Il bivacco dello spaccio nella pineta: «Qui compravo droga da tutta l’estate» | MaremmaOggi Skip to content

Il bivacco dello spaccio nella pineta: «Qui compravo droga da tutta l’estate»

La polizia sorprende due uomini nella pineta sulla strada tra il campeggio e la spiaggia. Recuperati cocaina, eroina, hashish e 880 euro
Una volante della polizia

MARINA DI GROSSETO. Una sdraio, un asciugamano e, tutto intorno, quello che secondo gli investigatori serviva per confezionare le dosi. Cellophane, un cucchiaio sporco di sostanza bianca, bicarbonato, un bilancino di precisione. E poi cocaina, eroina, hashish e 880 euro in contanti.

Una sorta di bivacco dello spaccio nascosto nella vegetazione della pineta di Marina di Grosseto, a poca distanza dal percorso utilizzato anche dalle famiglie per raggiungere la spiaggia.

È qui che domenica 31 agosto la polizia ha arrestato Fedi Talbi, 29 anni, nato in Tunisia e residente a Follonica.

L’arresto è stato convalidato mercoledì 3 settembre dal giudice del tribunale di Grosseto Giuseppe Coniglio. La sostituta procuratrice Valeria Lazzarini aveva chiesto che nei confronti del ventinovenne fosse applicata la custodia cautelare in carcere. Il giudice ha scelto invece una misura meno afflittiva: obbligo di dimora nel Comune di Follonica, divieto di uscire di casa dalle 20 alle 7 e obbligo di presentazione ai carabinieri.

L’uomo è difeso dagli avvocati Giulio Parenti e Gabriele Dell’Unto, entrambi del foro di Pisa.

Il bivacco scoperto sulla strada per la spiaggia

È il pomeriggio di domenica 31 agosto quando gli agenti della questura stanno effettuando un servizio nella zona di Marina.

Arrivati sulla strada sterrata che dal campeggio conduce alla spiaggia pubblica, gli agenti notano due uomini di origine nordafricana che hanno allestito nella vegetazione un piccolo bivacco, con una sdraio e un asciugamano.

Accanto, però, ci sarebbe ben altro. 

Gli agenti vedono materiale che ritengono compatibile con il confezionamento della droga: cellophane, un cucchiaio sporco di sostanza bianca e bicarbonato, sostanza comunemente utilizzata per il taglio della cocaina.

Nelle vicinanze ci sono anche altre due persone, possibili acquirenti. 

Quando i due uomini si accorgono della presenza della polizia, scappano a piedi nella vegetazione. Durante la fuga si liberano di alcuni involucri, di un bilancino, di banconote e di un telefono cellulare. Uno dei due riesce a dileguarsi. L’altro viene raggiunto e bloccato. È Talbi.

Il cane antidroga trova gli involucri gettati tra i cespugli

A quel punto gli agenti chiedono l’intervento della polizia locale di Grosseto con l’unità cinofila, per recuperare quello che era stato gettato nella vegetazione.

L’ispezione dà esito positivo.

Vengono recuperati 6,65 grammi di cocaina, 0,40 grammi di eroina e 0,45 grammi di hashish. Insieme alla droga vengono trovati un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e 880 euro in contanti, suddivisi in banconote da 50, 20 e 10 euro.

Oltre ai soldi e alla droga vengono sequestrati anche un rotolo di cellophane trasparente, bicarbonato, un cucchiaio con residui di sostanza bianca e ritagli di cellophane.

Parte della cocaina e dell’eroina, sarebbe stata dispersa nella vegetazione durante la fuga.

«Venivo qui a comprare hashish»

Gli agenti identificano le due persone che si trovavano nelle vicinanze del bivacco. Una di loro, avrebbe raccontato di aver contattato poco prima un numero di telefono per acquistare hashish e di essersi recata proprio in quella zona perché conosciuta come luogo di spaccio.

Non solo.

L’uomo avrebbe riconosciuto in Talbi la persona dalla quale acquistava la sostanza e avrebbe riferito agli investigatori di essersi rifornito da lui circa venti volte nel corso dell’estate, sempre nello stesso posto.

Anche l’altra persona identificata ha spiegato agli agenti di essersi recata lì dopo aver concordato telefonicamente l’acquisto di stupefacente. La droga sequestrata, quindi, era nel bivacco per essere venduta. 

La pm chiede il carcere

Dopo l’arresto, avvenuto intorno alle 17, il ventinovenne viene portato nella casa circondariale di Grosseto, in attesa dell’udienza di convalida.

La pm Valeria Lazzarini, informata dalla polizia dell’accaduto, aveva disposto l’accompagnamento dell’arrestato in carcere. Davanti al giudice, la Procura ha poi chiesto la convalida e l’applicazione della custodia cautelare in carcere.

Talbi, assistito dagli avvocati Giulio Parenti e Gabriele Dell’Unto, durante l’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il giudice Giuseppe Coniglio ha convalidato l’arresto, ritenendo sussistenti gravi indizi in relazione all’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio contestata all’indagato.

Nell’ordinanza viene sottolineata la presenza di sostanze stupefacenti di tipologia diversa, insieme al materiale necessario per confezionarle in dosi, e vengono richiamate le dichiarazioni delle persone trovate nella zona.

Il giudice: «Concreto il rischio di recidiva»

Il ventinovenne era già finito nei guai per spaccio, che rende, secondo il giudice, «altamente probabile» una possibile ricaduta nel reato se la sua condotta non viene sottoposta a controllo.

Coniglio non accoglie però la richiesta della Procura di lasciare Talbi in carcere.

Secondo il giudice, tenendo conto della natura dell’esigenza cautelare, della gravità dei fatti contestati, della pena prevedibilmente applicabile e della personalità dell’indagato, l’obbligo di dimora a Follonica accompagnato da ulteriori prescrizioni è sufficiente a contenere il rischio di recidiva.

Il ventinovenne dovrà quindi presentarsi senza ritardo alla stazione dei carabinieri competente per comunicare il luogo dove fisserà la propria abitazione. Non potrà lasciare Follonica senza l’autorizzazione del giudice e dovrà restare nella propria abitazione ogni notte dalle 20 alle 7.

Una soluzione che il giudice considera proporzionata: l’allontanamento del ventinovenne dalla piazza di spaccio di Marina di Grosseto contribuisce a ridurre il rischio che lo faccia di nuovo.

 

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