PORTO SANTO STEFANO. Per una vita ha lavorato con le mani, costruendo insieme alla sua famiglia un’attività diventata conosciutissima a Porto Santo Stefano. Ma Palmiro Scotto, morto nella mattina di giovedì 17 settembre nella sua abitazione all’età di 91 anni, aveva anche un’altra grande passione: quella per il suo paese, per il vernacolo santostefanese e per quella cultura popolare che aveva contribuito a portare sui palcoscenici con Li Bindoli.
Con la sua scomparsa Porto Santo Stefano perde uno di quei personaggi che hanno accompagnato per decenni la vita quotidiana del paese. Conosciuto per il suo lavoro di termoidraulico, Scotto era stato anche socio fondatore e storico presidente della compagnia teatrale Li Bindoli, diventando un punto di riferimento della vita associativa e culturale santostefanese.
Una vita nella termoidraulica insieme alla famiglia
Gran parte della vita professionale di Palmiro Scotto è stata legata alla termoidraulica Palmiro, attività che aveva ereditato dal fratello e che negli anni aveva fatto crescere insieme alla moglie Sira e ai figli Giuseppe e Daniele.
Era un mestiere molto diverso da quello di oggi, fatto di esperienza, manualità e soprattutto di un rapporto diretto con le persone. Palmiro lo aveva portato avanti per decenni con passione e dedizione, tanto da continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto l’età della pensione.
Un’attività che era diventata un vero punto di riferimento a Porto Santo Stefano e che, dopo il pensionamento di Palmiro, era passata nelle mani dei figli Giuseppe e Daniele, che l’avevano portata avanti fino alla successiva chiusura.
Palmiro Scotto e la grande avventura de Li Bindoli
Ma c’è un altro pezzo della vita di Palmiro Scotto che racconta profondamente il suo rapporto con Porto Santo Stefano.
Scotto è stato infatti uno dei fondatori de Li Bindoli e per anni presidente della compagnia teatrale in vernacolo santostefanese, nata prima degli anni Novanta e diventata nel tempo una delle realtà più caratteristiche del panorama culturale e associativo del paese.
Un progetto nato dalla volontà di custodire e far conoscere il vernacolo, le storie, i personaggi e l’ironia di Porto Santo Stefano, portandoli anche fuori dai confini dell’Argentario e facendoli conoscere in tutta la Maremma.
Sul palcoscenico de Li Bindoli sono passati negli anni tanti volti conosciuti della comunità santostefanese. E dietro quella lunga avventura c’era anche Palmiro, con la convinzione che la cultura di un paese potesse essere tramandata attraverso il teatro, il sorriso e la lingua parlata ogni giorno nelle strade e nelle case.
Proprio Li Bindoli hanno salutato il loro storico presidente e socio fondatore con un ricordo pubblicato dopo la notizia della sua morte.
Porto Santo Stefano saluta uno dei suoi personaggi
La notizia della scomparsa di Palmiro Scotto si è rapidamente diffusa a Porto Santo Stefano, dove in tanti lo avevano conosciuto nel corso degli anni.
C’è chi lo ricorda attraverso il lavoro e chi attraverso il teatro, le associazioni e le tante iniziative alle quali aveva partecipato. Mondi diversi che, nella sua storia, raccontano però la stessa cosa: un legame fortissimo con Porto Santo Stefano e con la sua gente.
Con Palmiro Scotto se ne va così un altro pezzo di quella generazione che ha contribuito a costruire la storia quotidiana del paese. E resta soprattutto l’eredità di chi ha voluto trasformare la cultura e il vernacolo santostefanese in qualcosa da conservare, raccontare e portare anche lontano dall’Argentario.
I funerali nella chiesa di Santo Stefano
L’ultimo saluto a Palmiro Scotto sarà venerdì 18 settembre alle 16 nella chiesa di Santo Stefano Martire, a Porto Santo Stefano.
La famiglia ringrazia fin da ora tutte le persone che, in queste ore, stanno manifestando la propria vicinanza e partecipazione al dolore per la sua scomparsa.




