GROSSETO. Trentatré supermercati, praticamente tutte le principali insegne della grande distribuzione presenti sul mercato italiano e una superficie commerciale che, in rapporto agli abitanti della provincia, mette Grosseto al primo posto in Toscana. Eppure, in questa città dove fare la spesa non è certamente un problema, ed è difficile che qualcuno la faccia due volte visto anche come morde il carovita, c’è un grande marchio che continua a mancare: Esselunga.
Un’assenza che potrebbe non durare per sempre, almeno stando alle voci che, con una certa insistenza, sono tornate a circolare in città nelle ultime settimane. Si parla nuovamente di un possibile interesse del colosso della distribuzione per Grosseto, con l’ipotesi di un insediamento nella zona nord, dove potrebbero esserci le condizioni per realizzare un nuovo punto vendita.
Per il momento, però, si tratta soltanto di indiscrezioni. Non risultano annunci ufficiali da parte dell’azienda né elementi sufficienti per parlare di un progetto già definito. Ma il fatto che il nome Esselunga torni periodicamente al centro delle conversazioni non sorprende, considerando che un tentativo di insediamento in città c’era già stato. Poi fallito.
Grosseto è la città dei supermercati
A rendere particolare la situazione grossetana sono soprattutto i numeri. Secondo un’indagine presentata da Confesercenti nel marzo 2025, nel capoluogo maremmano risultavano 33 supermercati, un dato che collocava Grosseto al secondo posto in Toscana per numero di punti vendita, dietro soltanto a Firenze, che ne contava 122.
Ma il primato più significativo riguarda le superfici di vendita di supermercati e ipermercati rapportate alla popolazione provinciale, un indicatore che vede Grosseto al primo posto in Toscana.
Coop, Conad, Carrefour, Pam, Famila, Lidl, Eurospin, Penny, MD, Emi: sono numerose le insegne che si contendono i consumatori grossetani, con supermercati distribuiti praticamente in tutti i quartieri e una presenza particolarmente consistente lungo le principali direttrici di accesso alla città.
Un settore che, secondo i dati diffusi da Confesercenti, occupa circa 1.800 persone a livello provinciale, pari all’1,79% degli occupati complessivi. Numeri che raccontano una realtà nella quale la grande distribuzione ha assunto un peso considerevole, mentre il commercio tradizionale continua a confrontarsi con la riduzione dei negozi di vicinato e con il cambiamento delle abitudini di acquisto.
Ed è proprio in questo mercato, già particolarmente affollato, che potrebbe cercare spazio Esselunga, una delle poche grandi insegne alimentari ancora assenti dal capoluogo.
Il primo tentativo, nell’area dell’ex Baroncini
In realtà Esselunga aveva già manifestato un concreto interesse per Grosseto nel 2022. All’epoca era emersa un’operazione immobiliare relativa all’ex concessionaria Iveco-Baroncini, tra via Aurelia Nord e via Bezzecca, con l’ipotesi di realizzare un supermercato di circa 1.500 metri quadrati.
L’operazione, sulla quale MaremmaOggi aveva pubblicato un articolo il 31 maggio di quell’anno, sembrava destinata ad aprire le porte della città all’insegna fondata dalla famiglia Caprotti.
Ma c’erano alcuni problemi tutt’altro che semplici da risolvere, a cominciare dalla vicinanza al cimitero della Misericordia, con le limitazioni previste dalla normativa sulle fasce di rispetto cimiteriali. A questo si aggiungevano le difficoltà legate alla viabilità, in un quadrante già particolarmente trafficato.
Il progetto, infatti, non si è mai concretizzato e proprio la questione del cimitero rappresentava uno degli ostacoli principali. È quindi difficile immaginare che un eventuale nuovo tentativo possa ripartire da lì, almeno senza risolvere le criticità che avevano accompagnato la prima ipotesi.
Almeno un paio di aree possibili, ma nessuna certezza
Le indiscrezioni che circolano oggi sembrano guardare altrove, sempre con particolare attenzione alla zona nord della città, dove ci sarebbero almeno un paio di aree potenzialmente utilizzabili per un insediamento commerciale di queste dimensioni.
Tra le voci compare anche il riferimento a una superficie commerciale nell’ordine dei 3.000 metri quadrati, ma non ci sono al momento riscontri sufficienti per individuare con certezza un’area o collegare un’autorizzazione esistente a Esselunga.
E soprattutto non è detto che l’eventuale operazione debba necessariamente tradursi nella costruzione di un nuovo supermercato: potrebbe anche trattarsi del recupero di immobili commerciali esistenti o dell’utilizzo di superfici già autorizzate, naturalmente nel rispetto delle norme urbanistiche e commerciali.
Sono possibilità, non progetti accertati.
Sullo sfondo il nuovo Piano operativo
Tutto questo avviene mentre il Comune di Grosseto sta ridisegnando il futuro urbanistico della città. Il nuovo Piano strutturale è stato approvato nel novembre 2025, mentre il Piano operativo, lo strumento che dovrà tradurre le scelte generali in regole concrete per le trasformazioni del territorio, è ancora in fase di elaborazione.
Un percorso che si intreccia con le elezioni amministrative del 2027 e che difficilmente arriverà alla definitiva conclusione prima del voto.
Anche per questo la disponibilità di aree già urbanisticamente compatibili, oppure di strutture commerciali esistenti, potrebbe rappresentare un elemento importante per un eventuale investimento, senza necessariamente dover attendere tutte le scelte del nuovo Piano operativo.
Resta, naturalmente, da capire se dietro le voci ci sia davvero una trattativa concreta oppure soltanto il ritorno di un’ipotesi che accompagna Grosseto ormai da diversi anni.
Una cosa è certa: i supermercati a Grosseto non mancano. Esselunga, invece, continua a essere la grande assente. E proprio per questo, ogni volta che torna a circolare il suo nome, la curiosità si riaccende.
Sempre che qualcuno, a Grosseto, pensi di fare la spesa due volte.




