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Laguna, Pichetto Fratin non smentisce la terna di Forza Italia. Simiani: «Lottizzazione»

Dopo giorni di polemiche arriva la risposta all’interrogazione parlamentare di Marco Simiani. Pichetto Fratin non smentisce i tre candidati indicati dalla stampa. Il deputato Pd contesta le spiegazioni su autocertificazioni, verifiche e criteri di selezione
Una morìa di pesci nella laguna di Orbetello e i tre candidati indicati dal ministro: Lucia Leoni, Roberta Bardi e Roberto Berardi
Una morìa di pesci nella laguna di Orbetello e i tre candidati indicati dal ministro: Lucia Leoni, Roberta Bardi e Roberto Berardi

ORBETELLO. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin non smentisce la terna di nomi di Forza Italia indicata per la guida del nuovo Consorzio della laguna di Orbetello. E la vicenda delle nomine, che da giorni alimenta uno scontro politico sempre più acceso in Maremma, approda a un nuovo passaggio istituzionale.

La novità arriva dalla Camera dei deputati, dove mercoledì 21 ottobre è stata discussa l’interrogazione parlamentare presentata da Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in commissione Ambiente e primo firmatario della legge che ha istituito il nuovo organismo per la gestione della laguna.

Secondo quanto riferisce il parlamentare, la risposta del Ministero non ha smentito le indiscrezioni sulla composizione della terna e ha confermato l’avvenuta individuazione dei candidati attraverso una procedura istruttoria.

Ma non avrebbe chiarito, denuncia Simiani, né i criteri utilizzati per selezionare i tre profili né quali verifiche siano state effettuate sulle loro competenze professionali.

È questo il nuovo terreno dello scontro: non più soltanto l’opportunità politica dei nomi, ma la trasparenza della procedura seguita dal Ministero.

I tre nomi di Forza Italia e la mancata smentita del ministro

La terna finita al centro della polemica è quella emersa nei giorni scorsi: Roberto Berardi, Roberta Bardi e Lucia Leoni.

Berardi è un ex senatore, attuale consigliere comunale di Orbetello con deleghe che comprendono la laguna e dirigente di Forza Italia.

Roberta Bardi è un’avvocata e segretaria comunale di Forza Italia a Grosseto.

Lucia Leoni, laureata in ingegneria civile e ambientale, è la moglie del sindaco di Grosseto ed è riconducibile all’area politica dello stesso partito.

Tre profili accomunati, dunque, da legami politici con Forza Italia, il partito al quale appartiene anche il ministro Pichetto Fratin.

Finora la composizione della terna era stata riportata dalla stampa, suscitando richieste di conferma ufficiale.

La risposta all’interrogazione rappresenta un passaggio ulteriore perché, secondo Simiani, il Ministero non ha smentito quei nominativi.

La precisazione è importante: il comunicato del deputato riferisce una mancata smentita, non riporta una dichiarazione ministeriale che elenchi espressamente i tre candidati.

«Il ministro Pichetto Fratin non smentisce le indiscrezioni sulla terna per la nomina dell’amministratore unico del Consorzio della laguna di Orbetello e, di fatto, conferma una procedura che manifesta, oltre all’inopportunità di indicare tre esponenti locali di Forza Italia, anche seri dubbi di trasparenza», dichiara Simiani.

«Solo autocertificazioni e una generica attività istruttoria»

È il passaggio più significativo della denuncia del parlamentare.

Simiani riferisce che, nella risposta alla Camera, il Ministero avrebbe richiamato le autocertificazioni presentate dai candidati e lo svolgimento di un’attività istruttoria.

Ma senza entrare nel merito delle verifiche effettuate.

«La risposta alla mia interrogazione si limita infatti a richiamare le autocertificazioni dei candidati e una generica attività istruttoria, senza spiegare quali verifiche siano state effettuate sui singoli profili, quali criteri abbiano guidato la selezione e se sia stato pubblicato un avviso per raccogliere le candidature».

Il punto è rilevante perché la legge istitutiva del Consorzio non prevede un incarico esclusivamente politico.

L’amministratore unico dovrà guidare un organismo chiamato a gestire uno degli ecosistemi più delicati della Toscana, affrontando problemi ambientali, manutenzioni, programmazione degli interventi e rapporti tra gli enti coinvolti.

Per questo la normativa richiede specifiche competenze in materia ambientale, titoli di studio adeguati ed esperienza manageriale o dirigenziale.

L’appartenenza politica non esclude di per sé il possesso di questi requisiti. Ma i requisiti devono essere dimostrati e verificati.

Ed è proprio su questo che Simiani sostiene di non aver ricevuto risposte sufficientemente dettagliate.

«Nessuna chiarezza neppure sulle professionalità ricercate e sulle ragioni che avrebbero portato a individuare proprio quei nomi», aggiunge.

Chi ha scelto i candidati? E perché proprio loro?

La mancata smentita della terna sposta dunque l’attenzione sulle modalità con cui il Ministero è arrivato a individuare i tre candidati.

Simiani pone alcune domande precise.

È stato pubblicato un avviso per raccogliere le candidature? Sono stati valutati altri profili? Quali competenze sono state considerate determinanti? Come è stata verificata l’esperienza professionale dei candidati?

La risposta ministeriale, per come viene descritta dal deputato, non avrebbe fornito chiarimenti puntuali su questi aspetti.

Questo non dimostra automaticamente che la procedura sia irregolare, né che i tre candidati siano privi dei requisiti.

Ma lascia aperta una questione di trasparenza amministrativa, tanto più rilevante perché la scelta riguarda un ente pubblico di nuova costituzione e una funzione con responsabilità ambientali e gestionali significative.

Anche sugli enti consorziati mancano risposte

Un altro punto dell’interrogazione riguardava il coinvolgimento delle istituzioni territoriali.

La procedura di nomina prevede infatti un ruolo della Regione Toscana e la consultazione degli altri enti consorziati.

Simiani aveva chiesto di sapere quali enti fossero stati sentiti, quando e attraverso quali modalità, oltre a conoscere le eventuali osservazioni trasmesse al Ministero.

Anche su questo fronte, secondo il deputato, la risposta sarebbe stata insufficiente.

«Anche sul coinvolgimento degli enti consorziati il Ministero resta sul vago: non indica quali enti siano stati consultati, con quali modalità e in quali tempi, né dà conto delle osservazioni ricevute e di come siano state valutate».

E aggiunge: «Affermare che la terna è stata individuata e che gli enti sono stati consultati non basta infatti a garantire trasparenza e indipendenza».

È una questione particolarmente delicata per Orbetello, dove la gestione della laguna coinvolge direttamente il Comune, la Regione e gli altri soggetti istituzionali chiamati a far funzionare il nuovo Consorzio.

Un incarico da circa 150mila euro l’anno

A rendere ancora più acceso il confronto è il compenso previsto per l’amministratore unico.

La legge istitutiva autorizza una spesa annua di 149.497 euro, cifra arrotondata a 150mila euro nel dibattito politico.

Si tratta dello stanziamento previsto dalla normativa per la funzione, da distinguere dall’importo che sarà concretamente determinato e corrisposto.

Simiani richiama proprio il valore dell’incarico per sottolineare la necessità di individuare una figura con competenze adeguate.

«Parliamo di un incarico da 150 mila euro l’anno, chiamato a gestire un ecosistema delicatissimo: servono competenze comprovate e una selezione credibile, non il sospetto che prevalgano le appartenenze politiche».

La polemica che da Orbetello è arrivata fino alla Camera

La vicenda è cominciata con la diffusione dei tre nomi attribuiti alla proposta ministeriale trasmessa alla Regione Toscana.

Da allora le contestazioni si sono moltiplicate.

Il Partito Democratico ha chiesto chiarimenti sui criteri di selezione e sui curricula. Il Movimento 5 Stelle ha denunciato il rischio che la nomina risponda a equilibri interni al centrodestra.

Il comitato Orbetello Bene Comune ha contestato la terna, chiedendo di rendere pubblici i requisiti professionali dei candidati.

Critiche al metodo sono arrivate anche da esponenti dell’area di centrodestra.

Nel frattempo il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti ha espresso la propria preferenza per Roberto Berardi, valorizzandone l’esperienza e la conoscenza delle problematiche della laguna.

La risposta all’interrogazione di Simiani aggiunge adesso un elemento nuovo: il Ministero è stato chiamato a rispondere ufficialmente in Parlamento, ma le spiegazioni fornite, secondo il deputato Pd, non sciolgono i dubbi sulla selezione.

La scadenza del 25 ottobre e la scelta della Regione

La proposta ministeriale risulta trasmessa alla Regione Toscana il 25 settembre.

Il termine di trenta giorni previsto per raggiungere l’intesa porta quindi al 25 ottobre, ormai imminente.

Il meccanismo di nomina prevede che, in assenza dell’intesa entro il termine stabilito, il ministro possa procedere alla scelta tra i candidati individuati.

Per questo i prossimi giorni saranno importanti per capire quale posizione assumerà la Regione e come si concluderà il procedimento.

Ma la polemica sui criteri di selezione rischia di proseguire anche oltre l’eventuale nomina.

Il Consorzio nasce infatti per affrontare problemi concreti e urgenti: la tutela dell’ecosistema lagunare, la qualità delle acque, le morie di pesci, la manutenzione e la programmazione degli interventi.

La sua credibilità dipenderà anche dalla capacità di dimostrare che la guida è stata individuata attraverso una procedura trasparente e nel rispetto dei requisiti previsti.

Simiani: «La laguna merita capacità e merito, non lottizzazione»

La conclusione del deputato Pd è un’accusa politica esplicita: «La laguna di Orbetello merita una guida scelta per capacità e merito, non attraverso logiche di lottizzazione».

È la posizione con cui Simiani chiude il suo intervento dopo la risposta ricevuta alla Camera.

Il Ministero, secondo il parlamentare, ha confermato l’esistenza della procedura e non ha smentito la terna, ma non ha fornito le spiegazioni richieste sui criteri di selezione e sulle verifiche professionali.

La domanda che resta aperta, a pochi giorni dalla scadenza per l’intesa con la Regione, è dunque una: quali elementi documentali hanno portato il Ministero a scegliere proprio quei tre candidati per guidare il Consorzio della laguna di Orbetello?

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