GROSSETO. La replica del Comune non chiude il caso delle fidejussioni sugli impianti sportivi. Anzi, riaccende lo scontro politico. Dopo la nota dell’amministrazione e le parole del sindaco, il consigliere comunale del gruppo misto Giacomo Cerboni torna sulla vicenda contestando la ricostruzione fornita da Palazzo Comunale.
«Non sto cercando visibilità – sostiene Cerboni –. Stiamo parlando di una questione amministrativa seria che riguarda garanzie prestate dal Comune e quindi potenziali rischi per le casse pubbliche».
«Le risposte delle banche c’erano già»
Il punto centrale della contestazione riguarda le informazioni fornite durante la commissione bilancio. Secondo Cerboni, durante la seduta il dirigente Rino Festeggiato avrebbe spiegato che non erano ancora arrivate risposte formali da parte degli istituti di credito sulle situazioni oggetto di verifica.
«Bastava riascoltare la registrazione della commissione per verificare quanto è stato detto – afferma il consigliere –. Per questo ritengo che la ricostruzione successiva dell’amministrazione non corrisponda a quanto effettivamente emerso durante i lavori». Le sedute delle commissioni, infatti, vengono registrate e le registrazioni sono conservate dall’ufficio della presidenza del consiglio. Cerboni ha l’estratto, circa due minuti, in cui si ascoltano le risposte.
L’esponente del gruppo misto sostiene che, attraverso un successivo accesso agli atti, siano emerse comunicazioni bancarie già datate 16 febbraio 2026, circostanza che dimostrerebbe come gli uffici fossero già in possesso di elementi formali diversi mesi prima.
I due impianti al centro delle verifiche
Cerboni precisa che le verifiche iniziali riguardavano due situazioni specifiche. La prima è quella del palazzetto di via Lago di Varano, per il quale il mutuo garantito dal Comune era riferito alla società Atlante, per l’attività di calcio a 5. E, a dire il vero, su questo caso la banca aveva già inviato una segnalazione a gennaio.
La seconda riguarda invece il palazzetto di via Mercurio, utilizzato dai Pattinatori Grosseto per l’attività hockeistica.
Su quest’ultimo impianto, il consigliere sottolinea che non si sarebbe trattato di una morosità tradizionale, ma di una richiesta di sospensione delle rate per due anni, già accolta sia dall’istituto di credito sia dal Comune.
«Il problema è l’inerzia dell’amministrazione»
Cerboni insiste sul fatto che il bersaglio delle sue critiche non siano le società sportive. «Non sto mettendo sotto accusa Atlante o Pattinatori. Il tema è capire che cosa sia stato fatto dall’amministrazione tra febbraio e maggio una volta ricevute le comunicazioni delle banche».
Secondo il consigliere, il rischio riguarda la corretta gestione delle garanzie fidejussorie concesse dal Comune e le possibili conseguenze future sul bilancio dell’ente.
«Il precedente di Roselle ci insegna che quando una fidejussione viene escussa il problema non riguarda soltanto il concessionario ma l’intera collettività. Per questo ritengo che il consiglio comunale dovesse essere informato in modo completo. Non si può pensare che alcune società possano fare attività pagando regolarmente e altre la facciano senza rispettare gli impegni presi. L’Amministrazione questi problemi deve affrontarli, non fare finta di niente».
La richiesta di chiarimenti
Cerboni chiede ora che il Comune spieghi nel dettaglio quali iniziative siano state adottate dal momento in cui sono arrivate le prime comunicazioni degli istituti di credito e che venga effettuata una verifica complessiva di tutte le fidejussioni ancora in essere.
Uno scontro che, dopo la conferenza stampa del consigliere e la replica del sindaco, sembra destinato a proseguire ancora.



