Registrarsi a un sito web o scaricare un’applicazione richiede pochi minuti. Si crea un account, si accettano le condizioni richieste e si inizia a utilizzare il servizio. Con il tempo, però, è facile perdere traccia dei profili ancora attivi e delle informazioni personali condivise. Spesso anche le autorizzazioni concesse alle applicazioni rimangono invariate per anni, senza che vengano più controllate.
Secondo una ricerca della Fondazione Grins pubblicata nel luglio 2026, il 62% degli italiani accetta le informative sulla privacy senza leggerle, mentre soltanto il 18% dichiara di sapere dove finiscono i propri dati. Per proteggere meglio la privacy online è quindi utile rivedere alcune abitudini, partendo dalla sicurezza degli account fino alle informazioni raccolte durante la navigazione.
Perché è importante utilizzare password diverse?
Quando si utilizza la stessa password su più siti web, il furto delle credenziali da un singolo servizio può compromettere anche gli altri account. Secondo la relazione annuale del Garante per la protezione dei dati personali, nel 2025 sono state notificate 2.415 violazioni di dati, il 10% in più rispetto al 2024.
Per evitare che una password rubata venga utilizzata altrove, è preferibile scegliere credenziali diverse per ogni account, utilizzando un gestore di password per conservarle. Per la posta elettronica, i servizi bancari e i social network è consigliabile attivare anche l’autenticazione a due fattori, la quale richiede un’ulteriore verifica per completare l’accesso.
Controllare i dati condivisi con siti web e applicazioni
Oltre a proteggere gli account, è importante verificare quali informazioni vengono raccolte durante la navigazione. Per completare un acquisto online, ad esempio, è necessario fornire un indirizzo di spedizione, mentre il consenso all’utilizzo dei dati per finalità pubblicitarie è facoltativo. Anche attraverso i banner dei cookie è possibile rifiutare quelli non necessari o modificare le proprie preferenze.
Lo stesso controllo dovrebbe riguardare le applicazioni installate sullo smartphone. È consigliabile verificare periodicamente le autorizzazioni relative a posizione, microfono, fotocamera e contatti, disattivando quelle non necessarie.
Quali strumenti aiutano a proteggere la privacy online?
Per limitare ulteriormente la raccolta di informazioni, è possibile utilizzare le funzionalità dei browser che bloccano i cookie di terze parti e alcuni sistemi di tracciamento pubblicitario.
Un altro strumento utile è la VPN (rete privata virtuale), che crea un collegamento cifrato tra il dispositivo e un server remoto. I siti web visitati visualizzeranno così l’indirizzo IP del server VPN, rendendo più difficile risalire alla posizione approssimativa dell’utente attraverso la connessione.
La VPN non impedisce comunque alle piattaforme di identificare gli utenti attraverso gli account personali o altri strumenti di tracciamento. Prima di scegliere un servizio, è utile verificare quanto costa una VPN, confrontando le funzionalità incluse e le condizioni di rinnovo.
Come limitare chiamate indesiderate e messaggi sospetti?
Anche il numero di telefono può essere utilizzato per finalità commerciali. Per ridurre le chiamate pubblicitarie è possibile iscriversi gratuitamente al Registro pubblico delle opposizioni, disponibile anche per le utenze mobili. Il servizio consente di opporsi a molte comunicazioni promozionali, pur non impedendo le chiamate effettuate illegalmente.
Un rischio diverso riguarda i messaggi fraudolenti che imitano comunicazioni di banche, corrieri o altri servizi. In presenza di richieste di pagamento o di aggiornamento delle credenziali, è consigliabile verificare direttamente attraverso il portale online o l’applicazione ufficiale, evitando di utilizzare i link ricevuti via SMS.
Social network e diritto alla cancellazione dei dati
La tutela della privacy riguarda anche le informazioni pubblicate sui social network. Fotografie, spostamenti e dettagli personali possono essere visualizzati da persone esterne alla propria cerchia di contatti, soprattutto quando il profilo è pubblico.
È quindi opportuno controllare le impostazioni di visibilità, limitare la condivisione della posizione in tempo reale e prestare attenzione alle immagini dei minori. Conviene inoltre verificare le applicazioni collegate ai profili ed eliminare gli account inutilizzati.
Per quanto riguarda i dati già raccolti dalle aziende, il GDPR riconosce il diritto di accesso alle informazioni personali e, nei casi previsti, quello alla cancellazione. Le richieste possono essere inviate attraverso i contatti indicati nell’informativa sulla privacy. La risposta deve arrivare generalmente entro un mese, salvo eventuali proroghe.
Verificare periodicamente le autorizzazioni e le impostazioni degli account permette di mantenere un maggiore controllo sui propri dati personali e di limitarne la diffusione online.




