GROSSETO. Hanno sentito entrambe un urlo nella sera, mentre erano sul divano a guardare la televisione. La voce in strada chiedeva aiuto: si trattava della donna che lunedì 20 aprile ha subito un tentativo di stupro a Barbanella.
«Lì per lì ho pensato che si trattasse di qualche vicino o di qualcuno che stava passando, ma ho continuato a sentire quelle grida – dice una donna che è intervenuta – Ho aperto la finestra ma dal mio appartamento non vedevo granché, quindi ho preso il telefono, le chiavi e ho messo le scarpe. Appena ho aperto la porta ho visto il mio vicino che scendeva con in mano qualcosa. La donna era vicina ai cassonetti ed era riuscita a divincolarsi».
Ha la voce ancora scossa dalla paura. Non è stata la sola, lunedì sera, a vedere qualcosa. Anche un’altra residente della zona ha assistito alla scena. «Avevamo tutte le finestre chiuse e in camera ho sentito le urla. Quando mi sono affacciata ho visto che c’erano circa sette persone – dice la ragazza – Nel frattempo la vittima era seduta a terra e urlava. Giù c’erano diverse persone pronte a proteggere la donna».
«Andate a lasciare le deposizioni»
La cinquantenne era scesa per buttare la spazzatura, poco dopo le 21.20, quando qualcuno l’ha strattonata e buttata a terra. Ha alzato gli occhi e ha visto un uomo che si slacciava i pantaloni. Con prontezza, ha iniziato a urlare: chi vive nei condomini davanti ai cassonetti dell’immondizia ha chiamato i soccorsi e qualcuno è sceso in strada per aiutare.
«Non so cosa mi sia successo, ho agito istintivamente, mi si è chiusa la vena e sono corsa in strada – dice la residente – Lì ho visto la vittima in piedi che urlava al suo aggressore. Eravamo in diversi e lui aveva una calma glaciale, non ha mostrato nessun segno di resistenza e neanche ha tentato la fuga, nonostante fosse accerchiato. A tratti sembrava confuso, ma allo stesso tempo era tranquillo, sembrava che sapesse come muoversi per non aggravare la sua situazione».
La donna che è intervenuta ha anche un appello da fare. «In molti sono scesi e hanno aiutato la vittima. Io sono stata fino alle tre del mattino a lasciare la mia deposizione in caserma e spero che anche gli altri lo abbiano fatto – dice – Io dalla mia finestra ho visto ben poco della scena, ma chi sta nei piani più alti avrà visto sicuramente di più. Se qualcuno di loro non fosse ancora andato in caserma a testimoniare, gli chiedo di mettersi una mano sul cuore e di andare. Non chiudetevi nell’omertà ».
Gli eroi del quartiere
Il gesto dei cittadini è stato un atto di enorme coraggio: sono scesi a prestare soccorso a chi ha chiesto aiuto. E non tutti lo farebbero: ormai sono molti gli episodi di violenza ed è troppa anche l’indifferenza di chi li vede. Gli eroi di Barbanella hanno salvato una persona da qualcosa di terribile. Per la vittima le cose non saranno semplici, anche un tentativo di stupro lascia segni indelebili.
«Non so perché sono scesa, l’adrenalina era a mille. Mi si è spento il cervello e sono corsa in strada, stavo per scendere anche scalza. Ho visto la vittima che urlava al suo aggressore – dice la donna – Ho chiamato i carabinieri e con gli altri abbiamo provato a gestire la situazione. C’era qualcuno più agitato e altri, con calma, hanno detto all’aggressore di rimanere lì. Se succedesse a me io vorrei che qualcuno scendesse ad aiutarmi, forse è per questo che l’ho fatto senza pensarci due volte».
«Dell’aggressore mi ha colpito la calma indifferente. Con calma si è avvicinato ai cassonetti per buttare un pezzo di legno con le frasche che aveva in mano – conclude – E poi è rimasto lì con la vittima che gli urlava contro, lui non ha mostrato nessuna emozione. Non era né nervoso, né spaventato e neanche agitato. Era solo calmo e, a tratti, sembrava confuso».



