«Un albero non si sostituisce con un arbusto». Gli alberi di via Lago di Varano arriva in consiglio | MaremmaOggi Skip to content

«Un albero non si sostituisce con un arbusto». Gli alberi di via Lago di Varano arriva in consiglio

Pd, Grosseto Città Aperta e Azione presentano un’interrogazione e chiedono maggiore confronto con i cittadini e il consiglio comunale
Il cedro e gli alberi in via Lago di Varano

GROSSETO. Gli alberi abbattuti nell’area verde della piscina comunale Finetti, in via Lago di Varano, finiscono anche in consiglio comunale. I tre gruppi di opposizione, Partito Democratico, Grosseto Città Aperta e Azione, hanno infatti depositato un’interrogazione consiliare, mentre alcuni residenti si sono rivolti a un avvocato per presentare una diffida al Comune.

Secondo le opposizioni, l’amministrazione starebbe procedendo senza rispettare regolamenti e cittadini.

«Il regolamento del verde urbano dice una cosa semplice: prima di abbattere devono essere interpellati il consiglio comunale e i cittadini. Non è un cavillo, è trasparenza – dicono dall’opposizione – Eppure è la seconda volta in pochi mesi: era già successo con i 215 alberi nell’autunno scorso e oggi siamo punto e a capo, con il Comune che dunque è pure recidivo. Chiediamo che le perizie siano messe sul tavolo e che, dove si toglie un albero perché se ne accerta realmente l’assoluta necessità, si pianti un albero, non un ramoscello».

«I compromessi seri si costruiscono con il lavoro»

Le opposizioni precisano di non essere contrarie alla realizzazione della piscina.

«Lo diciamo con franchezza: per noi gli alberi contano. Contano esattamente come contano le opere pubbliche e una piscina sportiva è un’opera che serve al benessere dei cittadini, alla salute, allo sport, alla vita di un quartiere. Non c’è una parte “giusta” e una “sbagliata”: ci sono due interessi che meritano entrambi rispetto – dicono dall’opposizione – Ed è proprio questo il punto. Le soluzioni migliori per una città non nascono scegliendo l’uno contro l’altro, ma costruendo un compromesso che li tenga insieme. E i compromessi seri si costruiscono con il lavoro e con la concertazione, non con le scorciatoie: ogni volta che si sceglie la via più comoda si rinuncia alla soluzione più giusta».

La sostituzione con gli arbusti

Nel merito, secondo le opposizioni, gli atti mostrano che la compensazione delle alberature è stata autorizzata con una siepe di arbusti al posto degli alberi, ma l’articolo 4 del regolamento imporrebbe di sostituire ogni albero abbattuto con un altro albero e con specie autoctone.

«Rimpiazzare alberi ad alto fusto con arbusti significa meno ombra, meno polveri e CO2 assorbite, meno valore per un’area che è di tutti: di chi frequenta la piscina e dei residenti che si vedono cancellare il verde sotto casa – dicono dall’opposizione – Bastava sedersi a un tavolo per tempo per trovare la quadra tra l’impianto sportivo e gli alberi».

Secondo i gruppi di opposizione, anche questo violerebbe le norme regolamentari, che consentono gli abbattimenti quale extrema ratio, solo dopo aver valutato ogni altra possibile soluzione alternativa.

«Siamo stanchi delle scelte fatte per la via più comoda alla politica: quelle che evitano la fatica del confronto e poi, in un modo o nell’altro, finiscono per colpire i grossetani. Sicurezza, sport e verde si possono tenere insieme: basta decidere alla luce del sole, portare i progetti in commissione prima della motosega e cercare davvero l’equilibrio, non l’imposizione – concludono – Le radici della fiducia tra cittadini e istituzioni vanno curate come quelle degli alberi: se le tagli di nascosto, prima o poi l’albero cade».

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