Scuola via Monte Bianco. I genitori: «È partito l'effetto domino» Skip to content

Scuola via Monte Bianco. I genitori: «È partito l’effetto domino»

I genitori sono preoccupati e dopo il consiglio di istituto approvano un documento con delle domande precise che reclamano risposte da parte dell’amministrazione
La scuola di via Monte Bianco viene ristrutturata
La scuola di via Monte Bianco

GROSSETO. Ultimamente la scuola E. Toti in via Monte Bianco riserva numerose sorprese ai genitori. Ma anche al personale e ai bambini. 

Il consiglio d’istituto di venerdì 24 febbraio è servito a un confronto tra i genitori ma le certezze continuano a scarseggiare. Tutto quel ciclone che si è abbattuto sul futuro della scuola ha innescato un vero “effetto domino” come lo chiamano Silvia Balestrieri (presidente del consiglio d’istituto e rappresentante della componente genitori per Via Monte Bianco) e i genitori.

Come conferma la stessa Balestrieri: «Ho saputo solo dalla riunione delle commissioni in Comune, che sin dall’inizio il progetto di “ristrutturazione” prevedeva i lavori con i bambini in loco – precisa – Così lo ho potuto riferire il tutto alle famiglie che rappresento. A noi è sempre stato detto che le possibilità erano due: spostare l’intera scuola nei moduli che sarebbero stati collocati davanti al cinema The Space o “smembrare” la scuola in altri edifici. Soluzione questa che avrebbe creato non pochi problemi alle famiglie che hanno più di un figlio in quest’istituto».

la presidente del consiglio di istituto, rappresentante dei genitori, Silvia Balestrieri
Silvia Balestrieri (microfono rosso) durante l’incontro delle commissioni in Comune

Come sottolineato anche in Comune, l’incertezza sulle soluzioni proposte ha portato molti genitori a non riporre fiducia nella scuola, scegliendone altre per i loro figli. Questo ha innescato appunto una catena di conseguenze: meno iscritti significa molto probabilmente meno personale, col rischio che alcune classi per il quarto anno consecutivo cambino docente di italiano.

Niente aule 4.0

A questo, si aggiunge la sorpresa ricevuta da alcuni genitori proprio nell’ultimo consiglio del 24 febbraio. «Sembra proprio che il progetto targato Pnrr per la scuola multimediale 4.0 vada a beneficio degli altri istituti dello stesso comprensivo: la scuola primaria di Istia e la scuola media Galileo Galilei. Aggravando ulteriormente le perdite della scuola di via monte Bianco, che di questo non vedrà neanche un centesimo» racconta un genitore.

«I fondi della scuola 4.0 si sono persi dal momento che l’amministrazione ha inserito nel suo Pnrr la scuola di Via Monte Bianco, il sindaco poi con un video ha dato per certo che i lavori inizieranno» dice il genitore.

«Ci fa piacere – concludono alcuni genitori del comprensivo – che nessuno ci abbia reso partecipi di questa decisione. Così come ci fa piacere sapere, sempre da “voci di corridoio” che sia un caso che le maestre perdenti posto siano tutte in Via Monte Bianco e non a Istia per esempio. Nessuno ci ha chiamati prima per parlare di questa vicenda, nonostante anche noi facciamo parte di questo comprensivo».

La presidente del consiglio d’istituto fa il punto

Sulle aule multimediali non poteva essere fatto altrimenti, come spiega Balestrieri. «Non era possibile investire ulteriormente sulla Monte Bianco – dice- avremmo perso i soldi, così sono stati dirottati sulle altre. La scuola beneficiava già dell’altro progetto Pnrr, quello per la ricostruzione. Venerdì abbiamo portato in delibera un documento condiviso dalla maggioranza dei genitori e delle insegnanti, lo presenteremo nel prossimo appuntamento alle commissioni in Comune. Stiamo cercando delle risposte».

L’intento del documento e delle famiglie è fare chiarezza. Chiedendo se siano stati valutati tutti gli eventuali rischi che comportano i lavori. Chiedono anche se ci sono soluzioni per garantire la sicurezza e allo stesso tempo la permanenza a scuola di tutti. Il pensiero condiviso da molti è che i moduli/container, sarebbero una soluzione adatta. Da valutare per la sistemazione per i bambini, specialmente se le domande dei genitori non dovessero trovare soddisfazione. 

Queste le preoccupazioni dei genitori

Ecco la serie di domande/questioni (7) presenti nel documento e sulle quali i genitori vorrebbero essere rassicurati.

  • Rumori: «I rumori del cantiere possono essere di disturbo alle lezioni, agli insegnanti e agli alunni – dicono i genitori – Compresi i bambini diversamente abili, che hanno una sensibilità molto elevata ai rumori e rischiano di vivere con molto disagio questa condizione. Quali misure saranno messe in atto per eliminare questo problema?».
  • Polveri: «La produzione di polvere oltre a essere un problema di igiene è un rischio per la salute dei bambini – specificano – specialmente per quelli che presentano forme di allergia o asma. Può essere assicurata l’assenza di polvere? Come?».
  • Materiali pericolosi: «Non sappiamo quali materiali siano stati utilizzati per la costruzione della scuola che verrà abbattuta – specificano i genitori – né quindi se materiali come l’amianto dovranno essere smaltiti. Sono già state valutate le modalità affinché lo smaltimento accada in periodi in cui la scuola è vuota senza far perdere giorni di lezione ai bambini?».
  • Spazi per la ricreazione: «Verranno garantiti gli spazi idonei alla ricreazione? – chiedono i genitori – Verrà effettuata nella stessa modalità in cui avviene al momento e senza correre
    rischi? Sarà possibile per i nostri figli accedere al giardino dato che gli spazi saranno drasticamente ridotti per via del cantiere?».
  • Mensa, palestra, aule-laboratorio e biblioteca: «Questi spazi verranno garantiti oppure verranno usati per far spazio alle classi situate negli edifici da ristrutturare?» chiedono i genitori.
  • Presenza di operai nella scuola: «Sarà limitata e sorvegliata la presenza di personale non scolastico? – chiedono – Se sì, da chi?».
  • Sicurezza del cantiere: I genitori alla fine chiedono: «Sarà garantita la sicurezza in tutto il perimetro del cantiere? Come?».

«Un’insegnante in meno e chissà come andranno le iscrizioni nei prossimi anni»

Balestrieri poi prosegue nella presentazione del documento approvato dalla maggioranza dei genitori. «Sappiamo bene – riporta il documento- che noi genitori non abbiamo la facoltà di scegliere le modalità di ristrutturazione della scuola. Ma abbiamo il diritto di sapere come verranno effettuati i lavori e se la tempistica sarà idonea. Così tutti noi potremmo valutare se far continuare il percorso scolastico dei nostri figli nella scuola di via Monte Bianco».

Le numerose domande senza risposta che si sono rincorse fino al termine delle iscrizioni, hanno “trascinato” i genitori che avrebbero portato i bambini in Via Monte Bianco a spostare/iscrivere i figli altrove. «Questo comporterà per due delle nostre classi la perdita di un’insegnante – prosegue il documento – le quinte che usciranno sono tre al pari di solo due prime che si sono formate. Il prossimo anno saranno quattro le classi uscenti e chissà come andranno le iscrizioni nei prossimi anni».

«Avete davvero capito quali sono stati tutti i danni creati da una comunicazione scarsa
e poco chiara?»

«I bambini hanno il diritto di avere una continuità didattica che gli permetta di mettere delle basi solide per il domani, considerando anche che vengono già da due anni di didattica a distanza. Non sufficienti a consentirgli una corretta istruzione – precisa Balestrieri illustrando il documento – Abbiamo già diverse classi, dove questo finora non era stato possibile. Quest’anno che sembravano aver trovato un equilibrio, probabilmente a settembre si vedranno di nuovo scombussolare il tutto. E i bambini avranno per il quarto anno di seguito un’insegnante diversa in classe».

Poi il documento (e quindi i genitori) si rivolge direttamente all’amministrazione. «Avete davvero capito quali sono stati tutti i danni creati da una comunicazione scarsa e poco chiara? – chiedono i genitori – Con tutte le famiglie abbiamo fatto un sondaggio in tutta la scuola. Il risultato è stato che la maggioranza crede che si possa trovare una soluzione migliore che proporci una scuola-cantiere. Perché tutti sappiamo che è un lavoro sicuro sulla carta, poi nella pratica può avere molti “imprevisti”».

Il documento termina con un’ultima domanda e una dichiarazione di fiducia, che comunque non si è mai spenta. «Ci chiediamo come sia possibile che, trascorso più di un anno, questa sia la migliore soluzione che si sia trovata. Soprattutto senza avvisare l’utenza più importante, le famiglie – dicono i genitori – Continuiamo comunque ad attendere fiduciosi delle risposte».

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