L'emozione dell'inno, il tunnel e il debutto in Serie A: la favola dell'arbitro grossetano Lorenzo Giuggioli | MaremmaOggi Skip to content

L’emozione dell’inno, il tunnel e il debutto in Serie A: la favola dell’arbitro grossetano Lorenzo Giuggioli

L’esordio in serie A in Lecce-Pisa, fino ad arrivare agli ottavi di coppa Italia Atalanta-Genoa. Poi il Passalacqua per Belvedere Calcio-Atletico Maremma
A sinistra, Lorenzo Giuggioli in coppa Italia

GROSSETO. Terminata la stagione calcistica ’25-’26 Lorenzo Giuggioli ha rimesso l’abito dell’ingegnere, quello che indossa simmetricamente ai campi di calcio dove risiede e si agita l’istintiva passione di essere arbitro.

Passione, parola magica

«La parola passione solidifica e rappresenta in pieno il mio itinerario all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri di Grosseto dove ho iniziato diventando, nel luglio del 2019, assistente in serie D impostando così la scalata attraverso le varie categorie fino ad arrivare ad essere Assistente della Commissione Arbitri Nazionale (Can) di serie A e B». Concetti secchi.

Il racconto di Giuggioli appare carente di anima e calore, una traccia arida. La verità è ben diversa. Dietro l’obiettività si cela un universo appassionato, anche romantico, costruito anno dopo anno, partita dopo partita. Una scalata sicura per presentarsi oltre le nuvole.

«La sezione Aia di Grosseto è casa mia»

«Come lo è per tutti quelli che praticano il calco, l’aspirazione determinante è arrivare ai massimi livelli – prosegue Giuggioli – il sogno vero sono la serie A e la serie cadetta. Per arrivarci occorre attitudine, sacrificio, qualità, conoscenza capillare dei regolamenti, studio e restare aggiornati. Il tutto immerso in una condizione fisica ottimale».

Trampolino di lancio la sezione Aia di Grosseto presieduta da Luca Furzi dove Giuggioli partecipa attivamente a incontri e raduni per formare i giovani arbitri del territorio. «In pratica è la mia seconda casa – spiega – dove ritrovo gli amici di sempre, dove respiro la stessa atmosfera avvertita il primo giorno, dove incontro le giovani promesse». In quelle stanze Giuggioli ha costruito il presente e il futuro della sezione riportandola nella massima serie calcistica italiana dopo quasi 20 anni di assenza. Lorenzo e la sua sezione sono entrati nella storia del calcio nostrano debuttando ufficialmente in serie A il 12 dicembre 2025 come secondo assistente nella partita Lecce – Pisa.

Suggestioni e freddezza

«Il venerdì precedente mi aveva chiamato l’arbitro dell’incontro – ricorda Giuggioli – non posso dimenticare l’emozione di quell’istante, il viaggio, il tunnel d’ingresso al terreno, l’inno della serie A, le squadre schierate, il pubblico, la sua voce. Al fischio iniziale ho messo tutto da parte con la giusta, necessaria freddezza. E ho vissuto il mio sogno, le mie fantasie coadiuvando l’arbitro Juan Luca Sacchi». A questo debutto Giuggioli ha sommato Padova – Pescara e Venezia – Catanzaro, fino ad approdare in Atalanta – Genoa per la prestigiosa gara degli ottavi di finale di coppa Italia.

La coppa Bruno Passalacqua

Lorenzo Giuggioli non è solo questo. Il 15 maggio si presenta alla coppa Bruno Passalacqua come secondo assistente nella terna presieduta dell’arbitro Danilo Diana in compagnia del collega Roberto Bocci per dirigere Belvedere Calcio – Atletico Maremma. «Occorre umiltà, sempre. Essere al Passalacqua poi è entusiasmante – confessa – perché lo vivo insieme agli amici di sempre, quelli con cui sono cresciuto e non ho mai smesso di rispettare e con cui mi confronto appena posso. Spero di ritornare su quel campo».

Cosa significa essere ingegnere e arbitro?

«Sinceramente non me lo sono mai chiesto. Le figure hanno punti di contatto come regole rigide, normative e altro. La differenza credo risieda nel prendere decisioni immediate quando si arbitra mentre l’ingegneria richiede disposizioni più ponderate». 

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