MASSA MARITTIMA. La protesta degli studenti dell’istituto Lotti di Massa Marittima, che hanno deciso di occupare e autogestire la scuola, trova il sostegno della Flc Cgil Grosseto. Il sindacato si schiera dalla parte delle ragazze e dei ragazzi che chiedono maggiori diritti, spazi, risorse e un futuro migliore, invitando le istituzioni ad ascoltare le loro richieste.
«Ci allacciamo alla protesta e alla mobilitazione studentesca che sta attraversando il territorio, convinti che sia giunto il momento di riconoscere un principio semplice e decisivo: la scuola è dei ragazzi – dice Alessandra Vegni, segretaria della Flc Cgil Grosseto – Ogni volta che un insegnante non viene sostituito si toglie un diritto alle studentesse e agli studenti. Ogni volta che l’insegnamento viene rinchiuso in paletti di programma, che si introducono tetti agli stranieri o si tagliano fondi e risorse, si tolgono libertà e opportunità ai ragazzi».
Per il sindacato, anche la precarizzazione del lavoro scolastico, la mancanza di strumenti adeguati e di spazi fruibili finiscono per penalizzare le nuove generazioni.
«Gli studenti hanno il diritto di essere ascoltati»
La Flc Cgil difende la scelta degli studenti di mobilitarsi, anche di fronte al rischio di essere etichettati come ribelli o di vedere la propria protesta strumentalizzata.
«Non provate a sminuire o additare gli studenti – dice Vegni – Loro sono il futuro e si ricorderanno quello che oggi noi adulti stiamo o non stiamo facendo».
Secondo il sindacato, il dissenso responsabile rappresenta una risorsa per la democrazia e una scuola democratica deve essere capace di ascoltare anche le voci più scomode, dando risposte concrete ai problemi sollevati.
Le richieste degli studenti e l’appello alle istituzioni
La Flc Cgil chiede alla scuola, alle istituzioni e alle forze politiche di aprire un confronto serio e senza pregiudizi con gli studenti del Lotti, affrontando le questioni legate alla sostituzione degli insegnanti, agli organici, alle risorse e agli spazi.
Ma la mobilitazione non riguarda soltanto i problemi quotidiani della scuola. Nel loro manifesto, infatti, gli studenti condannano la militarizzazione delle scuole e le logiche di guerra, chiedendo maggiori investimenti nell’istruzione e un accesso equo allo studio, senza discriminazioni e disuguaglianze.
«Chiediamo di ascoltare le loro istanze e individuare risposte concrete, ma anche e soprattutto di confrontarsi sulle loro idee di società futura», sottolinea Vegni.
«La scuola è di chi ci studia e di chi ci lavora»
Per la segretaria della Flc Cgil, il disagio espresso dagli studenti è condiviso anche da una parte del personale scolastico, che ogni giorno deve fare i conti con le difficoltà del sistema dell’istruzione.
«È l’ora di apprendere tutti che la scuola è di chi ci studia e di chi ci lavora – conclude Vegni – La Flc Cgil Grosseto si schiera dalla parte di chi ha il coraggio di dire no, di scendere in piazza, di occupare una scuola e gridare che “quella scuola è nostra: entrerete solo quando sarete disposti a restituirci il nostro futuro”».
Infine, il sindacato rivolge un appello agli adulti affinché non sminuiscano la mobilitazione e agli studenti perché continuino a manifestare pacificamente.
«La loro protesta è un grido di aiuto. Alle studentesse e agli studenti diciamo solo di mantenere una protesta pacifica, civile e ordinata, tenendo però la barra ferma sui diritti fondamentali: non fateveli portare via da nessuno, soprattutto da chi vi ha preceduto lasciando lungo la strada una lunga scia di errori».




