MASSA MARITTIMA. Una festa organizzata in piazza Garibaldi, nel cuore di Massa Marittima, è diventata il motivo di una frattura all’interno della Società dei Terzieri Massetani, l’organizzazione che custodisce una delle tradizioni più importanti della città, il Balestro del Girifalco.
Una controversia che, a distanza di quasi due mesi dall’episodio contestato, non è ancora stata risolta e che ha portato il Terziere di Cittavecchia a sospendere temporaneamente la propria partecipazione operativa alle attività della Società.
Al centro dello scontro ci sono i confini storici dei Terzieri, il rispetto delle competenze territoriali e la richiesta di mettere per iscritto regole che, secondo Cittavecchia, dovrebbero essere riconosciute e rispettate da tutti.
A ricostruire quanto accaduto è il consiglio direttivo del Terziere di Cittavecchia, che ha deciso di intervenire pubblicamente dopo settimane di confronti interni e dopo la pubblicazione di un articolo su un quotidiano locale che, secondo i rappresentanti del Terziere, avrebbe fornito una ricostruzione non corretta della vicenda.
Tutto comincia il 29 agosto, con una festa in piazza Garibaldi
L’episodio che ha fatto precipitare i rapporti risale al 29 agosto 2026, quando il Terziere di Borgo ha organizzato un proprio festeggiamento in piazza Garibaldi.
Secondo Cittavecchia, si è trattato di un’occupazione non autorizzata di uno spazio che rientra nella propria competenza territoriale, un episodio che si sarebbe aggiunto ad altre precedenti violazioni dei confini statutari.
Una questione che, vista dall’esterno, potrebbe sembrare soltanto una disputa sull’utilizzo di una piazza, ma che per i Terzieri di Massa Marittima assume un significato più profondo, perché i confini storici rappresentano una parte dell’identità e delle regole sulle quali si fonda la manifestazione.
È per questo che il consiglio di Cittavecchia ha deciso di portare formalmente la questione all’attenzione dell’Assemblea della Società dei Terzieri Massetani, chiedendo l’adozione di un disciplinare che stabilisse in maniera chiara e condivisa il rispetto delle competenze territoriali.
La proposta, però, non è stata accolta.
Il rifiuto dell’Assemblea e la decisione di sospendere le attività
Secondo quanto riferito da Cittavecchia, il rifiuto dell’assemblea di adottare un disciplinare ha determinato la decisione di sospendere temporaneamente la partecipazione operativa alle attività della Società.
Una scelta che il Terziere tiene a distinguere nettamente dalle dimissioni e che viene presentata come una presa di posizione finalizzata a ottenere garanzie sul rispetto delle regole.
«Ci teniamo a precisare che non si tratta di dimissioni, né della volontà di alimentare conflitti o richiedere scuse di circostanza, ma di una ferma e necessaria presa di posizione a tutela della dignità del nostro Terziere e del rispetto reciproco delle regole statutarie su cui si fonda il Balestro del Girifalco», spiega il Consiglio direttivo.
La distinzione è importante: Cittavecchia non annuncia l’uscita dalla Società dei Terzieri, ma sospende la propria collaborazione operativa finché non saranno individuate condizioni ritenute adeguate per riprendere le attività.
Il tentativo di mediazione con sindaco e vertici della Società
Nonostante la decisione di sospendere la partecipazione, nelle settimane successive si è aperto un tentativo di ricomporre la frattura.
Cittavecchia riferisce di aver partecipato a un tavolo istituzionale con il sindaco, il Rettore e il presidente dell’Assemblea, durante il quale avrebbe modificato la propria posizione iniziale, rinunciando alla richiesta di un disciplinare rigido, accompagnato da sanzioni.
Al suo posto è stata avanzata una proposta considerata più semplice e meno conflittuale: la sottoscrizione di un gentlemen’s agreement, un accordo bonario che metta nero su bianco alcuni principi condivisi.
Il documento dovrebbe riconoscere il rispetto reciproco dei confini statutari, la competenza territoriale di Cittavecchia su piazza Garibaldi e la responsabilità dei rispettivi Consigli direttivi nel garantire il rispetto delle regole.
Una soluzione che, nelle intenzioni di Cittavecchia, permetterebbe di superare la controversia senza introdurre un sistema di sanzioni e senza mettere in discussione l’autonomia dei Terzieri.
Ma, secondo il comunicato, a oggi non è ancora arrivata alcuna risposta ufficiale alla proposta di mediazione.
«Se le regole sono condivise, perché non metterle per iscritto?»
È proprio la mancata risposta alla proposta di accordo a rappresentare, adesso, il principale ostacolo alla ricomposizione della controversia.
Cittavecchia richiama la posizione attribuita al Terziere di Borgo, secondo la quale le regole non scritte sarebbero da sempre conosciute e condivise all’interno della Società.
«Se, come sostenuto da Borgo, le regole non scritte sono da sempre conosciute e condivise da tutti, non si comprende quale sia l’ostacolo nel sottoscrivere un accordo che le sancisca con trasparenza», osserva il Consiglio direttivo.
Per Cittavecchia, dunque, la questione non è più soltanto il festeggiamento del 29 agosto, ma la possibilità di stabilire un principio valido anche per il futuro, così da evitare il ripetersi di controversie analoghe.
Il futuro del Balestro e la disponibilità al dialogo
Il Consiglio direttivo ribadisce che la propria disponibilità a confrontarsi con gli altri Terzieri e con gli organismi della Società rimane piena, ma ritiene indispensabile che il confronto si traduca in un impegno concreto.
«La nostra disponibilità al confronto resta piena e immutata, ma non può prescindere da un impegno concreto e formalizzato che garantisca pari dignità, rispetto dei confini e serenità futura a tutti i Terzieri e all’intera comunità massetana», conclude il comunicato.
Resta quindi aperta una controversia che riguarda direttamente gli equilibri interni della Società dei Terzieri Massetani e che, per il momento, non ha trovato una soluzione condivisa.
Cittavecchia ha scelto di rendere pubblica la propria posizione, chiarendo di non voler abbandonare la Società e di essere disponibile a superare la crisi attraverso un accordo scritto.
La risposta del Terziere di Borgo e degli organismi della Società alla proposta di mediazione sarà il prossimo passaggio per capire se la frattura potrà essere ricomposta.




