CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Elegante, sorridente, disponibile. Claudia Gerini si è presa il palco dell’Orto del Lilli e ha regalato a Castiglione della Pescaia il gran finale dell’undicesima edizione della Festa del cinema di mare.
Una chiusura speciale anche per un’altra ragione: l’ultima serata della rassegna è coincisa con il compleanno del direttore artistico Giovanni Veronesi, festeggiato davanti al pubblico che ancora una volta ha riempito l’Orto del Lilli.
Assente Piera Detassis, partita per il Festival internazionale del cinema di Venezia, dove sarà poi raggiunta dallo stesso Veronesi con il suo ultimo film “Dio ride”, a condurre l’incontro con Gerini è stato il critico cinematografico Paolo Mereghetti, protagonista in tutte le serate della Festa con interviste capaci di andare oltre la semplice promozione dei film.

Claudia Gerini, una carriera entrata nell’immaginario italiano
Gerini si è presentata sul palco con un elegante completo blu senza spalline, impreziosito da alcuni gioielli, e ha impiegato pochissimo a entrare in sintonia con il pubblico.
Una carriera, la sua, cominciata giovanissima: nel 1985 vinse Miss Teenager, poi arrivarono le prime esperienze televisive e soprattutto il cinema. A consacrarla presso il grande pubblico è stato il sodalizio con Carlo Verdone, con film diventati parte della commedia italiana come Viaggi di nozze, Sono pazzo di Iris Blond e, anni dopo, Grande, grosso e… Verdone.

Mereghetti ha rotto subito il ghiaccio ricordando uno dei tormentoni più celebri della sua carriera: «Claudia è entrata nell’immaginario italiano “facendolo strano”». Prima risata della serata, poi spazio al cinema e ai ricordi.
«Carlo mi ha fatto sbocciare – ha raccontato Gerini parlando di Verdone – anche se avevo iniziato con Corbucci con Roba da ricchi. Ho fatto tutti i generi e non posso dire con quale mi trovi meglio».
E proprio parlando di Verdone non sono mancati i ricordi più divertenti, compresi quelli legati alle sue celebri fobie per medicine e malattie.
Da Mel Gibson a John Wick
La carriera di Claudia Gerini ha però attraversato generi, registi e produzioni molto diverse tra loro, arrivando anche sui grandi set internazionali.
«Con Mel Gibson ho girato La passione di Cristo ed è stata una vera esperienza», ha raccontato, ricordando anche il provino e l’incontro con il regista.
La conversazione ha toccato poi le esperienze nelle produzioni americane, compresa la partecipazione alla saga di John Wick con Keanu Reeves, ma anche la vita lontano dal set e le sue due figlie, che guardano con interesse al mondo artistico e potrebbero un giorno seguire le orme della madre.
Gerini ha parlato anche dell’amicizia con Massimo Ceccherini, definito «un compagno di viaggio», e dei registi con i quali le piacerebbe lavorare. Tra i nomi citati Paolo Virzì e proprio Giovanni Veronesi.

La torta per Giovanni Veronesi e l’arrivederci al 2027
L’ultima serata è stata anche l’occasione per festeggiare il compleanno di Giovanni Veronesi.
A portare una torta al direttore artistico all’inizio della serata è stata la sindaca di Castiglione della Pescaia Elena Nappi.
Poi, al termine dell’incontro con Claudia Gerini, è arrivato il momento dei saluti. La sindaca ha chiuso ufficialmente l’undicesima edizione della Festa del cinema di mare, dando appuntamento al prossimo anno.
“Largo” vince il Premio Mauro Mancini
La Festa ha proclamato anche i vincitori dei due concorsi dedicati al cinema di mare.
Il Premio Mauro Mancini è andato a “Largo” di Salvatore Scarpa e Max Burgoyne-Moore, cortometraggio che affronta il tema delle migrazioni scegliendo un punto di vista intimo e meno consueto.
Protagonista è un bambino rifugiato, affidato a una famiglia in un piccolo paese del Regno Unito, che si trova ad affrontare da solo un “dopo” segnato da pregiudizi, disprezzo e parole ostili.
La giuria ha apprezzato la capacità dell’opera di affrontare un tema già presente nel percorso del Premio Mancini attraverso una prospettiva differente, affidandosi agli occhi, alle parole e ai gesti di un bambino.
Nella motivazione vengono sottolineate anche la qualità della recitazione e l’originalità della costruzione narrativa, con un incipit particolarmente efficace e un finale definito struggente.
A “Cold Water Sirens” il Premio Guido Parigi
Il Premio Guido Parigi è stato invece assegnato dalla Redazione Giovani della Festa del Cinema di Mare 2026 a “Cold Water Sirens” di Lena Siebertz.
Il documentario racconta un gruppo di amiche unite dalla passione per il surf e disposte ad affrontare il gelo, l’oscurità e le difficoltà dei mari del Nord pur di coltivare il loro amore per questo sport.
La Redazione Giovani ha premiato innanzitutto l’originalità del soggetto e la capacità della regia di valorizzare il realismo dei gesti.
Nella motivazione vengono evidenziati anche il ritmo della narrazione, la presa diretta, la colonna sonora originale e soprattutto una fotografia «immersiva e incisiva», capace di restituire la suggestione dei luoghi attraverso le luci e, ancora di più, le ombre.
Con la proclamazione dei vincitori e l’abbraccio del pubblico a Claudia Gerini e Giovanni Veronesi è così calato il sipario sulla Festa del cinema di mare 2026.






