Turismo sportivo: le domande ai candidati di Zaccherotti | MaremmaOggi Skip to content

Turismo sportivo: le domande ai candidati di Zaccherotti

Infrastrutture e progetti per l’accoglienza: il responsabile nazionale di Acquaviva Uisp Maurizio Zaccherotti chiede certezze

GROSSETO. La Maremma terra eletta dagli appassionati di turismo sportivo come la regina della Toscana. Per i suoi spazi aperti, per la natura incontaminata, per le tantissime opportunità che possono rendere una vacanza in provincia un’esperienza indimenticabile. Ma per far sì che questo settore sempre più importante per l’economia di una terra che ha le caratteristiche per vincere, cresca, c’è bisogno di investimenti. Parola di Maurizio Zaccherotti, responsabile nazionale di Acquaviva Uisp e presidente dell’associazione Terramare, che proprio di questo si occupa.

Zaccherotti, a due giorni dalla chiusura della campagna elettorale, ha deciso di rivolgere proprio ai candidati a sindaco della nostra provincia, quali siano i progetti che vorranno portare avanti – se eletti – sul fronte del turismo sportivo. «Perché i fondi ci sono  – spiega – e anche le persone in grado di gestirli. Bisogna però capire se ci sarà la volontà politica di mettere insieme pubblico, privato e il mondo delle associazioni per dare finalmente le gambe a un settore che potrebbe davvero segnare la svolta per la nostra provincia».

Via mare e via fiume

Grazie all’associazione guidata da Zaccherotti, dal 2014 il fiume Ombrone è stato valorizzato attraverso il soft rafting, che consiste nello “scendere” il fiume in tutti i mesi dell’anno, eccetto quelli estivi. Un’attività questa che si svolge con la canoa, ma anche con i gommoni e che dà a tutti la possibilità di conoscere il fiume e di navigarlo. A breve, uscirà una guida di Terramare sulla navigabilità e sui sentieri di valle del fiume. «Però quando organizziamo le escursioni sull’Ombrone – dice Zaccherotti – dobbiamo tenere conto del fatto che non esistono punti d’attracco e che, ad esempio, è impossibile fermarsi a bere qualcosa o a mangiare un panino. Non ci sono chioschi, non ci sono aree pic nic. Infrastrutture che servono, che devono essere integrate ai nostri percorsi che altrimenti restano destinati solo a piccoli gruppi di persone».

Un passaggio con il Sup con Terramare
Un passaggio con il Sup con Terramare

Dal rafting sul fiume ai percorsi trekking. Dalle ippovie ai sentieri sui quali avventurarsi in sella a una mountain bike. O ancora, solcare le onde del mare con il windsurf. «Alessandra Sensini e suo nipote hanno deciso di puntare sulla Colonia San Rocco e aprire una scuola di vela – dice ancora Zaccherotti – e a me non può fare che piacere. Ma di iniziative come questa l’amministrazione dovrebbe sostenerne più di una affinché Grosseto diventi la capitale del turismo sportivo».

Basti pensare al mare e alla gestione della spiaggia libera. «Non c’è alcuna struttura dove poter noleggiare l’attrezzatura per fare windsurf o sup – dice – nei tratti di spiaggia libera che sul nostro litorale sono ampi. Il Comune dovrebbe cominciare a ragionare in questi termini, se vuole che il turismo sportivo si accorga che la Maremma è la terra perfetta dove trascorrere le vacanze».

L’appello alla prossima giunta

L’associazione sportiva Terramare da anni ormai si occupa di turismo sportivo nella nostra provincia. «Tutto il mondo dell’associazionismo sportivo sarebbe ben lieto di mettersi in gioco per destagionalizzare questo tipo di turismo e gestire le infrastrutture – spiega Zaccherotti – Basterebbe che ci fosse la volontà politica di farlo».

Surf da onda
Surf da onda con Terramare

Dare una migliore accoglienza ai turisti, organizzare spazi adeguati anche a chi cerca, oltre alla bella esperienza a contatto con la natura anche un po’ di comfort. «Il primo esempio che mi viene in mente – aggiunge – è la totale assenza di piccoli rifugi e punti ristoro lungo i percorsi. Noi abbiamo cominciato a organizzare i cammini, che durano anche diversi giorni. Ma non ci sono lungo i percorsi né posti dove fermarsi a dormire e nemmeno dove fermarsi a mangiare».

C’è la sostanza, ora manca la forma. «Mi piacerebbe che i candidati mi rispondessero – dice – con proposte concrete. Non solo con adesioni verbali a un piano di sviluppo che farebbe crescere molto l’economia della nostra provincia, valorizzando il bello e la natura ma anche creando nuovi posti di lavoro in un settore in costante crescita».

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