Morì dopo l'esplosione di uno pneumatico, il datore di lavoro chiede di patteggiare | MaremmaOggi Skip to content

Morì dopo l’esplosione di uno pneumatico, il datore di lavoro chiede di patteggiare

Udienza per la morte di Salvatore Parlato, l’operaio di 64 anni deceduto dopo nove giorni di agonia. L’imprenditore Massimiliano Spagnesi, titolare della Bertocci, è accusato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza. La Cgil si costituisce parte civile. Si torna in aula a novembre
Sciopero a Piombino dopo la morte di Salvatore Parlato alla Bertocci
Salvatore Parlato e le Officine Bertocci dov’è avvenuta la tragedia

PIOMBINO. Nove giorni di agonia in un letto d’ospedale, dopo l’esplosione dello pneumatico sul quale stava lavorando. Poi la morte, a 64 anni, e una tragedia rimasta per giorni lontana dalle cronache, senza che nemmeno i sindacati fossero stati informati di quello che era successo. A quasi un anno dall’incidente costato la vita a Salvatore Parlato, arriva la prima svolta giudiziaria: il suo datore di lavoro ha chiesto di patteggiare.

È questo l’elemento più importante emerso dall’udienza preliminare che si è svolta giovedì 22 ottobre davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Livorno.

Massimiliano Spagnesi, imprenditore piombinese, proprietario della Bertocci Srl e datore di lavoro dell’operaio morto, è accusato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La sua avvocata, Elena Liboni, ha formalizzato davanti al giudice la richiesta di applicazione della pena su accordo delle parti, il cosiddetto patteggiamento.

Una richiesta sulla quale non è stata ancora presa una decisione definitiva. L’udienza è stata infatti aggiornata alla metà di novembre, per consentire il deposito e l’acquisizione di documentazione utile al procedimento.

Intanto la Cgil di Livorno si è costituita parte civile, rappresentata dall’avvocato Andrea Ronchi.

La richiesta di patteggiamento e le accuse della Procura

Il procedimento nasce dall’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Livorno Massimo Mannucci, che ha ricostruito le circostanze nelle quali Salvatore Parlato rimase gravemente ferito il 29 ottobre 2025, mentre lavorava all’interno dello stabilimento Bertocci nella zona industriale di Montegemoli.

Al termine delle indagini, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio del legale rappresentante dell’azienda.

Secondo la Procura, al datore di lavoro sarebbero riconducibili carenze nella formazione specifica del dipendente e violazioni delle disposizioni sulla sicurezza che avrebbero avuto un ruolo nell’incidente mortale.

L’accusa è quella di omicidio colposo aggravato dall’inosservanza della normativa antinfortunistica.

Durante l’udienza di giovedì la difesa di Spagnesi ha scelto di percorrere la strada del patteggiamento, chiedendo quindi di definire il procedimento attraverso l’applicazione di una pena concordata, subordinata alle valutazioni previste dalla legge.

La richiesta non equivale a una condanna e non costituisce, di per sé, un’ammissione di responsabilità. Sarà il giudice a dover valutare se sussistano le condizioni per accoglierla.

Per conoscere l’esito bisognerà attendere la prossima udienza, fissata per la metà di novembre.

 

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su