Guttuso, Levi e Treccani raccontano la Maremma: ultimi giorni per vedere la mostra dai grandi artisti del Novecento | MaremmaOggi Skip to content

Guttuso, Levi e Treccani raccontano la Maremma: ultimi giorni per vedere la mostra dai grandi artisti del Novecento

Fino al 6 settembre alle Clarisse un viaggio nell’arte e nella Maremma degli anni Cinquanta, dalla tragedia dei 43 minatori di Ribolla alla stagione del realismo
La locandina della mostra

GROSSETO. Ci sono date spartiacque, che dividono la storia tra un prima e un dopo. Per la Maremma gli anni Cinquanta hanno rappresentato uno dei momenti più drammatici e dolorosi della storia del territorio, ed è proprio quella manciata di anni che sono rappresentati nella mostra “Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e altri artisti maremmani” ospitata fino al 6 settembre alle Clarisse di Grosseto.

Il giorno che cambiò la storia della Maremma

Il punto di partenza non poteva che essere quella che tutt’oggi resta una ferita aperta nella storia locale: l’esplosione del pozzo Camorra nella miniera di Ribolla, avvenuta il 4 maggio 1954. Un evento che troverà la sua eco nel 1956, con la pubblicazione del libro inchiesta “I minatori della Maremma” di Luciano Bianciardi e Carlo Cassola. Quel libro, nato sulla scia della tragedia, non solo rese nazionale una vicenda maremmana, ma si inserì in un più ampio movimento di attenzione verso i lavoratori, il loro quotidiano, la loro dignità, le loro lotte.

Quando Guttuso e i grandi del realismo arrivarono a Grosseto

Anche le arti visive ne avevano risentito: il sindacato dei pittori grossetani organizzava nel capoluogo una grande “Mostra della pittura realista“, inaugurata il 29 gennaio 1955. Fu un appuntamento cruciale. Accanto ai nomi dei grandi maestri del realismo italiano – da Guttuso a Levi, da Treccani a Zigaina, da Purificato a Mucchi – comparvero infatti anche quelli di numerosi artisti maremmani, chiamati a misurarsi con un linguaggio nuovo, più vicino ai temi del lavoro, della fatica, delle classi popolari.

Tre sezioni per entrare nella Maremma degli anni Cinquanta

“Il tempo del realismo” è costruita come un viaggio. La prima sezione raccoglie le opere dei grandi interpreti del realismo italiano del dopoguerra, con particolare attenzione agli artisti che parteciparono alla storica esposizione grossetana del 1955.

Ci sono Guttuso, Treccani, Turcato, Mucchi, Zigaina, Attardi, Omiccioli, Pizzinato e altri protagonisti di un’arte che voleva essere parte della società. La sezione del percorso è invece dedicata agli artisti maremmani, a quel mondo locale che si trovò a dialogare con alcuni dei maggiori esponenti della pittura italiana contemporanea.

Le fotografie che riportano indietro nel tempo

la terza sezione amplia lo sguardo alla fotografia e al cinema, mettendo in campo documenti visivi che raccontano la Maremma del dopoguerra tra cronaca, memoria e interpretazione. 

Gli scatti di Corrado Banchi, dei Fratelli Gori, di Lando Civilini e altri materiali filmati consentono di restituire atmosfere, volti, gesti, condizioni di vita e di lavoro, offrendo un controcampo essenziale alla lettura delle opere pittoriche. È qui che la tragedia di Ribolla, ma anche l’intero universo del lavoro maremmano, riemerge nella sua forza più immediata, fissata in immagini che hanno contribuito a scuotere le coscienze ben oltre i confini provinciali.

Una mostra che parla anche al presente

La mostra, dunque, non si limita a guardare al passato. Attraverso la rilettura di una stagione in cui l’arte scelse di confrontarsi apertamente con i temi del lavoro, della dignità e della responsabilità sociale, il progetto parla anche all’oggi.

A sottolinearlo è Enrico Zanini, direttore del Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena, che inserisce l’iniziativa nel Progetto di Eccellenza Dipartimentale 2023-2027, dedicato alla sostenibilità del patrimonio culturale e alla ricerca di nuove prospettive occupazionali nel settore.

Ed è forse proprio questo il significato più profondo del progetto: riportare alla luce una fase cruciale della storia recente maremmana per interrogare, attraverso di essa, il presente. In un’epoca in cui il rapporto tra cultura e società torna a chiedere nuovi strumenti di lettura, “Il tempo del realismo” restituisce alla Maremma uno dei momenti più intensi della sua vicenda novecentesca, quando dalle miniere, dalle campagne, dalle immagini e dalle parole si levò una domanda di verità che l’arte seppe raccogliere e trasformare in coscienza.

Gli orari della mostra

Fino al 6 settembre, il polo culturale Le Clarisse è aperto:

  • mercoledì: dalle 11 alle 14;
  • giovedì, venerdì e sabato: dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 20;
  • domenica: dalle 17 alle 20.

Informazioni

Polo culturale Le Clarisse
Telefono: 0564 488066 – 0564 488067
Sito: clarissegrosseto.it
Email: clarissearte@fondazionegrossetocultura.it

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