MASSA MARITTIMA – La fotografia italiana perde uno dei suoi grandi maestri. Franco Fontana è morto ieri, domenica 30 agosto, all’età di 92 anni, nella sua casa di Cognento, nel Modenese, il paese dove era nato nel 1933 e dove aveva scelto di rimanere per tutta la vita. Una scomparsa che lascia un vuoto nel mondo della fotografia e anche a Massa Marittima, città alla quale il suo nome è rimasto profondamente legato.
Il legame con Massa Marittima e il Toscana Foto Festival
Il Comune di Massa Marittima ha espresso cordoglio per la morte del fotografo, ricordandone il ruolo fondamentale nella storia del Toscana Foto Festival, la manifestazione che ha diretto per 23 anni portando in città alcuni tra i più importanti protagonisti della fotografia italiana e internazionale. Fontana ne è stato direttore artistico per molti anni, contribuendo a costruire una kermesse diventata un appuntamento di riferimento per appassionati e professionisti.
Workshop tematici con grandi maestri italiani e stranieri, mostre, proiezioni, incontri con gli autori: il festival trasformava ogni estate Massa Marittima in un luogo di confronto e approfondimento sul linguaggio fotografico. L’esperienza con Fontana alla direzione artistica si era conclusa nel 2016, dopo oltre due decenni.
«Il suo sguardo, il suo insegnamento e la sua idea della fotografia continueranno a vivere nelle immagini e nelle persone che ha ispirato», ha ricordato l’amministrazione comunale, esprimendo vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che hanno avuto modo di conoscerlo.
Una carriera tra mostre, libri e grandi collaborazioni
Fontana è stato uno dei maggiori fotografi italiani della seconda metà del Novecento, conosciuto soprattutto per il suo straordinario uso del colore, diventato una delle cifre distintive della sua ricerca. Aveva iniziato a fotografare nei primi anni Sessanta e la sua carriera professionale era decollata alla fine dello stesso decennio.
Il maestro del colore
Nel corso della sua lunga attività ha realizzato oltre 400 mostre e almeno 60 libri, portando le sue immagini nelle collezioni di importanti musei internazionali e sulle pagine delle più prestigiose riviste. Ha inoltre lavorato per grandi aziende e marchi, tra cui Fiat, Volkswagen, Ferrovie dello Stato, Sony, Volvo, Versace, Canon, Kodak, Snam e Robe di Kappa.
Dalla provincia di Modena ai musei di tutto il mondo
La sua attività non si è limitata però alla produzione artistica e commerciale. Nel 1999, nell’ambito di un progetto del Craf e del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, insegnò fotografia ai bambini delle scuole elementari della città americana. Nel corso degli anni collaborò inoltre con il Centre Georges Pompidou e con i Ministeri della Cultura di Francia e Giappone. Nel 2006 il Politecnico di Torino gli conferì la laurea honoris causa in design.
«Sono stato in tutto il mondo, ma ciò che conta è quello che porti dentro»
Una carriera internazionale che non ha mai cancellato il legame con il luogo d’origine. «Sono stato in tutto il mondo, ma ciò che conta è quello che porti dentro», aveva detto Fontana, sintetizzando una concezione della fotografia profondamente personale, capace di trasformare paesaggi, geometrie e colori quotidiani in immagini riconoscibili e potenti.
Anche Massa Marittima fa parte di ciò che Fontana ha lasciato dietro di sé. Per più di vent’anni il suo lavoro al Toscana Foto Festival ha contribuito a far incontrare la città con generazioni di fotografi e appassionati, creando occasioni di formazione e confronto che hanno segnato la vita culturale del territorio.
«Massa Marittima saluta il grande maestro, con gratitudine per tutto ciò che ha saputo trasmettere e lasciare alla nostra comunità» ha concluso il Comune.



