Aquila abbattuta da una pala eolica, Italia Nostra: «Fermate l'impianto di Scansano» | MaremmaOggi Skip to content

Aquila abbattuta da una pala eolica, Italia Nostra: «Fermate l’impianto di Scansano»

L’associazione denuncia il ritrovamento di un rapace protetto ai piedi di un aerogeneratore e chiede un’indagine sul possibile danno ambientale. «A rischio anche il piccolo rimasto nel nido»
Il rapace recuperato
Il biancone (Circaetus gallicus) abbattuto a Murci

SCANSANO. Un biancone (Circaetus gallicus), uno dei rapaci più rari e protetti presenti in Europa, è stato ritrovato gravemente ferito ai piedi di un aerogeneratore dell’impianto eolico di Poggi Alti, in località Murci, nel comune di Scansano.

A rendere noto l’episodio è Italia Nostra Maremma, che parla di una «cronaca di una strage annunciata» e torna a contestare l’impatto dell’impianto eolico sulla fauna selvatica delle colline maremmane.

Il ritrovamento del rapace

Secondo quanto riferisce l’associazione, il rapace sarebbe stato trovato nei giorni scorsi da due escursioniste con un’ala gravemente lesionata, una ferita che, secondo Italia Nostra, sarebbe compatibile con l’impatto contro una pala eolica.

L’associazione sottolinea inoltre che, trattandosi del periodo riproduttivo della specie, il ferimento di un esemplare adulto potrebbe comportare anche la morte dell’unico piccolo presente nel nido, che dipende dai genitori per l’alimentazione.

Il biancone, conosciuto anche come “aquila dei serpenti”, depone infatti generalmente un solo uovo all’anno.

«Era tutto previsto»

Italia Nostra sostiene che quanto accaduto confermerebbe le criticità già evidenziate oltre quindici anni fa durante l’iter autorizzativo dell’impianto.

L’associazione ricorda che, insieme a Jacopo Biondi Santi, proprietario del vicino Castello di Montepò, aveva promosso un ricorso al Tar supportato da studi naturalistici che individuavano il crinale di Poggi Alti come un importante corridoio migratorio e un’area di alimentazione per i grandi rapaci.

Secondo Italia Nostra, questi animali, durante la caccia, concentrano lo sguardo verso il terreno e avrebbero difficoltà a percepire le pale in movimento.

Il contenzioso sull’impianto

Viene poi ripercorsa anche la lunga vicenda amministrativa e giudiziaria dell’impianto eolico. Italia Nostra ricorda che il Tar aveva accolto il ricorso presentato contro il progetto, mentre successivamente la Regione Toscana impugnò la decisione davanti al Consiglio di Stato.

Secondo la ricostruzione dell’associazione, nel frattempo sarebbe stato emanato un nuovo decreto di valutazione di impatto ambientale che ha consentito la prosecuzione dell’opera. Italia Nostra sostiene inoltre che il Consiglio di Stato abbia preso atto del nuovo quadro autorizzativo senza disconoscere le criticità naturalistiche evidenziate dai ricorrenti.

«Serve fermare l’impianto»

Per Italia Nostra il caso del biancone si inserisce in un contesto più ampio, caratterizzato dalla presentazione di numerosi progetti eolici sul territorio provinciale. L’associazione richiama anche il recente parere negativo espresso dalla Regione Toscana su un diverso progetto eolico tra Scansano e Magliano in Toscana, ritenendolo un segnale di maggiore attenzione verso il paesaggio e la biodiversità.

Per questo motivo Italia Nostra chiede alle autorità competenti il fermo dell’impianto di Poggi Alti e l’apertura di un’indagine per accertare l’eventuale presenza di un danno ambientale legato alla morte o al ferimento di specie protette.

«Non si può pretendere di salvare il pianeta distruggendo la vita selvatica che lo popola», conclude l’associazione nel comunicato firmato dal presidente di Italia Nostra Maremma, Francesco Pratesi, anche a nome della coalizione TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati