CAMPAGNATICO. «Fate ricorso, ma non insultate le agenti della polizia municipale di Campagnatico». Nel caso dell’autovelox tornato sulla Grosseto-Siena, dopo le proteste degli automobilisti e le domande ancora aperte sulla collocazione della postazione, interviene con parole durissime Luca Grisanti, ex sindaco di Campagnatico ed ex consigliere di opposizione.
Un intervento politico, quello di Grisanti, che parte però da un appello molto netto: non scaricare sulle agenti in servizio la rabbia per le multe o per la scelta di collocare l’autovelox in quel punto.
Secondo l’ex sindaco, infatti, le responsabilità delle decisioni assunte sul servizio devono essere cercate altrove.
Grisanti: «Le agenti vengono mandate lì»
«Fate ricorso, non insultate le agenti della polizia municipale di Campagnatico – dice Grisanti –. Loro sono mandate lì con ordini di servizio dal Pesucci, autonominatosi responsabile della polizia municipale».
Un riferimento al sindaco Elismo Pesucci, che ricopre effettivamente anche la responsabilità dell’area Polizia municipale. L’incarico è stato assunto con il decreto sindacale numero 9 dell’8 aprile 2025, dopo che fino al 31 marzo dello stesso anno la responsabilità era stata attribuita al vicesindaco Alessandro Ulmi.
Il tema non è nuovo. Già nell’estate del 2025 Grisanti aveva contestato duramente la gestione dell’autovelox e il ruolo assunto dal primo cittadino nella polizia municipale.
Il precedente dell’ex comandante
Grisanti torna anche sulla vicenda dell’ex responsabile della polizia municipale Francesco Angelini, oggi alla guida dei vigili di Pitigliano.
«Non ci dimentichiamo – sostiene l’ex sindaco – che proprio per questo l’ex responsabile ha preferito trasferirsi a Pitigliano piuttosto che sottostare alle richieste assurde di Pesucci».
Anche questa è una ricostruzione politica di Grisanti. La vicenda del trasferimento di Angelini aveva però accompagnato già le prime polemiche sulla collocazione dell’autovelox.
Nel 2024 MaremmaOggi aveva ricostruito come Angelini avesse manifestato dubbi sulla postazione allora utilizzata e avesse chiesto un parere alla polizia stradale. Successivamente aveva lasciato Campagnatico per assumere un incarico a Pitigliano. Pesucci aveva invece respinto la ricostruzione secondo la quale il comandante fosse stato rimosso, sottolineando che aveva vinto un concorso.
L’autovelox tornato nello stesso punto
L’intervento di Grisanti arriva dopo quanto documentato da MaremmaOggi negli ultimi giorni.
Il 17 settembre l’autovelox del Comune è tornato sulla statale 223 Grosseto-Siena, all’altezza dello svincolo per Campagnatico, in una collocazione molto simile a quella già finita al centro delle contestazioni precedenti.
Rispetto al passato c’è però una novità importante: l’apparecchio utilizzato dal Comune risulta oggi inserito nel censimento nazionale dei dispositivi di rilevamento della velocità.
Restano invece da chiarire le questioni relative alla collocazione della postazione nell’area di pertinenza Anas, alle condizioni di sicurezza degli operatori e alle distanze dalla segnaletica e dalla variazione del limite di velocità. La postazione è tornata anche nei giorni successivi e sulla vicenda è stata inviata una segnalazione alla Prefettura.
«Se ritenete illegittime le multe, fate ricorso»
È proprio su questo punto che Grisanti invita gli automobilisti a distinguere le responsabilità.
Se qualcuno ritiene che la sanzione ricevuta sia illegittima, sostiene l’ex sindaco, la strada da percorrere è quella del ricorso, non quella delle offese rivolte alle agenti che stanno svolgendo il servizio.
Una posizione particolarmente significativa perché arriva dallo stesso Grisanti che, da anni, contesta duramente le modalità con cui il Comune utilizza l’autovelox. Anche nell’agosto 2025, dopo l’acquisizione di documentazione in Comune da parte della polizia stradale, l’ex sindaco aveva invitato gli automobilisti a contestare le sanzioni che ritenevano irregolari.
Poi l’attacco politico a Pesucci
Dalla vicenda dell’autovelox, però, Grisanti allarga il tiro all’intera gestione dell’amministrazione comunale. E lo fa con accuse molto pesanti, delle quali si assume la responsabilità politica.
L’ex sindaco richiama una serie di vicende amministrative e giudiziarie e sostiene che alcune siano ancora in attesa di definizione. Cita, tra le altre, la questione delle acque reflue che, secondo Grisanti, sarebbero state utilizzate impropriamente per il campo sportivo, i ricorsi al Tar relativi ai Condor e la vicenda della revoca di un contributo Artea.
«Il Comune non può essere gestito come casa propria»
Il passaggio più duro dell’intervento è quello dedicato direttamente al modo con cui, secondo Grisanti, Pesucci starebbe amministrando il Comune. «Non può gestire un’amministrazione comunale come fosse casa sua, da padre padrone», attacca l’ex sindaco.
Grisanti contesta poi l’attribuzione ad assessori di responsabilità negli uffici comunali, richiamando in particolare le deleghe relative al personale, al patrimonio, alla trasparenza e all’anticorruzione.
Sono questioni che negli ultimi anni hanno già alimentato un durissimo scontro politico a Campagnatico. Nel giugno 2025, ad esempio, la Lega aveva contestato l’attribuzione al vicesindaco Alessandro Ulmi della responsabilità del personale e all’assessore Andrea Nofri di quella relativa alla trasparenza, nell’ambito dello scontro sulla decadenza di Grisanti dal consiglio comunale.
«Un limite sottile tra inopportuno e illegale»
La conclusione dell’ex sindaco è ancora più dura. «Questa purtroppo è ad oggi la realtà del Comune di Campagnatico – sostiene Grisanti –: un’amministrazione che vive sempre in quel limite sottile fra l’inopportuno e l’illegale».
È un giudizio politico pesantissimo, che arriva nel momento in cui la questione dell’autovelox è nuovamente esplosa.
Ma Grisanti, pur attaccando frontalmente Pesucci, tiene fuori dallo scontro le agenti della municipale: chi contesta la postazione o riceve una multa che ritiene illegittima utilizzi gli strumenti previsti dalla legge, a cominciare dal ricorso. Le lavoratrici mandate a svolgere il servizio, dice in sostanza l’ex sindaco, non devono diventare il bersaglio della protesta.




