GROSSETO. Nel 2021 erano 110mila euro, nel 2026 sono diventati 493mila. Cinque anni nei quali, sommando gli stanziamenti annuali della voce relativa alle competenze dello staff del sindaco e degli assessori, si arriva a un milione e 854mila euro. E se si aggiungono carburanti, straordinari e rimborsi per missioni, il totale delle cifre riportate nella tabella sale a oltre 2,28 milioni.
Sono i numeri dai quali parte il nuovo attacco del Partito democratico di Grosseto all’amministrazione, riportando al centro della discussione politica i costi delle strutture di supporto alla giunta e le priorità del bilancio comunale.
Un attacco che arriva a pochi giorni dalla polemica sollevata dal consigliere Giacomo Cerboni e dalla replica del sindaco, che aveva contestato proprio il modo nel quale venivano presentati i numeri. Per il Pd, però, la questione va oltre la contabilità. «Per la corte i soldi si trovano sempre, per la città molto meno», è l’accusa che il gruppo consiliare rivolge all’amministrazione.
E il confronto viene costruito soprattutto intorno a una domanda: mentre aumentano le risorse riportate nei capitoli di spesa collegati allo staff e alle segreterie degli amministratori, quali risposte vengono date alle necessità dei cittadini?
Dai 110mila euro del 2021 ai 493mila del 2026
A riaccendere la discussione è una tabella diffusa dal consigliere Giacomo Cerboni, già assessore al Bilancio e al Personale durante il primo mandato. La ricostruzione confronta le spese dal 2017 al 2026, distinguendo diverse voci: carburanti per la polizia municipale e le auto di rappresentanza, straordinari, rimborsi missioni e competenze dello staff del sindaco e degli assessori.
Il dato sul quale il Pd insiste maggiormente riguarda proprio quest’ultima voce.
Nel 2017 le competenze ammontavano a 180mila euro, nel 2021 erano scese a 110mila, mentre dal 2022 la cifra riportata dalla tabella è salita a 292mila euro.
Poi l’incremento è proseguito: 307mila nel 2023, 358mila nel 2024, 404mila nel 2025, fino ai 493mila previsti per il 2026.
La somma degli importi dal 2022 al 2026 è di 1.854.000 euro.
È necessario, però, chiarire la natura di questi numeri: la voce riguarda le competenze dello staff del sindaco e delle segreterie degli assessori, comprende funzioni diverse e, per il 2026, rappresenta uno stanziamento di bilancio, non necessariamente una spesa già sostenuta. Una distinzione importante, perché proprio sulla composizione del capitolo si concentra la difesa dell’amministrazione comunale.
I numeri essenziali della tabella
| Anno | Competenze staff e assessori | Totale di tutte le voci |
|---|---|---|
| 2021 | 110.000 € | 181.000 € |
| 2022 | 292.000 € | 372.000 € |
| 2023 | 307.000 € | 399.500 € |
| 2024 | 358.000 € | 442.000 € |
| 2025 | 404.000 € | 486.000 € |
| 2026 | 493.000 € | 581.000 € |
La tabella: nel 2026 il totale arriva a 581mila euro
Il prospetto pubblicato da Cerboni contiene anche un secondo dato. Considerando tutte le voci indicate, il totale passa dai 181mila euro del 2021 ai 581mila del 2026. La differenza è di 400mila euro.
Nel dettaglio, per il 2026 la tabella riporta 39mila euro di carburante per la polizia municipale, 16mila per le auto di rappresentanza, 2mila di straordinari per lo staff del sindaco, 5mila per gli addetti stampa e i portavoce, 18mila per il personale di rappresentanza e mille per le relazioni internazionali.
A questi si aggiungono 4mila euro di rimborsi missioni per gli amministratori, 1.500 euro per gli autisti di rappresentanza e altrettanti per le relazioni internazionali.
Infine, i 493mila euro della voce competenze. Il totale di 581mila euro riguarda quindi una pluralità di spese e funzioni amministrative, alcune delle quali non sono riconducibili direttamente allo staff personale del sindaco.
Il significato politico del confronto, secondo il Pd, resta però quello della crescita delle risorse destinate a queste attività rispetto al primo mandato.
Il Pd: «La scuola è stata inaugurata, ma il giardino non è pronto»
Per spiegare il senso della propria contestazione, il gruppo consiliare democratico sceglie un esempio concreto: la nuova scuola elementare di via Monte Bianco. L’edificio, realizzato attraverso un investimento complessivo vicino agli undici milioni di euro, è stato inaugurato il 15 settembre.
Un’opera importante per la città, sulla quale però il Pd punta il dito per una parte degli interventi che, secondo il gruppo, devono ancora essere completati. «I bambini il giardino lo vedono ancora dalla finestra», denunciano i consiglieri democratici.
Secondo quanto riferisce l’opposizione, per sistemare l’area esterna servirebbero circa 100mila euro, risorse che non sarebbero ancora state individuate.
Il gruppo consiliare contrappone così la rapidità con la quale vengono finanziate le spese legate allo staff alle difficoltà che, a suo giudizio, emergono quando si tratta di completare opere e servizi destinati ai cittadini.
Dalle torri faro del baseball alle strade: l’elenco delle priorità contestate
La scuola di via Monte Bianco non è l’unico esempio utilizzato dall’opposizione. Il gruppo democratico richiama le torri faro del baseball, la pista da hockey, le palestre scolastiche, i palazzetti dello sport e i campi delle frazioni, oltre all’ex centro canottaggio di Istia. Una serie di strutture per le quali vengono denunciati interventi attesi, manutenzioni insufficienti o situazioni di difficoltà.
Ma l’attacco si estende anche ai servizi sociali. Il Pd cita le famiglie in difficoltà con il pagamento dell’affitto, quelle sottoposte a sfratto, il dormitorio e gli interventi destinati alle persone più fragili.
Infine, le condizioni delle strade, sia nei quartieri sia nelle frazioni.
Il ragionamento politico è che un bilancio comunale non debba essere valutato soltanto sulla legittimità delle singole spese, ma sulle priorità che esprime. Ed è su questo terreno che il Partito democratico intende portare lo scontro con la maggioranza.
Vivarelli Colonna aveva già replicato: «I numeri vanno spiegati»
La polemica, in realtà, era cominciata nei giorni precedenti. Il 27 ottobre il sindaco aveva risposto direttamente alle contestazioni del consigliere Giacomo Cerboni, accusando l’opposizione di presentare una lettura parziale dei dati di bilancio. Il primo cittadino aveva spiegato che il capitolo 30070, denominato Competenze staff sindaco e segreteria assessorati, non comprende esclusivamente lo staff del sindaco.
Secondo la ricostruzione fornita dall’amministrazione, nello stanziamento di 493.040 euro per il 2026 figurano anche 106.900 euro per le segreterie degli assessorati, 49.700 euro per gli autisti e 73.400 euro per l’Ufficio Relazioni internazionali e Cooperazione territoriale.
In quest’ultima voce sono compresi anche 25mila euro per un dottorato del programma Dottorati InPA, che il Comune indica come interamente finanziati dal Dipartimento della Funzione pubblica.
Il sindaco aveva inoltre precisato che l’incremento di 43mila euro contestato da Cerboni comprende, secondo l’amministrazione, quei 25mila euro coperti da finanziamento ministeriale e 18mila destinati agli stanziamenti per una parte degli arretrati contrattuali.
Il sindaco aveva anche annunciato una riorganizzazione contabile delle funzioni e il venir meno di una figura esterna destinata alla comunicazione, con un risparmio annuo stimato dal Comune in 37mila euro. La tesi del sindaco è dunque che non sia corretto attribuire l’intero importo di 493mila euro al suo staff personale, perché il capitolo raccoglie spese riferite a più servizi.
Il Pd insiste: «Sappiamo che i capitoli sono diversi, ma contano le scelte»
Il nuovo comunicato del Partito democratico risponde proprio a questa obiezione. I consiglieri anticipano la possibile replica dell’amministrazione, riconoscendo che le singole voci appartengono a capitoli differenti e che non tutte le risorse possono essere semplicemente spostate da una destinazione all’altra. Ma sostengono che la questione sia prima di tutto politica.
«Lo sappiamo, non abbiamo l’anello al naso, e rispettiamo chi ci lavora ma alla fine il bilancio è fatto di scelte e la questione politica è una sola: quando si parla dello staff del sindaco, questo sembra diventare una priorità».
È il cuore dell’attacco. Il Pd non chiede di licenziare i dipendenti delle strutture di supporto e non contesta, almeno nel comunicato, la legittimità generale dell’esistenza di uno staff.
Contesta invece la dimensione della spesa e il rapporto tra quelle risorse e le esigenze della città.
La polemica sulla comunicazione istituzionale
Un altro capitolo riguarda la comunicazione. Secondo il gruppo consiliare democratico, la presenza di una struttura di supporto così articolata non si tradurrebbe in un’adeguata valorizzazione delle attività e dei servizi del Comune.
L’opposizione cita in particolare la pagina Instagram istituzionale, sostenendo che sarebbe rimasta ferma agli auguri di Natale dell’anno precedente. E lamenta una comunicazione concentrata soprattutto sui comunicati stampa, con poco spazio per la promozione del territorio e delle iniziative organizzate da associazioni e scuole.
È una critica che il Pd collega direttamente alla distinzione tra comunicazione istituzionale e visibilità personale del sindaco. «Uno staff pagato con i soldi di tutti dovrebbe far conoscere Grosseto e spiegare servizi, lavori e decisioni, non occuparsi solo dell’immagine del sindaco».
Su questo terreno resta da verificare in modo puntuale l’attività dei diversi canali ufficiali dell’ente e quali funzioni di comunicazione siano effettivamente attribuite al personale compreso nei capitoli di spesa contestati.
Le proposte: tetti di spesa e una relazione annuale in Consiglio
Il gruppo consiliare del Partito democratico accompagna le critiche con alcune proposte. La prima riguarda l’introduzione di tetti di spesa chiari per lo staff del sindaco e per le strutture di supporto degli assessori, da sottoporre alla discussione del consiglio comunale.
La seconda è destinare maggiori risorse a progetti rivolti ai giovani e alle scuole, oltre a rafforzare la comunicazione istituzionale e la promozione del territorio.
Infine, il Pd propone una relazione pubblica annuale in consiglio comunale, attraverso la quale rendere conto del personale impiegato nello staff, dei criteri di selezione e delle attività svolte.
Una richiesta che mira a spostare la discussione dal solo costo delle strutture al loro funzionamento e ai risultati prodotti. «Nessuno vuole togliere il lavoro a nessuno ma vogliamo un’amministrazione che progetta, non una che si fa i complimenti da sola», conclude il gruppo democratico.
Una battaglia sui numeri, ma soprattutto sulle priorità
Il confronto tra maggioranza e opposizione è destinato a proseguire. Da una parte c’è il Pd, che richiama la crescita delle cifre riportate nella tabella e chiede di riportare al centro scuole, manutenzioni, impianti sportivi e servizi sociali.
Dall’altra c’è la posizione già espressa dal sindaco, secondo il quale gli importi contestati comprendono attività diverse e non possono essere presentati come se rappresentassero esclusivamente il costo del suo staff personale.
I due aspetti non si escludono necessariamente: la tabella fotografa un aumento degli stanziamenti nelle voci considerate, mentre la ripartizione delle competenze amministrative è essenziale per capire quali spese siano effettivamente riferibili a ciascuna funzione.
Per ricostruire in modo completo l’evoluzione dei costi servirebbero i rendiconti degli importi effettivamente spesi, la distribuzione del personale per funzione e un confronto omogeneo con le strutture organizzative degli anni precedenti.
Intanto la discussione entra nel vivo.
E per Grosseto la questione sollevata dal Pd è destinata ad andare oltre il numero dei dipendenti dello staff: quali spese considera prioritarie il Comune, quali servizi riesce a garantire e come rende conto ai cittadini delle proprie scelte?
È su questo terreno, più che sulla sola somma delle cifre, che si giocherà il prossimo confronto politico.




