GROSSETO. Se a un sistema di intelligenza artificiale, che ormai usano in molti, si chiede dove trascorrere una vacanza in Toscana, la Maremma rischia di restare ai margini.
Nelle risposte arrivano prima Firenze, Siena, San Gimignano, il Chianti e la Val d’Orcia. Quando la richiesta riguarda il mare, acquistano forza la Versilia, Bolgheri, San Vincenzo e la Costa degli Etruschi. La provincia di Grosseto riesce a farsi largo soprattutto attraverso alcuni nomi già affermati: Saturnia, Argentario, Porto Ercole, Castiglione della Pescaia, Pitigliano e Cala Violina.
Ma quasi sempre accade una cosa curiosa: i singoli luoghi sono più riconoscibili della Maremma alla quale appartengono. Saturnia è Saturnia, l’Argentario è l’Argentario, Pitigliano è Pitigliano. Il contenitore territoriale che dovrebbe unirli, raccontarli e proporli come parti di un’unica esperienza appare molto più debole.
MaremmaOggi ha provato ad andare oltre la tesi secondo cui «l’intelligenza artificiale ignora la Maremma». Abbiamo effettuato una ricognizione indipendente attraverso ricerche in italiano e in inglese, interrogazioni generiche e specifiche, analisi dei risultati turistici e verifica tecnica dei principali portali del territorio.
Il risultato è più complesso, e per certi versi più preoccupante: la Maremma non è assente da internet. È presente in moltissimi siti, ma parla con troppe voci, spesso scollegate tra loro, e soprattutto non riesce a presentarsi come una destinazione digitale unica, riconoscibile e autorevole. Siamo divisi anche in rete, in sostanza.
Il punto non è soltanto essere trovati, ma essere scelti
Per anni l’obiettivo di alberghi, campeggi, agriturismi e destinazioni turistiche è stato comparire nei risultati di Google. Oggi il percorso sta cambiando. Chi prepara una vacanza può chiedere direttamente a ChatGPT, Gemini o Perplexity: «Organizzami una settimana in Toscana tra mare, natura e borghi»; «Suggeriscimi un albergo per bambini vicino alla spiaggia»; «Dove posso dormire per visitare le terme e i paesi etruschi?».
L’assistente AI non presenta necessariamente dieci collegamenti tra i quali scegliere. Seleziona, combina e restituisce una risposta già confezionata. Per entrare in quella risposta non basta avere un sito: occorre che il sistema riesca a capire che cosa offre una struttura, dove si trova, per quale viaggiatore è adatta e che cosa si può fare nei dintorni.
Su questo terreno la Maremma mostra una fragilità evidente.
Se non si conosce già il nome “Maremma”, il territorio fatica a emergere
Abbiamo effettuato ricerche generiche, senza inserire il nome Maremma, basate su richieste che un potenziale visitatore potrebbe realmente formulare, in italiano e in inglese: dove dormire in Toscana tra mare e natura; migliore zona della costa toscana per una vacanza; itinerario di una settimana in Toscana; hotel sul mare in Toscana per famiglie; agriturismo toscano vicino alla spiaggia; località meno affollate della Toscana; vacanza tra terme, borghi e natura; luxury hotel on the Tuscan coast; Tuscany coastal itinerary where to stay e best family resort on a Tuscany beach.
Non si tratta di una graduatoria scientifica: i risultati possono cambiare in base alla piattaforma, alla lingua, alla data, alla localizzazione e alla formulazione della domanda. Il dato qualitativo, tuttavia, è ricorrente. Nelle risposte e nelle fonti disponibili la Maremma emerge con difficoltà come destinazione autonoma, mentre sono molto più forti i grandi marchi turistici della Toscana centrale e alcune località costiere settentrionali.
Quando invece la parola “Maremma” viene inserita direttamente nella domanda, il materiale diventa abbondante. Compaiono portali pubblici e privati, guide, blog, strutture ricettive, piattaforme di prenotazione e articoli della stampa internazionale.
La differenza è decisiva: la Maremma si trova bene quando il turista sa già che deve cercarla; è molto meno competitiva nella fase in cui il turista deve ancora decidere dove andare. E pensare che all’estero sappiano dove sia e cosa sia la Maremma è sbagliato, forse un po’ presuntuoso. La maggior parte conoscono solo la Toscana, Firenze, Siena e la torre di Pisa.
Ed è proprio in quella fase che l’intelligenza artificiale può orientare la scelta.
Non è invisibile tutta la Maremma: le strutture più forti si salvano da sole
L’analisi restituisce anche un’altra indicazione. Alcune realtà maremmane possiedono una presenza digitale molto forte e riescono a entrare nelle guide, nelle piattaforme e nelle pubblicazioni internazionali.
È il caso di Il Pellicano, La Roqqa, L’Andana, Terme di Saturnia, Argentario Golf & Wellness Resort, Cala del Porto e Gallia Palace. Sono marchi con siti multilingue, immagini professionali, descrizioni dettagliate, recensioni numerose, sistemi di prenotazione, presenza sulle grandi piattaforme e citazioni su giornali e riviste internazionali.
Terme di Saturnia, per esempio, non vende soltanto camere, piscine termali e trattamenti. Nel proprio sito presenta esplicitamente la “Tuscan Maremma”, propone i borghi del tufo, il Parco della Maremma, le spiagge dell’Argentario, il golf e gli itinerari. La struttura diventa così anche una porta d’ingresso al territorio.
La Roqqa compare sulle piattaforme internazionali dell’ospitalità e viene raccontata insieme a Porto Ercole, alle fortificazioni spagnole, al mare, all’artigianato e ai luoghi di Caravaggio. L’Andana è presente nelle pubblicazioni straniere dedicate agli hotel toscani. Il Pellicano è ormai un marchio internazionale autonomo.
Queste eccellenze non dimostrano che il sistema territoriale funzioni. Dimostrano, semmai, che chi dispone di risorse, reputazione e comunicazione internazionale riesce a costruirsi da solo la propria visibilità.
Il vero problema riguarda la lunga coda dell’offerta: piccoli alberghi, agriturismi, residence, campeggi, affittacamere e locazioni che spesso dipendono quasi completamente da Booking, Tripadvisor, Google Maps e dalle altre piattaforme commerciali.
Una destinazione disseminata tra troppi siti
Chi cerca informazioni sulla Maremma incontra una costellazione di portali: Qui Maremma Toscana; Visit Maremma Nord; Visit Tuscany; Maremma.it; Tutto Maremma; Enjoy Maremma; Visitmaremma.net; Maremmatoscana.it; i siti dei Comuni e anche quelli dei parchi, dei musei, delle Pro loco e degli uffici turistici.
A prima vista questa ricchezza sembrerebbe un vantaggio. In realtà, dal punto di vista della riconoscibilità digitale, può trasformarsi in una debolezza. I siti hanno proprietari, obiettivi, confini geografici e livelli di aggiornamento differenti. Alcuni sono istituzionali, altri commerciali; alcuni raccontano tutta la provincia, altri soltanto una parte; alcuni propongono strutture ricettive, altri eventi o attrazioni.
Manca una fonte dominante che consenta a un turista — e quindi anche a un’intelligenza artificiale — di trovare nello stesso luogo: la descrizione unitaria della destinazione; tutte le strutture ricettive autorizzate; musei, spiagge, parchi e borghi; eventi aggiornati; trasporti pubblici e collegamenti; itinerari di uno o più giorni; informazioni in diverse lingue e dati chiari e tecnicamente leggibili dalle macchine.
Alla frammentazione dei portali si aggiunge quella del nome. Si parla di Maremma grossetana, Maremma nord, Maremma Sud, Alta Maremma, Maremma toscana, costa maremmana, Maremma laziale e Tuscan Maremma. Sono definizioni storicamente e geograficamente comprensibili, ma non costruiscono un marchio digitale uniforme. Ogni zona si sente più furba a circoscrivere il perimetro, pensando di favorire le realtà locali, ma l’effetto è che l’insieme perde forza. E, va detto, anche i due ambiti turistici non aiutano. L’Amiata ne ha fatto uno solo unendo i Comuni di due province, noi abbiamo diviso in due una provincia sola.
Qui Maremma Toscana: tanti contenuti, ma gli errori sono pesanti
Il caso più significativo è quello di Qui Maremma Toscana, portale che raccoglie eventi, luoghi di interesse, pubblicazioni, strutture ricettive, produttori, ristoranti e informazioni su tutti i Comuni della provincia.
Il sito dispone di una mole rilevante di materiale. La sua mappa tecnica comprende migliaia di indirizzi e molti contenuti risultano aggiornati. Non siamo quindi davanti a un contenitore vuoto o abbandonato.
Ma proprio perché si tratta di una delle principali vetrine pubbliche della destinazione, le criticità che emergono hanno un peso maggiore.
Il sito italiano dice ai motori di ricerca di essere in inglese
Nel codice della homepage italiana e delle pagine controllate compare l’indicazione: <html lang="en">
Significa che il portale presenta testi in italiano, ma comunica ai sistemi automatici che la lingua della pagina è l’inglese. Il visitatore probabilmente non se ne accorge. Un motore di ricerca, un lettore vocale, un traduttore automatico o un sistema di intelligenza artificiale, invece, riceve un’informazione incoerente.
Da sola non basta a far sparire un sito dai risultati, ma è esattamente il genere di errore che un portale turistico destinato anche agli stranieri non dovrebbe avere.
La sezione inglese “Dove dormire” non porta dove dovrebbe
La verifica della versione inglese produce un risultato ancora più sorprendente. L’indirizzo che dovrebbe corrispondere alla pagina “Where to sleep” restituisce formalmente una pagina valida, con codice di risposta 200, ma non una vera sezione turistica.
Nel codice compaiono il titolo “Over 9000 Thousand!” e la descrizione “For those who helped create the Genki Dama”, riferimenti scherzosi all’universo di Dragon Ball che sembrano appartenere a una pagina d’errore.
Il problema non è soltanto estetico. Una pagina inesistente dovrebbe dichiararsi come tale attraverso il corretto codice tecnico. In questo caso comunica invece ai motori di ricerca di essere una pagina perfettamente funzionante. Il risultato può essere una cosiddetta “soft 404”: un indirizzo inutile che rischia di essere interpretato e indicizzato come contenuto reale.
Per un turista straniero che cerca dove dormire in provincia di Grosseto, e per una macchina che prova a ricostruire l’offerta in inglese, non è un dettaglio.
Le schede delle strutture sono leggibili, ma poco adatte all’AI
Le pagine dedicate alle strutture contengono normalmente nome, tipologia, indirizzo, descrizione, servizi, email, telefono e collegamento al sito ufficiale. Sono quindi utili e possiedono una base informativa.
Nelle schede controllate, tuttavia, non abbiamo trovato i principali dati strutturati specifici che permettono di dichiarare in modo inequivocabile a una macchina: questa è una struttura ricettiva, si trova qui, appartiene a questa categoria, offre questi servizi e dispone di questi contatti.
Anche i titoli e le descrizioni utilizzati per i motori di ricerca sono essenziali. Una formula come “Albergo – Relais Ciavatta” identifica il nome, ma non valorizza la posizione vicino a Montemerano e Saturnia, la tipologia di soggiorno, i cottage, la piscina o gli altri elementi utili a rispondere a una domanda concreta.
Manca soprattutto la relazione tra la struttura e ciò che la circonda. Un sistema turistico efficace dovrebbe poter collegare automaticamente un albergo con attrazioni vicine; tempi di percorrenza; eventi durante il soggiorno; fermate e orari dei mezzi pubblici; spiagge, terme, musei e percorsi; esperienze prenotabili e anche itinerari adatti alla durata della vacanza.
Le informazioni esistono, ma rimangono spesso in sezioni separate e non diventano un prodotto turistico completo.
La vetrina ufficiale mostra una frazione minuscola dell’offerta
La criticità più evidente riguarda l’elenco delle strutture ricettive. La sezione generale “Dove dormire” si sviluppa in circa 21 pagine con cinque risultati per pagina: poco più di un centinaio di schede visibili.
La ricerca per Comune restituisce numeri ancora più sorprendenti. Al momento della nostra verifica il portale indicava: 9 strutture a Grosseto; 2 a Castiglione della Pescaia; nessuna a Follonica; 4 a Monte Argentario; 4 a Orbetello; 2 a Gavorrano; nessuna a Scarlino; 3 a Massa Marittima; 9 a Manciano e una a Capalbio. Non sono, evidentemente, i numeri reali dell’ospitalità in questi territori. Basta aprire qualsiasi grande piattaforma di prenotazione per rendersene conto.
Occorre essere rigorosi: il numero delle schede presenti sul portale non può essere confrontato direttamente con tutti i dati statistici dell’accoglienza, perché le classificazioni sono differenti e comprendono anche locazioni e altre forme di ospitalità. La distanza, tuttavia, è talmente grande da non poter essere liquidata come una semplice differenza metodologica.
Già nel 2020 uno studio della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, elaborato su dati regionali, contava 2.144 esercizi ricettivi nella provincia di Grosseto, dei quali 305 alberghieri. Nel 2025 risultavano inoltre 8.796 locazioni turistiche attive, con oltre 45mila posti letto.
Se una delle principali vetrine pubbliche ne presenta poco più di cento e arriva a indicare soltanto due strutture a Castiglione della Pescaia e nessuna a Follonica, il problema non è più soltanto tecnico. È un problema di rappresentazione dell’economia turistica.
Migliaia di operatori esistono, lavorano, pagano imposte e accolgono visitatori, ma non compaiono nella fotografia digitale proposta dal territorio stesso.
Visit Maremma Nord: contenuti attuali, ma metadati quasi assenti
Anche Visit Maremma Nord presenta aspetti positivi. Riunisce Castiglione della Pescaia, Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada e Scarlino; propone luoghi da vedere, eventi recenti, esperienze e materiali da scaricare. È disponibile anche in inglese e si definisce portale turistico ufficiale dell’ambito.
La verifica tecnica della homepage inglese, tuttavia, evidenzia una configurazione estremamente povera: il titolo della pagina è semplicemente “www.visitmaremmanord.com”; la descrizione destinata ai motori di ricerca è vuota; il tradizionale indirizzo della mappa del sito restituisce una pagina 404 (non trovata) e alcuni percorsi intuitivi in inglese per cercare l’ospitalità non esistono.
Il portale offre contenuti, ma non li presenta alle macchine con la precisione che servirebbe. È come allestire una buona vetrina e poi lasciare senza nome il negozio sulla strada principale.
Nel mercato internazionale la parola “Maremma” compete anche con il cane
C’è poi una difficoltà che non dipende dalle amministrazioni, ma che dovrebbe essere affrontata con una strategia comune. Nelle ricerche in inglese la parola “Maremma” identifica molto spesso il cane da pastore maremmano-abruzzese. Tra i risultati compaiono allevamenti, consigli sull’addestramento, video di cuccioli, associazioni cinofile e pagine dedicate alla razza. A questi si aggiungono tessuti, vini, prodotti e attività commerciali che utilizzano lo stesso nome.
Per evitare l’ambiguità, i contenuti turistici dovrebbero associare in modo sistematico il territorio a espressioni coerenti come Maremma Tuscany; Tuscan Maremma; Maremma Coast; Southern Tuscany e, ovviamente, Maremma Toscana.
Oggi, invece, i diversi portali utilizzano formule differenti e non sembrano concorrere alla costruzione di un’identità internazionale comune.
L’intelligenza artificiale non inventa il territorio: legge ciò che trova
Dire che ChatGPT, Gemini o Perplexity “snobbano” la Maremma può funzionare come titolo, ma rischia di assolvere troppo facilmente chi dovrebbe costruirne la presenza digitale.
Un’intelligenza artificiale non possiede un ufficio turistico, non percorre le strade, non entra negli alberghi e non verifica personalmente la bellezza di una spiaggia. Elabora le informazioni disponibili nelle fonti alle quali può accedere. Se trova contenuti frammentati, versioni linguistiche incoerenti, schede incomplete, elenchi che rappresentano soltanto una minima parte dell’offerta e trasporti difficili da ricostruire, produrrà risposte altrettanto frammentate.
Quando deve scegliere pochi nomi, tenderà inoltre a privilegiare quelli confermati da più fonti affidabili: grandi piattaforme, guide internazionali, riviste di viaggio, circuiti alberghieri e siti tecnicamente solidi. È così che le strutture più famose continuano a essere consigliate, mentre centinaia di realtà più piccole rischiano di non entrare mai nella selezione.
Il paradosso: i dati ci sono, ma non diventano accoglienza
La Maremma possiede tutti gli ingredienti che il turismo contemporaneo ricerca: mare, aree protette, terme, borghi, archeologia etrusca, enogastronomia, cicloturismo, sentieri, isole, cultura e grandi spazi poco urbanizzati. Possiede anche moltissimi contenuti digitali. Ci sono pagine sui singoli musei, calendari degli eventi, schede dei borghi, cartine, guide in pdf, elenchi di operatori e siti tematici.
Ciò che manca è la loro trasformazione in una risposta semplice alla domanda di un visitatore: Arrivo a Grosseto per tre giorni: dove dormo, che cosa vedo, come mi sposto, quali eventi trovo e che cosa posso prenotare?
La cartina in pdf recentemente presentata dal Comune di Grosseto e dal Polo Universitario è un esempio del problema. Contiene informazioni e può essere utile se stampata, ma su uno smartphone è poco leggibile e non è una vera mappa interattiva. Non consente di filtrare i luoghi, costruire un percorso, calcolare gli spostamenti, trovare gli eventi nelle vicinanze o passare direttamente alla prenotazione.
È un prodotto digitale soltanto perché può essere scaricato. Non perché sfrutti davvero le possibilità del digitale.
Che cosa servirebbe davvero
Non basta rifare la grafica di un sito. Per rendere la Maremma visibile anche nelle risposte dell’intelligenza artificiale servirebbe un progetto territoriale molto più profondo:
- Un’unica banca dati aggiornata, capace di raccogliere tutte le strutture autorizzate e di distinguere chiaramente alberghi, campeggi, agriturismi, residence, affittacamere e locazioni.
- Un portale di destinazione riconoscibile, collegato agli ambiti territoriali ma costruito intorno al marchio Maremma.
- Versioni linguistiche reali, non traduzioni parziali o indirizzi che portano a pagine d’errore.
- Dati strutturati, affinché motori e assistenti possano comprendere luoghi, eventi, hotel, servizi, prezzi, orari e coordinate.
- Itinerari pronti all’uso, di mezza giornata, un giorno, un weekend o una settimana.
- Collegamenti con i trasporti, dalla stazione e dagli aeroporti fino alle principali località, con orari aggiornati.
- Un calendario unico degli eventi, alimentato con procedure chiare da Comuni, associazioni, musei, Pro loco e operatori.
- Mappe interattive e utilizzabili da telefono, non soltanto documenti da scaricare e stampare.
- Schede complete per ogni operatore, con servizi, fotografie, disponibilità, sito, contatti, accessibilità e attrazioni vicine.
- Una strategia internazionale coerente, che associ sistematicamente la Maremma alla Toscana e all’Italia evitando l’ambiguità del nome.
La Maremma non è ignorata: è raccontata male e rappresentata solo in parte
La nostra ricognizione non consente di affermare che tutte le intelligenze artificiali escludano sempre la Maremma. Una conclusione simile richiederebbe un protocollo scientifico, centinaia di interrogazioni ripetute, sessioni indipendenti e il controllo di lingua, localizzazione e personalizzazione.
Consente però di documentare qualcosa di altrettanto importante: la presenza digitale della Maremma è frammentata, tecnicamente disomogenea e incapace di rappresentare integralmente l’offerta del territorio.
Le intelligenze artificiali riconoscono le località più famose e le strutture che hanno già costruito una reputazione internazionale. Faticano invece a vedere il sistema complessivo, perché quel sistema, online, non è stato ancora costruito in modo convincente.
La responsabilità, dunque, non può essere attribuita a un algoritmo distratto o prevenuto. L’algoritmo trova ciò che amministrazioni e operatori gli mettono a disposizione. Se la vetrina ufficiale mostra nove strutture a Grosseto, due a Castiglione della Pescaia e nessuna a Follonica, non è l’intelligenza artificiale ad aver cancellato gli alberghi.
È il territorio che non è riuscito a renderli visibili.
E nell’epoca in cui una risposta generata da una macchina può decidere dove una famiglia trascorrerà le proprie vacanze, non si tratta più di una carenza informatica. È una questione economica, turistica e politica.



