GROSSETO. Il cassonetto sotto casa è pieno, ma quello vicino al luogo di lavoro è disponibile? D’ora in poi, con la stessa tessera, sarà possibile utilizzare anche quest’ultimo. Oppure un’altra postazione lungo il tragitto quotidiano, senza dover necessariamente tornare nel quartiere di residenza per conferire i rifiuti.
È la novità annunciata dal Comune di Grosseto, che ha deciso di superare il sistema delle microaree, eliminando il vincolo che fino a oggi obbligava ogni utenza a utilizzare soltanto un numero limitato di postazioni informatizzate, generalmente da due a quattro.
Una semplificazione destinata a incidere sulle abitudini quotidiane di migliaia di cittadini, presentata dal sindaco e dall’assessora all’Ambiente Erika Vanelli.
Ma quella che per l’amministrazione comunale rappresenta una svolta nella gestione della raccolta differenziata, per l’opposizione è soprattutto la correzione tardiva di un errore.
A sollevare la questione è Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta, che ricorda come la limitazione territoriale fosse stata introdotta proprio dall’amministrazione e punta il dito contro un’altra promessa rimasta irrealizzata: la tariffa puntuale, che dovrebbe legare almeno una parte della Tari alla quantità di rifiuti effettivamente conferiti.
Come cambia la raccolta dei rifiuti a Grosseto
Il cambiamento è semplice, almeno per quanto riguarda i cittadini.
La tessera già utilizzata per aprire i cassonetti informatizzati continuerà a funzionare, ma non sarà più associata esclusivamente alle postazioni della microarea di appartenenza.
Ogni utenza potrà utilizzare tutte le postazioni abilitate del territorio comunale, scegliendo quella più comoda. Non sarà quindi necessario richiedere una nuova carta, né cambieranno le regole per la corretta separazione dei rifiuti.
Resterà invece attivo il sistema di identificazione delle utenze: gli accessi e i conferimenti continueranno a essere registrati attraverso la tecnologia installata sui contenitori.
La maggiore libertà di scelta potrebbe però modificare la distribuzione dei rifiuti tra le diverse postazioni. Alcuni cassonetti, per esempio quelli situati lungo le principali direttrici di traffico o vicino ai luoghi di lavoro, potrebbero essere utilizzati più frequentemente rispetto al passato.
Per questo Comune e gestore dovranno monitorare i flussi e valutare eventuali modifiche alle frequenze di svuotamento e, dove necessario, alla capacità dei contenitori.
L’obiettivo dichiarato è evitare sovraccarichi e accumuli di rifiuti, mantenendo il servizio efficiente anche dopo l’eliminazione dei vincoli territoriali.
«Basta vincoli inutili, diamo fiducia ai grossetani»
Il sindaco rivendica la decisione come un ulteriore passo avanti nella riorganizzazione del servizio. «Basta vincoli inutili. Adesso diamo fiducia e libertà ai grossetani», dice il primo cittadino.
Poi pone una domanda che diventerà immediatamente il punto centrale della polemica politica.
«Perché un cittadino che paga regolarmente la Tari e fa correttamente la raccolta differenziata deve essere obbligato a utilizzare soltanto due o tre postazioni? – si chiede – Perché non dovrebbe poter gettare i propri rifiuti vicino al luogo di lavoro, tornando a casa o mentre si trova in un’altra zona della città?».
Secondo il sindaco, il sistema delle microaree aveva avuto una funzione nella fase iniziale della riorganizzazione, quando era necessario introdurre regole precise, costruire un nuovo modello di raccolta e abituare progressivamente i cittadini all’utilizzo delle isole ecologiche informatizzate.
Adesso, sostiene, le condizioni sono cambiate.
«Una buona amministrazione deve anche avere il coraggio di cambiare ciò che può essere migliorato – spiega – Noi non vogliamo complicare la vita ai cittadini. Vogliamo semplificarla».
La raccolta differenziata dal 37 al 72 per cento
A sostegno della scelta, l’amministrazione porta i dati relativi alla crescita della raccolta differenziata. Secondo i numeri illustrati dal Comune, Grosseto è passata dal 37% del 2018 al 72% del 2026, quasi raddoppiando la percentuale di rifiuti differenziati.
Un risultato che il sindaco attribuisce agli investimenti realizzati, alla riorganizzazione del servizio e soprattutto alla collaborazione dei cittadini.
Negli anni sono state introdotte le postazioni informatizzate, ampliate le modalità di raccolta e potenziate le infrastrutture, fino alla realizzazione del nuovo Centro comunale di raccolta.
Per l’amministrazione, proprio il funzionamento del sistema e la disponibilità di dati sui conferimenti consentono oggi di superare una rigidità che in passato era stata considerata necessaria.
«Dal 37 al 72 per cento abbiamo dimostrato che Grosseto sa cambiare. Adesso dimostriamo che sa anche innovare e semplificare», afferma il sindaco.
Vanelli: «Più libertà non significa meno controlli»
L’assessora all’Ambiente Erika Vanelli sottolinea soprattutto gli aspetti organizzativi della novità. Il superamento delle microaree, spiega, non comporterà l’abbandono dei sistemi di controllo introdotti negli ultimi anni.
«La novità fondamentale è che maggiore libertà non significa minore controllo – dice – Le tessere continueranno a identificare le utenze e i sistemi informatizzati consentiranno di monitorare l’utilizzo dei contenitori, analizzare i flussi e intervenire tempestivamente dove necessario».

Il Comune dovrà verificare se la possibilità di scegliere liberamente le postazioni produrrà una concentrazione dei conferimenti in alcune zone della città.
«Saremo quindi in grado, insieme al gestore, di adeguare le frequenze di svuotamento e, dove necessario, la capacità dei contenitori, con l’obiettivo di evitare sovraccarichi e garantire il decoro urbano».
L’assessora richiama anche il ruolo del nuovo Centro comunale di raccolta, destinato ad ampliare le possibilità di conferimento per le diverse tipologie di rifiuti.
La collaborazione dei cittadini, aggiunge, continuerà a essere determinante per il funzionamento del servizio.
De Martis: «Una svolta storica? Hanno eliminato un vincolo imposto da loro»
L’annuncio del Comune non convince però Carlo De Martis, che contesta soprattutto il modo in cui la novità è stata presentata.
Il capogruppo di Grosseto Città Aperta parte proprio dalla domanda formulata dal sindaco: perché un cittadino dovrebbe essere obbligato a utilizzare soltanto due o tre postazioni?
«Una domanda sacrosanta, che però dovrebbe rivolgere a sé stesso: quel vincolo è stato introdotto e mantenuto proprio dalla sua amministrazione», replica De Martis.

L’esponente dell’opposizione richiama quanto emerso nella commissione consiliare del 7 ottobre, durante la quale, a seguito di una sua richiesta, sarebbe stato confermato un particolare significativo.
«Grosseto è stato l’unico Comune dell’Ato Toscana Sud a limitare l’uso delle tessere a poche postazioni sotto casa. Altrove il sistema è stato organizzato fin dall’inizio con maggiore flessibilità, senza limitazioni».
Una circostanza che, secondo De Martis, rende ancora più discutibile la scelta di presentare l’eliminazione delle microaree come una conquista amministrativa.
«Dopo anni di disagi e ripetute sollecitazioni delle opposizioni, si corregge finalmente una scelta sbagliata. Bene. Ma trasformare la rimozione di un problema creato da sé in un’impresa epocale è francamente grottesco».
Il punto politico è evidente: l’opposizione non contesta la possibilità di utilizzare tutti i cassonetti abilitati, anzi considera positiva la novità. Contesta però che siano stati necessari anni per arrivare a una soluzione che, a suo giudizio, avrebbe potuto essere adottata fin dall’inizio.
La tariffa puntuale promessa dal 2016 e mai partita
Ma la critica di De Martis non si ferma alle microaree. Il capogruppo di Grosseto Città Aperta riporta l’attenzione sulla tariffa puntuale, il sistema che dovrebbe consentire di commisurare una parte della Tari ai rifiuti effettivamente conferiti, incentivando la riduzione dei rifiuti indifferenziati e comportamenti più virtuosi.
Un obiettivo che, secondo la ricostruzione dell’opposizione, accompagna l’amministrazione Vivarelli Colonna fin dal primo mandato.
De Martis ricorda infatti che la tariffa puntuale era stata promessa nel programma elettorale del 2016.
Nel 2018, aggiunge, l’allora assessora all’Ambiente Simona Petrucci ne aveva annunciato l’applicazione entro quattro anni.
Nel 2021 il progetto era stato nuovamente inserito tra gli obiettivi di mandato, mentre nel luglio 2025 il sindaco era tornato a parlarne.
Eppure, nell’ottobre 2026, la tariffa puntuale non è ancora entrata in vigore.
«Siamo nell’ottobre 2026 e, come confermato ancora nella stessa Commissione, la tariffa puntuale non è partita. Dieci anni di promesse, nessun risultato su questo fronte», afferma De Martis.
È proprio questo, secondo il capogruppo di Grosseto Città Aperta, il nodo che dovrebbe essere al centro del dibattito sulla gestione dei rifiuti.
Perché la possibilità di utilizzare una postazione diversa da quella assegnata migliora la comodità del servizio, ma non modifica il sistema con il quale viene calcolata la tariffa pagata dai cittadini.
La tariffazione puntuale, invece, rappresenterebbe un cambiamento più profondo nel rapporto tra produzione dei rifiuti e costi sostenuti dalle utenze.
La vera sfida adesso è far funzionare il nuovo sistema
Al di là dello scontro politico, la novità annunciata dal Comune apre una fase importante per la gestione dei rifiuti a Grosseto.
Per i cittadini significa soprattutto poter scegliere dove conferire, senza dover rispettare una suddivisione territoriale rigida.
Per il gestore e per l’amministrazione, invece, comporta la necessità di verificare come cambieranno le abitudini e se alcune postazioni finiranno per ricevere quantità di rifiuti superiori a quelle attuali.
È su questo terreno che si misurerà l’efficacia concreta della decisione.
La libertà di utilizzare tutti i cassonetti abilitati sarà un vantaggio reale se sarà accompagnata da svuotamenti adeguati, contenitori disponibili e un servizio capace di rispondere ai nuovi flussi.
Resta inoltre aperta la questione della tariffa puntuale, sulla quale l’opposizione chiede di passare dagli annunci ai fatti.
De Martis chiude il suo intervento con una battuta che riassume il senso della polemica.
«Prima si impone un vincolo inutile, poi lo si elimina e infine si convoca una conferenza stampa per autocelebrarsi. Altro che svolta storica: la vera rivoluzione sarebbe mantenere le promesse».
La nuova tessera, intanto, promette di rendere più semplice un gesto quotidiano per migliaia di grossetani. Ma la discussione politica dimostra che, attorno ai cassonetti, la partita sulla gestione dei rifiuti è tutt’altro che chiusa.




