, utilizzandolo non soltanto come strumento di rendicontazione, ma anche come occasione di confronto con soci, lavoratori e soggetti che entrano in relazione con la cooperativa.
«Si tratta di un documento che realizziamo da oltre 10 anni – spiega il presidente Luca Terrosi – ben prima che diventasse un obbligo di legge, perché riteniamo che sia un’utile analisi, da condividere non solo con i portatori di interesse esterni, ma anche con i nostri soci».
Il bilancio prende in esame gli aspetti sociali, organizzativi, ambientali ed economici della cooperativa, offrendo una panoramica delle attività e dei diversi settori nei quali opera.
Ma l’edizione 2025 introduce anche una riflessione che va oltre i numeri.
Il conflitto, dai giovani alle tensioni internazionali
La scelta di approfondire il tema del conflitto nasce dall’osservazione di quanto accaduto nell’ultimo anno, segnato da tensioni sociali e internazionali.
«Abbiamo deciso di provare a suggerire spunti di riflessione su una tematica che, nell’ultimo anno, ha caratterizzato la nostra società e gli equilibri internazionali», spiega Terrosi.
Per affrontare l’argomento, la cooperativa ha coinvolto Federico Mento, antropologo e co-direttore di Ashoka Italia, e Laura Turacchi, responsabile dei servizi per i minori di Uscita di Sicurezza.
Due contributi che permettono di osservare il conflitto da prospettive differenti, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
«Lo abbiamo fatto intervistando Federico Mento, antropologo e co-direttore di Ashoka Italia, e la nostra responsabile dei servizi per i minori, Laura Turacchi, visto che spesso sono proprio i giovani le persone maggiormente coinvolte nei conflitti, come dimostrano i recenti fatti di cronaca», aggiunge il presidente.
Il tema è quello del confine tra un confronto anche acceso, che può contribuire alla crescita personale e collettiva, e una contrapposizione che rischia di degenerare.
«Vogliamo capire e approfondire gli aspetti che rendono il conflitto, da un lato, necessario per crescere e, dall’altro, pericoloso nel momento in cui sfocia in violenza», chiarisce Terrosi.
Fatturato in crescita del 18% nel 2025
Accanto agli approfondimenti sul conflitto, il bilancio sociale presenta i risultati dell’attività svolta dalla cooperativa nel corso del 2025.
Il rendiconto economico evidenzia un incremento del fatturato del 18%, uno dei dati principali dell’esercizio.
Il documento comprende inoltre l’analisi delle attività e dei settori della cooperativa, insieme a tre approfondimenti tematici.
La scelta di presentare il bilancio sotto forma di rivista risponde alla volontà di renderlo anche uno strumento di lettura e riflessione, non soltanto un documento tecnico.
Con “Da che parte stiamo”, Uscita di Sicurezza affianca così alla rendicontazione economica e sociale una domanda che riguarda tutti: come affrontare i conflitti senza trasformarli in violenza, imparando a riconoscerne anche il potenziale di crescita.



