GROSSETO. Bastano le prime piogge, le temperature giuste e qualche fotografia che comincia a circolare sui social per far scattare l’attesa. Settembre è arrivato e in Maremma sta per entrare nel vivo la stagione dei funghi.
Porcini soprattutto, naturalmente, ma non solo.
E insieme alla corsa verso i boschi tornano anche le domande di ogni anno: serve il tesserino? Quanto si può raccogliere? Quanto costa l’autorizzazione? Nel proprio Comune bisogna pagare? E i porcini più piccoli si possono prendere?
Le regole in Toscana sono precise e la Regione ha appena aggiornato, il 17 agosto 2026, le disposizioni per la raccolta dei funghi epigei spontanei.
Nel proprio Comune non serve pagare
La prima distinzione importante riguarda dove si va a cercare funghi. Chi risiede in Toscana e raccoglie funghi esclusivamente nel territorio del proprio Comune di residenza non deve munirsi di autorizzazione.
Se invece un residente toscano vuole andare a funghi fuori dal proprio Comune deve avere l’autorizzazione regionale. E questo è un punto da ricordare soprattutto in Maremma, dove non è raro spostarsi da un Comune all’altro inseguendo le condizioni migliori dei boschi.
Quanto costa l’autorizzazione per i residenti in Toscana
Per i residenti in Toscana che vogliono raccogliere fuori dal proprio Comune gli importi sono: 13 euro per l’autorizzazione personale valida sei mesi e 25 euro per quella valida dodici mesi.
Per chi risiede nei territori classificati montani gli importi sono ridotti del 50%. La stessa riduzione è prevista per i ragazzi tra 14 e 18 anni in possesso dell’attestato di frequenza agli specifici corsi previsti dalla normativa regionale.
L’autorizzazione, di fatto, è costituita dalla ricevuta del pagamento: devono essere indicate la causale “Raccolta funghi” e le generalità del raccoglitore. La ricevuta va portata con sé insieme a un documento d’identità.
Quanto pagano invece i turisti
Regole differenti per chi non risiede in Toscana. L’autorizzazione turistica costa: 15 euro per un giorno, 40 euro per sette giorni consecutivi oppure 100 euro per un anno.
Per le autorizzazioni giornaliere o settimanali deve essere specificato nella causale anche il periodo nel quale verrà effettuata la raccolta.
Tre chili a testa, ma c’è un’eccezione
La regola generale è semplice: ogni persona può raccogliere al massimo 3 chili di funghi al giorno. C’è però un’eccezione curiosa e particolarmente interessante proprio pensando ai giganteschi porcini che negli ultimi anni sono stati trovati nei boschi maremmani.
Se il limite viene superato con un unico esemplare oppure con un solo cespo di funghi concresciuti, la raccolta è consentita.
Quindi, se la Maremma dovesse regalarci anche quest’anno un porcino mostruoso da oltre tre chili, non sarà necessario lasciarne un pezzo nel bosco per rispettare il limite.
Per i residenti nei territori classificati montani c’è inoltre una deroga importante: raccogliendo nel proprio Comune di residenza, possono arrivare fino a 10 chili al giorno per persona.
Attenzione ai porcini troppo piccoli
Non tutto ciò che spunta dal terreno può essere raccolto. Per i porcini del gruppo Boletus edulis il cappello deve avere un diametro di almeno 4 centimetri.
Per il dormiente e il prugnolo la dimensione minima del cappello è invece di 2 centimetri. Regola particolare anche per l’ovolo buono (Amanita caesarea): è vietato raccoglierlo quando è ancora chiuso e le lamelle non sono visibili.
Sono norme che servono anche a permettere ai funghi di completare il proprio sviluppo e contribuire alla riproduzione.
Niente rastrelli e niente sacchetti di plastica
Anche il modo in cui vengono cercati e trasportati i funghi è regolamentato. È vietato utilizzare rastrelli o altri strumenti capaci di danneggiare il micelio, lo strato superficiale del terreno o le radici della vegetazione.
E una volta raccolti, i funghi devono essere sistemati in contenitori rigidi e aerati, che permettano la diffusione delle spore.
Il classico sacchetto di plastica è vietato.
A che ora si può andare a funghi
Non si può nemmeno entrare nel bosco a qualsiasi ora. La raccolta è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino a un’ora dopo il tramonto.
Nei parchi, nelle riserve e nelle altre aree protette possono inoltre essere previste regole differenti o ulteriori autorizzazioni. Prima di partire è quindi opportuno verificare le disposizioni specifiche dell’area nella quale si intende effettuare la raccolta.
La Regione segnala inoltre che alcuni territori toscani hanno introdotto limitazioni specifiche e pubblica un riepilogo aggiornato per il 2026-2027.
Se non siete sicuri, non mangiateli
E infine la regola più importante non riguarda multe o autorizzazioni, ma la salute. Un fungo sul quale esiste anche soltanto un dubbio non dovrebbe essere consumato sulla base di fotografie, app o confronti improvvisati.
Le aziende sanitarie dispongono di Ispettorati micologici ai quali è possibile rivolgersi per il controllo della commestibilità dei funghi raccolti. Il servizio di controllo è gratuito.
Con l’avvio della stagione, dunque, può partire anche la caccia ai porcini. Rispettando però boschi, quantità e regole.
E anche quest’anno MaremmaOggi racconterà la stagione dei funghi attraverso le fotografie e le storie dei suoi lettori.
Avete trovato un porcino gigante, un fungo dalla forma curiosa o fatto una raccolta davvero spettacolare? Mandateci le vostre foto, indicando il nome di chi ha fatto il ritrovamento, la zona – tranquilli, non vogliamo conoscere il vostro posto segreto – e, quando possibile, peso e dimensioni.
La caccia al fungo più spettacolare della Maremma 2026 può cominciare.
Mandate le foto a




