Grosseto, riapre il locale: protestano i residenti | MaremmaOggi Skip to content

Riapre il locale già chiuso dalla Questura, residenti esasperati: «Notte da incubo»

Musica fino alle 6.30, schiamazzi e persone ubriache in via Cesare Battisti. Dopo la sospensione del 2025 torna la protesta: «Vogliamo dormire e sentirci sicuri»
Una macchina dei carabinieri in via Cesare Battisti
Una macchina dei carabinieri in via Cesare Battisti

GROSSETO. La musica a tutto volume fino alle 6.30 del mattino, le urla in strada, le persone ubriache e la sporcizia davanti alle abitazioni. Per alcuni residenti di via Cesare Battisti, nel centro di Grosseto, quella tra sabato 7 e domenica 8 novembre è stata un’altra notte insonne. E la paura, adesso, è che con la riapertura del locale notturno al civico 99 torni anche tutto quello che per anni ha reso difficile la vita di chi abita in quel tratto di strada.

A denunciare la situazione è una residente, che si fa portavoce del disagio di chi vive nella zona e si rivolge alle istituzioni chiedendo controlli e interventi concreti.

«Sono bastati pochi giorni dalla riapertura del locale per farci capire che rischiamo di rivivere tutto ciò che abbiamo già sopportato – racconta –. La notte tra il 7 e l’8 novembre non è stata un episodio isolato, ma il ritorno di una situazione che conosciamo fin troppo bene e che nessuno sembra intenzionato a risolvere».

Il precedente: la chiusura disposta dalla Questura nel 2025

E che in via Cesare Battisti ci siano già stati problemi non è soltanto una sensazione dei residenti. Il 12 maggio 2025 la Questura aveva disposto la sospensione per 15 giorni della licenza del circolo privato Starlight, dopo una serie di controlli effettuati anche in seguito alle denunce e agli esposti presentati dagli abitanti della zona.

Come raccontato all’epoca da MaremmaOggi, il provvedimento era stato notificato ai gestori dalla Divisione polizia amministrativa e di sicurezza della Questura insieme alla polizia municipale.

Durante gli accertamenti, le forze dell’ordine avevano verificato che nel circolo venivano servite bevande alcoliche anche a persone che non risultavano socie, in violazione delle norme che disciplinano la somministrazione nei circoli privati. I controlli avevano inoltre fatto emergere situazioni di degrado e insicurezza, tanto da portare alla sospensione dell’attività.

Un precedente documentato, dunque, che oggi torna d’attualità con la nuova denuncia dei residenti e pone interrogativi sulle condizioni in cui il locale ha ripreso a funzionare.

«Risse, schiamazzi e persone che entravano nelle nostre proprietà»

Secondo il racconto degli abitanti, i problemi non si sono mai limitati alla musica troppo alta. In passato, sostengono, quel tratto di via Cesare Battisti sarebbe stato teatro di episodi ben più preoccupanti.

«Durante il precedente periodo di attività del locale abbiamo assistito a episodi gravissimi: musica ad altissimo volume fino alle sei del mattino, persone visibilmente ubriache, schiamazzi, risse e persino episodi di violenza con armi da taglio».

La residente racconta anche di persone che avrebbero urinato sui cancelli, forzato gli ingressi delle proprietà private e utilizzato le corti delle abitazioni per consumare rapporti sessuali. Episodi denunciati nella lettera, sui quali non sono al momento disponibili riscontri indipendenti, ma che restituiscono il clima di esasperazione di chi abita nella strada.

«Non stiamo parlando soltanto di disturbo della quiete pubblica, ma di una situazione che ha compromesso la nostra sicurezza e la possibilità di vivere serenamente nelle nostre abitazioni».

E quanto accaduto nella notte appena trascorsa, secondo i residenti, sembra aver riportato indietro le lancette dell’orologio.

«Musica ad altissimo volume fino alle 6.30 del mattino, accompagnata da schiamazzi continui, persone visibilmente ubriache e sporcizia lasciata ovunque. Ancora una volta siamo stati costretti a trascorrere una notte insonne, senza poter riposare nelle nostre abitazioni».

Gli esposti e la richiesta di maggiori controlli

A pesare, oltre ai disagi, è la sensazione di non essere ascoltati. La residente racconta che negli anni gli abitanti si sono rivolti più volte alle forze dell’ordine e hanno anche raccolto firme per un esposto alla Prefettura, senza ottenere, a suo dire, una soluzione duratura.

«La cosa più sconfortante è il senso di totale abbandono da parte delle istituzioni», scrive, ricordando gli interventi delle pattuglie che, secondo quanto osservato dai residenti, non sarebbero stati sufficienti a riportare la tranquillità.

Adesso la richiesta è rivolta direttamente al Comune di Grosseto, alla Prefettura, alla Questura e alle altre autorità competenti. Gli abitanti chiedono controlli mirati, soprattutto nelle ore notturne e durante i fine settimana, verifiche sulle autorizzazioni, sugli orari di apertura e sul rispetto dei limiti acustici.

«Ci chiediamo come sia possibile che un’attività già al centro di simili problematiche possa riaprire senza che vengano garantiti controlli efficaci e il rispetto dei diritti di chi abita nella zona. Chi tutela i residenti? Chi verifica il rispetto degli orari, dei limiti acustici e delle autorizzazioni?».

«Non siamo contro il divertimento, vogliamo soltanto vivere tranquilli»

La protesta, precisano i residenti, non è rivolta contro chi vuole trascorrere una serata fuori, né contro la provenienza delle persone che frequentano il locale. Il problema è la convivenza tra il divertimento notturno e il diritto di chi abita nella strada a dormire e sentirsi al sicuro nella propria casa.

«Non chiediamo privilegi e non abbiamo nulla contro la nazionalità o la provenienza di chi frequenta la zona. Chiediamo semplicemente che chiunque rispetti le regole e che venga tutelato il diritto dei cittadini alla sicurezza, al riposo e alla tranquillità nelle proprie case».

Ma dopo anni di segnalazioni, e soprattutto dopo il precedente provvedimento della Questura, le rassicurazioni non bastano più.

«Siamo esasperati. Non possiamo continuare a vivere così, né possiamo accettare che il diritto al divertimento di alcuni prevalga sistematicamente sul diritto al riposo, alla sicurezza e alla dignità di chi in questa strada vive ogni giorno».

Ora la questione torna sul tavolo delle istituzioni. C’è da chiarire se l’attività attuale sia gestita dagli stessi soggetti raggiunti dal provvedimento del maggio 2025, quali autorizzazioni siano in vigore e se siano già previsti controlli dopo le nuove segnalazioni.

Perché, come scrivono i residenti in chiusura del loro appello, «non vogliamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile».

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