GROSSETO. Prima le minacce di morte, poi l’espulsione. Ma la partita, almeno per lui, non era ancora finita. Al triplice fischio è tornato di corsa sul terreno di gioco e ha colpito un avversario con due pugni al volto, mandandolo al pronto soccorso. Subito dopo, la situazione è degenerata in una rissa che ha coinvolto quasi tutti i giocatori delle due squadre.
È il pesantissimo bilancio di quanto accaduto sabato 17 ottobre durante la partita tra Argentario e Roselle, valida per il campionato provinciale Juniores Under 19 di Grosseto.
A ricostruire l’accaduto è il giudice sportivo, che nell’ultimo comunicato ufficiale ha disposto una lunga squalifica per il calciatore dell’Argentario protagonista dell’aggressione e due ammende per le società coinvolte.
Una vicenda che riaccende i riflettori sulla violenza nei campionati giovanili, dove a scendere in campo sono ragazzi che dovrebbero trovare nel calcio un’occasione di crescita, confronto e divertimento.
Dal fallo alle minacce di morte
Tutto sarebbe cominciato durante una normale azione di gioco. Un calciatore dell’Argentario, dopo aver subito un fallo, avrebbe reagito violentemente nei confronti di un avversario, arrivando a minacciarlo ripetutamente di morte.
L’arbitro è intervenuto ed ha estratto il cartellino rosso, disponendo l’espulsione del giocatore.
La decisione, però, non è bastata a riportare la calma.
Secondo quanto riportato nel provvedimento della giustizia sportiva, il giovane si è tolto la maglia, l’ha scagliata violentemente a terra e si è diretto verso gli spogliatoi.
Sembrava che l’episodio fosse terminato lì. Invece il peggio doveva ancora arrivare.
Torna in campo e prende a pugni l’avversario
Quando l’arbitro ha fischiato la fine della partita, il calciatore espulso è rientrato di corsa sul terreno di gioco.
Ha raggiunto l’avversario con il quale aveva avuto lo scontro durante la gara e lo ha aggredito sferrandogli due pugni al volto.
I colpi hanno provocato ferite visibili al ragazzo, che ha avuto bisogno di assistenza sanitaria ed è stato accompagnato al pronto soccorso per essere medicato.
Un’aggressione avvenuta quando la partita era ormai conclusa, quindi al di fuori di qualsiasi dinamica agonistica.
Ed è proprio la gravità del comportamento ad aver determinato la pesante sanzione disciplinare.
Il calciatore dell’Argentario è stato squalificato fino al 21 aprile 2027: sei mesi lontano dai campi.
Scoppia la rissa negli spogliatoi
L’aggressione non è stata l’unico episodio di violenza di quel pomeriggio.
Al termine dell’incontro, infatti, la tensione è esplosa anche nella zona degli spogliatoi, dove si è verificata una rissa collettiva che, secondo gli atti della giustizia sportiva, ha coinvolto quasi tutti i tesserati delle due squadre.
Una situazione di caos che ha trasformato la conclusione di una partita di calcio giovanile in una sequenza di scontri e aggressioni.
Il giudice sportivo ha quindi deciso di intervenire anche nei confronti delle società.
Argentario e Roselle sono state entrambe multate di 50 euro per i disordini verificatisi all’interno dell’impianto.
Sei mesi di squalifica, il calcio giovanile fa i conti con la violenza
La sanzione più pesante resta quella inflitta al giocatore dell’Argentario, che non potrà tornare a disputare gare ufficiali fino al 21 aprile del prossimo anno.
Ma quanto accaduto va oltre il singolo provvedimento disciplinare.
Una partita del campionato Under 19, che dovrebbe essere prima di tutto un momento di sport e formazione, si è conclusa con un ragazzo ferito, un altro squalificato per mesi e due società sanzionate.
Minacce di morte, pugni al volto e una rissa generale: episodi che non hanno nulla a che vedere con la competizione sportiva e che assumono un significato ancora più preoccupante quando coinvolgono giovani calciatori.
Perché sui campi della provincia, ogni fine settimana, centinaia di ragazzi si allenano e giocano per passione. E nessuna rivalità, nessun fallo e nessun risultato possono giustificare che una partita finisca con un’aggressione e una corsa al pronto soccorso.




