Scuola da demolire, i bimbi dove si mettono? Skip to content

Scuola da demolire, i bimbi dove si mettono?

Crollano a 30 le iscrizioni. A settembre potrebbero esserci solo 2 prime e 4 insegnanti rischiano il posto. Nel dubbio sulla sede le famiglie manderanno i figli altrove
La scuola di via Monte Bianco viene ristrutturata
L’ingresso della scuola elementare di via Monte Bianco

GROSSETO. La notizia era piaciuta a tutti: una sede nuova di pacca per la scuola primaria di via Monte Bianco a Grosseto, costruita con tutti gli accorgimenti richiesti per gli ambienti scolastici, il risparmio energetico, la bioedilizia. Oltre 8 milioni di euro l’investimento previsto dal Comune che ha presentato un progetto per i fondi del Pnrr

Ma tra il dire e fare, come si sa, c’è di mezzo il mare e ora i nodi pratici sono venuti al pettine. Uno in particolare: se la scuola deve essere demolita, c’è da spostare da un’altra parte almeno 400 bambini e tutto il personale, per 3 anni. Il tempo di ricostruire l’edificio entro il 2026 come previsto dal bando. Ma dove? Al momento non ci sarebbero risposte certe da parte del Comune. 

Varie le ipotesi proposte e tutte, almeno finora, scartate, compresa quella di trovare una sede provvisoria per la scuola, tramite un bando pubblico. Era stata ventilata anche la possibilità di dividere bambini e insegnanti in gruppi e ospitarli in altri istituti. Fino all’ultima: acquistare alcuni container da piazzare nel parco Iraq in via Canada. Una soluzione che garantisce qualità e comfort, ma che sembrerebbe tramontata a causa dei costi.

Il crollo delle iscrizioni: quasi un terzo in meno 

La mancanza di certezze su dove si svolgeranno le lezioni ha messo in allarme le famiglie che devono iscrivere i figli all’Istituto comprensivo Grosseto 6, di cui fa parte la scuola primaria “Enrico Toti” di via Monte Bianco.

Il primo effetto è stato un calo delle iscrizioni alla prima classe di quasi un terzo rispetto agli anni passati. Al 30 gennaio, quando si sono chiusi i termini per iscrivere i bambini, risultavano solo 30 domande, rispetto alle 81 del 2022. Se questo resta il numero e non arriva neanche un ritardatario, invece di 4 prime ce ne saranno 2 o probabilmente solo una. E quella sarà una classe pollaio.

4 insegnanti rischiano il posto 

Il secondo effetto sono i posti di ruolo che vengono meno. Se le sezioni scendono da 4 a 2, si perdono 4 posti, che salgono ulteriormente se a settembre 2023, la prima partirà con una sola classe.

Dunque ci saranno 4 o 6 insegnanti cosiddetti “perdenti posto”, che saranno trasferiti d’ufficio. Un disagio non da poco per il personale di ruolo, in diversi casi da anni nella stessa scuola, costretto a cambiare sede e squadra di lavoro. 

A questo punto, se anche arriva la soluzione sul “collocamento” dei bambini, il danno per la scuola è fatto e le iscrizioni quelle restano.

Russo (Flc Cgil): «Dal Comune nessuna risposta certa»

Sulla questione già da tempo si sta muovendo anche il sindacato scuola della Cgil, sollecitato da alcune famiglie e da alcuni docenti preoccupati per il rischio di perdere il posto. «Quando si fa un progetto del genere, è necessaria una puntuale programmazione di tutte le fasi. In primis dove trasferire i bambini quando viene demolita la scuola», dice Cristoforo Russo, segretario provinciale Flc-Cgil, che si è rivolto ufficialmente alla dirigente dell’Istituto comprensivo, per avere spiegazioni.

«A quanto mi risulta non è stato possibile informare con chiarezza le famiglie, perché il Comune non ha mai dato una risposta certa. Questo, malgrado che la stessa dirigente avesse prodotto agli uffici comunali una relazione con diverse possibilità per spostare le classi con il minor disagio possibile per famiglie, bambini e personale. Invece, quando a gennaio sono stati fatti gli open day per presentare la scuola alle famiglie, ancora non si sapeva dove sarebbero state fatte le lezioni per i prossimi tre anni.

In situazioni simili, l’incertezza è la cosa peggiore. Sarebbe bastata un po’ più di chiarezza da parte del Comune sulla sede provvisoria e sicuramente non ci sarebbe stato questo crollo delle iscrizioni alla primaria che mette a rischio posti di lavoro e danneggia una scuola che funziona, all’interno di un Istituto comprensivo, il Grosseto 6, con ottime performance e risultati. Senza considerare che dovranno essere gestiti i trasferimenti dei probabili perdenti posto a causa del calo delle iscrizioni», conclude Russo.

 

Autore

  • Lina Senserini

    Redattrice di MaremmaOggi. Laurea in Lettere moderne, giornalista dal 1995. Dopo 20 anni di ufficio stampa e altre esperienze nel campo dell’informazione, sono tornata alle "origini" prima sulla carta stampata, poi sulle pagine di MaremmaOggi. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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