Ancora un attacco dei predatori, 6 pecore morte e 4 ferite | MaremmaOggi Skip to content

Ancora un attacco dei predatori, 6 pecore morte e 4 ferite

Il predatore è riuscito a entrare nel capannone dell’azienda alla Grancia nelle prime ore della mattina. Il pastore: «Non ne possiamo più»
Le pecore colpite dal predatore
Le pecore colpite dal predatore

GROSSETO. A meno di un mese dall’ultimo attacco, i predatori tornano a colpire l’azienda agricola Pisano Masili alla Grancia. Questa volta l’animale è riuscito a entrare all’interno del capannone dove si trovavano gli animali: sei pecore sono morte e altre quattro sono rimaste ferite. Per l’azienda è il quinto attacco subito.

È successo nelle prime ore della mattina di martedì 11 agosto. Secondo quanto ricostruito dagli allevatori, ad avvicinarsi all’azienda e a entrare nel capannone sarebbe stato un solo lupo, anche se generalmente i predatori si muovono in gruppo. «È stato un bell’attacco e anche questa volta ci ritroviamo con lo stesso sentimento – racconta il pastore – A meno di un mese dall’ultima volta siamo nuovamente nella stessa situazione. Ormai sta diventando insostenibile».

L’ultimo attacco risaliva infatti al 16 luglio. Dopo quanto accaduto questa mattina, il padre di Roberta ha contattato anche altri pastori della zona per capire se il lupo, o il branco, avesse colpito altre aziende.

Quattro pecore ferite, una non riesce a stare in piedi

Dopo l’attacco è scattata la consueta procedura. Sul posto è arrivato il veterinario per gli accertamenti e sono state avviate le operazioni necessarie per lo smaltimento degli animali morti.

A preoccupare adesso sono soprattutto le condizioni delle quattro pecore sopravvissute, rimaste ferite e fortemente traumatizzate dall’attacco. Gli allevatori dovranno monitorarle nelle prossime ore per capire se riusciranno a sopravvivere. Una delle quattro, dopo l’aggressione, non riusciva neppure a stare in piedi.

Per i pastori, dopo cinque attacchi, la situazione non è più sostenibile. «Vogliamo richiamare ancora una volta l’attenzione delle istituzioni e di chi può darci risposte concrete – dice il pastore – Chiediamo al Comune, alla Provincia e a tutti coloro che possono aiutarci di intervenire prima che sia troppo tardi».

A distanza di meno di un mese dall’ultima predazione, dunque, l’azienda si trova ancora una volta a fare i conti con animali morti, pecore ferite e i costi provocati dall’ennesimo attacco.

L’appello dei pastori è lo stesso dello scorso 16 luglio: non se la prendono con il predatore, ma chiedono più tutele per i loro animali e per il loro lavoro.

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