ALBERESE. Aveva attraversato il mondo guardandolo attraverso l’obiettivo di una telecamera, raccontando eventi e appuntamenti internazionali, fino alle Olimpiadi invernali di Sochi. Ma c’era un luogo al quale Giancarlo Curielli era rimasto profondamente legato, ed era Alberese, il paese dove era cresciuto, aveva giocato a calcio da ragazzo e al quale, tanti anni dopo, aveva restituito un pezzo della sua storia attraverso vecchie immagini recuperate e montate con la pazienza di chi conosce il valore dei ricordi.
Giancarlo Curielli è morto nel sonno, all’età di 78 anni. La notizia della sua scomparsa, avvenuta venerdì 9 ottobre, ha colpito la comunità di Alberese e quanti lo avevano conosciuto durante la sua lunga attività professionale nel mondo della televisione.
Era nato nel 1948 e aveva cominciato a lavorare come cameraman a Telemaremma, prima di proseguire la carriera con una grande agenzia milanese, che lo aveva portato a seguire eventi in diverse parti del mondo.
Da Telemaremma alle Olimpiadi invernali di Sochi
La sua era stata una vita trascorsa in buona parte dietro una telecamera, un mestiere che richiede sensibilità, capacità di osservazione e prontezza nel cogliere un momento destinato a diventare immagine.
Dalla televisione locale era arrivato alle grandi produzioni, lavorando per un’agenzia di Milano e partecipando alle riprese di appuntamenti internazionali.
Tra le esperienze ricordate da chi lo conosceva ci sono anche le Olimpiadi invernali di Sochi, in Russia, disputate nel 2014.
Un percorso professionale che lo aveva portato lontano dalla Maremma, senza però cancellare il rapporto con Alberese, con le persone e con gli ambienti sportivi che avevano accompagnato la sua giovinezza.
Quando lo chiamavano Zanzara e giocava nell’Alberese
Prima delle telecamere e dei viaggi di lavoro, c’era stato il calcio.
Negli anni Sessanta Giancarlo aveva indossato la maglia dell’Alberese e in campo tutti lo conoscevano con un soprannome particolare: Zanzara.
Un nome rimasto legato ai ricordi di quella stagione del calcio paesano, quando le squadre erano anche luoghi di incontro e di appartenenza, e le partite della domenica scandivano la vita delle piccole comunità.
Quel mondo Curielli non lo aveva dimenticato. Anzi, molti anni dopo aveva contribuito a farlo rivivere.
I vecchi filmati che avevano fatto rivivere 75 anni di calcio
Nel settembre 2022, in occasione dei festeggiamenti per i 75 anni dell’Alberese, era stato proprio Giancarlo Curielli a dare un contributo particolare alla serata organizzata dalla società bianconera.
Aveva recuperato filmati d’epoca, alcuni risalenti addirittura agli anni Sessanta, e li aveva montati in un video che era stato proiettato durante la manifestazione.
Un lavoro che aveva riscosso grande apprezzamento, perché attraverso quelle immagini erano tornati a vivere giocatori, dirigenti, partite e momenti di un calcio che apparteneva ormai alla memoria collettiva del paese.
La festa aveva riunito generazioni diverse di sportivi e appassionati, celebrando una società che rappresenta un pezzo importante della storia di Alberese. E in quella serata, accanto alle premiazioni e ai racconti dei protagonisti, c’erano anche le immagini custodite e recuperate da Curielli.
Un modo per riportare il suo mestiere di cameraman proprio dove tutto era cominciato, tra le persone e i luoghi della sua giovinezza.
Il ritorno da Ischia e la morte improvvisa
Negli ultimi anni Giancarlo aveva affrontato momenti difficili. Prima la perdita della moglie Rosetta, poi una grave malattia che era riuscito a superare. Aveva però continuato a guardare avanti, conservando progetti e voglia di vivere.
Era appena rientrato da un soggiorno termale a Ischia e venerdì 9 ottobre era atteso a pranzo dal cognato Pino Pisicchio, giornalista di Grosseto Sport, insieme al figlio Gabriele.
A dare l’allarme è stato un familiare, preoccupato perché non lo aveva visto in giro per Alberese. Entrato nella sua abitazione, lo ha trovato senza vita nel letto. La morte lo aveva sorpreso durante il sonno.
Il ricordo di una vita tra immagini e radici
La notizia della scomparsa è stata pubblicata da Grosseto Sport, che ha espresso il proprio cordoglio alla sorella Lina, ai familiari e alle persone che gli erano vicine.
Resta il ricordo di un uomo che aveva fatto delle immagini il proprio mestiere, lavorando lontano dalla Maremma e seguendo appuntamenti di rilievo internazionale, ma che aveva continuato a custodire un legame speciale con Alberese.
E forse è proprio nel filmato realizzato per i 75 anni della squadra che si ritrova uno degli aspetti più belli della sua storia: un cameraman abituato a raccontare il mondo che, tornando alle immagini della propria giovinezza, aveva scelto di raccontare anche il suo paese.



