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Nella Los Angeles degli studios la fotografa è di Grosseto

Stefania Rosini vive negli Usa dal 2008 e gira il mondo per lavorare sui set di film e serie televisive. Una vita al massimo per realizzare un sogno
Stefania Rosini in Marocco sul set della serie tv ZeroZeroZero
Stefania Rosini in Marocco sul set della serie tv ZeroZeroZero

LOS ANGELES. Tutto è iniziato quando aveva 8 anni e vide la magia di un’immagine che piano piano si materializzava sulla carta, dentro a una bacinella di reagente, nella camera oscura del cugino. È esattamente in quel momento che Stefania Rosini, 47 anni, grossetana, a Los Angeles dal 2008, ha capito che la fotografia sarebbe stata la sua strada.

Il passo successivo è stata una Canon Prima Junior che le venne regalata a 13 anni e le spalancò davanti agli occhi un mondo nuovo. Un mondo da guardare attraverso un piccolo obiettivo e riprodurre con il click dell’otturatore, su un foglio di carta lucida 10 x 15 cm.

La certezza è arrivata diversi anni dopo, ormai studentessa del liceo artistico, in gita a Parigi. In mano, questa volta, aveva una reflex Nikon semiautomatica che le aveva prestato lo zio. E si sa, la reflex è la regina delle macchine fotografiche.

Il resto è venuto da sé. Ma se qualcuno pensa che sia stato facile si sbaglia: oggi Stefania Rosini è una fotografa di scena conosciuta e affermata, ma il percorso è stato lungo e faticoso. Meno di una settimana fa, dopo anni di durissimo lavoro, è finalmente potuta entrare nella “Union” Local 600, l’associazione delle maestranze del cinema (troupe e fotografi) che rappresenta e raccoglie i migliori professionisti del settore. Se ne entra a far parte solo dopo un percorso professionale molto lungo e costoso, ma dopo si può lavorare nelle produzioni maggiori. 

Sul set di All the old knives
Sul set di All the old knives (La cena delle spie)

La laurea in Storia del cinema e la scoperta della fotografia di scena

È la stessa Stefania a raccontare quanto impegno, determinazione a costanza ci siano voluti per sfondare in un mondo avaro di porte aperte. Soprattutto se si è nati a Montepescali in una famiglia operaia che ha fatto sacrifici per permettere alla figli di studiare.

«Mi sono laureata al Dams di Bologna in Storia del cinema italiano nel 2006. Già nel periodo dell’università mi dedicavo alla fotografia, nel tempo che mi rimaneva tra lo studio e il lavoro di commessa part time, che mi serviva per alleggerire un po’ le spese alla mia famiglia», dice.

«Nel 2000, infatti, ho partecipato a uno stage con l’agenzia fotografica Iguana press, che a Bologna si occupa di concerti, spettacoli, teatro, al termine del quale mi hanno assunto. Ho cominciato in quel momento a imparare cosa significasse lavorare nel mondo dello spettacolo, fotografare i concerti, i red carpet.

Nel frattempo ho seguito anche un corso di cinematografia con Ansano Giannarelli, assistente di Cesare Zavattini. Mi hanno permesso di fare le foto durante le lezioni. È stata la mia prima esperienza come fotografa di scena. Una scoperta, dalla quale è nata la passione, tanto che è stato argomento della mia tesi di laurea».

 

A Milano per lavorare con Maurizio Galimberti e l’aereo per Los Angeles

Appena laureata, nel 2006, Stefania si trasferisce a Milano dove lavora come editor per un’agenzia. L’anno successivo trascorre alcuni mesi a New York, prima di tornare nel capoluogo lombardo dove lavora come assistente per Maurizio Galimberti. Infine, ecco l’occasione della vita: un colloquio con l’agenzia internazionale Kikapress che apprezza il suo lavoro e la sua esperienza, tanto da proporle da subito di trasferirsi a Los Angeles. 

«Non ci ho pensato due volte – dice Stefania – ho fatto i bagagli e sono partita. All’inizio seguivo gli eventi, i red carpet e facevo anche la paparazza, ma mi pagavano a pezzo. Si sa, la gavetta è la gavetta. Poi ho conosciuto il direttore della fotografia Pierluigi Malavasi con il quale ho lavorato nel mio primo vero set cinematografico. Era una serie di History Channel dal titolo “Nostradamus Effect”. A quel punto ho svoltato perché mi sono fatta conoscere e sono arrivate le richieste di lavoro grazie al passaparola.

Nel 2018 sono stata ammessa all’unanimità nella Society of motion picture of photografer di cui fanno parte i fotografi di scena. Insomma un passo dopo l’altro. Ora che sono entrata nella union Local 600 le cose cambieranno. Ci sono più benefit e la tariffa è molto più alta. Diciamo che i sacrifici sono ripagati da questo – per me – grande traguardo». 

In giro per il mondo sui set cinematografici internazionali

Elencare i film, le serie, gli attori e i registi con cui Stefania Rosini ha lavorato sarebbe assai lungo. E i paesi del mondo in cui ha dovuto spostarsi. Ovunque venga individuata la location per girare. L’ultimo set è quello di un film con Meg Rayan e David Duchovny, che uscirà tra qualche mese.

Tra i suoi lavori più importanti, nel 2017, il film “Lucky” del regista John Carrol Lynch, con David Lynch, «una grande esperienza», lo definisce Stefania. L’anno prima, era sul set di “Monolith”, un thriller diretto da Ivan Silvestrini di produzione italo-americana, girato in Utha. Nel 2021, ha lavorato a Londra per la miniserie televisiva anglo-statunitense “Landscapers”, con Olivia Colman e David Thewils, e sul set di “All the old knives (La cena delle spie), un film Amazon Prime con Thandiwe Newton, Chris Pine, Laurence Fishburne e Jonathan Price. Ha lavorato anche in due puntate della serie televisiva britannica “Peaky Blinders”.

Con Thandiwe Newton sul set di All the old knives
Con Thandiwe Newton sul set di All the old knives

In Italia, fotografa per la serie tv “Il Cacciatore”

In Italia, Stefania ha lavorato con il regista Davide Marengo, sul set della seconda stagione della serie televisiva “Il cacciatore”, che nella prima parte era stata diretta dal grossetano Stefano Lodovichi. Curiosamente, si è solo sentita al telefono con il concittadino, ma non si sono incontrati di persona, né hanno lavorato insieme. 

Ha scattato per “ZeroZeroZero”, la miniserie televisiva italo-franco-statunitense per Sky Atlantic, ideata da Stefano Sollima, tratta dall’omonimo romanzo-inchiesta di Roberto Saviano. Sue le foto del set di “Summertime”, la serie televisiva italiana distribuita da Netflix.

Sul set di Landscapers, con Olivia Colman e David Thewlis
Sul set di Landscapers, con Olivia Colman e David Thewlis

«Amo l’Italia e torno tutte le volte che posso, qui ho gli amici e gli affetti più cari, ma lavorare nel mio campo è molto difficile. C’è una grande differenza con l’America, dove contano l’esperienza, la capacità, i requisiti. In Italia purtroppo è diverso, si lavora soprattutto attraverso i contatti e le conoscenze. Certo, tornerei, ma con le produzioni americane. In generale, comunque non è un momento facile per la fotografia, anche quella di scena, messa in crisi da approssimazione e scarsa professionalità. Sembra che tutti con una macchina fotografica, o peggio ancora con un telefono in mano, possano scattare la foto del secolo. Diciamo che si è andato via via perdendo il gusto, il senso del bello, quello che deriva dalla cultura, dalla conoscenza dell’arte, dalla capacità di osservare. Che richiede tempo e a volte lentezza».

Stefania e Gigi

Stefania è già stata ospite di MaremmaOggi, a ottobre 2021. Grande amica di Luigi Ambrosio, alla notizia della sua morte, il 16 settembre, si trovava in Messico in attesa della green card per rientrare negli States. Prese una foto che lei stessa aveva scattato all’amico amatissimo e si fece tatuare il suo viso sul braccio.  

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