Alberto Macchi presenta il libro e il piano per il commercio a Grosseto | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto, quasi un negozio su due sparito dal centro. Da un libro nasce il piano per salvarli

Martedì 13 ottobre alle 17 al Polo Universitario la presentazione di «Quando si accendono le strade». CentriAMO Grosseto lancia un Patto per fermare la desertificazione commerciale
Corso Carducci a Grosseto e Alberto Macchi con il suo libro sul centro storico e il commercio
Corso Carducci a Grosseto e Alberto Macchi con il suo libro sul centro storico e il commercio

GROSSETO. C’è una città che lentamente si spegne. Una serranda che si abbassa, una vetrina che rimane vuota, un negozio che non riapre più. E poi un’altra serranda, un’altra vetrina, un’altra attività che scompare. Fino a quando intere strade cambiano volto e perdono quella vitalità che per decenni le aveva caratterizzate. A Grosseto, dal 2012 al 2025, il centro storico ha perso il 44,7% delle attività commerciali, secondo i dati diffusi da Confcommercio nel marzo 2026. Quasi un negozio su due rispetto a tredici anni prima.

Ma se il problema è evidente, la domanda è un’altra: si può intervenire prima che un commerciante sia costretto ad abbassare definitivamente la serranda?

È attorno a questa domanda che nasce un’iniziativa destinata ad aprire un confronto sul futuro economico e sociale della città.

Martedì 13 ottobre, alle 17, nell’Aula delle Colonne del Polo Universitario Grossetano, in via Ginori 43, Alberto Macchi presenta il suo libro «Quando si accendono le strade. Commercio, comunità e relazioni: anatomia narrativa di un Centro Commerciale Naturale», pubblicato da Effigi.

Un appuntamento culturale che diventa qualcosa di più: l’occasione per presentare alle istituzioni, ai commercianti e ai proprietari degli immobili un progetto per contrastare la desertificazione commerciale. La proposta arriva da CentriAMO Grosseto – Nuovo Centro commerciale naturale e ha un nome preciso: Patto per la vitalità commerciale del territorio.

Il libro di Alberto Macchi: perché una strada vive anche grazie ai suoi negozi

Il titolo scelto da Alberto Macchi, Quando si accendono le strade, racchiude il tema dell’iniziativa: il rapporto tra commercio, comunità e relazioni. Il sottotitolo, Anatomia narrativa di un Centro Commerciale Naturale, mette al centro una realtà diversa dai grandi poli della distribuzione: quella delle attività che convivono nelle strade e nelle piazze, contribuendo alla vita quotidiana di una città.

La presentazione è organizzata in collaborazione con  Fondazione Polo Universitario Grossetano, il Comune di Grosseto e la libreria Mondadori Grosseto Centro Storico.

Il libro diventa così il punto di partenza per affrontare un tema che riguarda direttamente Grosseto: che cosa accade quando il commercio di prossimità arretra e una città perde progressivamente i propri luoghi di incontro?

Perché un negozio non è soltanto un’attività economica. È anche una presenza quotidiana, un punto di riferimento, un presidio sociale. Una vetrina illuminata contribuisce alla frequentazione di una strada, mentre una successione di locali chiusi rischia di renderla sempre meno attrattiva. Ed è proprio su questo legame tra economia e vita urbana che si innesta la proposta di CentriAMO.

Il piano per salvare i negozi: intervenire prima della chiusura

L’idea più innovativa del progetto è anche quella apparentemente più semplice: non aspettare che un negozio chiuda per cercare qualcuno disposto a riaprirlo. Oggi molti interventi contro la desertificazione commerciale si concentrano sui locali già vuoti. Si cercano nuovi imprenditori, si organizzano iniziative temporanee, si concedono incentivi per favorire nuove aperture. Strumenti utili, ma che arrivano quando una parte del tessuto commerciale è già andata perduta.

CentriAMO propone di cambiare prospettiva.

«Spostare l’intervento pubblico da dopo la chiusura a prima della chiusura» è il principio contenuto nel documento indirizzato al sindaco, all’assessore alle Attività produttive, alle associazioni di categoria e alle rappresentanze dei proprietari immobiliari.

Il cuore della proposta è la creazione di uno sportello permanente di prevenzione delle chiusure, al quale i commercianti possano rivolgersi quando cominciano ad avere difficoltà. Un servizio volontario, riservato, senza collegamenti automatici con controlli o procedure ispettive.

L’esercente potrebbe ricevere assistenza per affrontare problemi legati agli affitti, ai costi di gestione, alla riorganizzazione dell’attività, all’accesso agli incentivi o ai rapporti con il proprietario dell’immobile.

Il progetto prevede il coinvolgimento delle associazioni di categoria, dei Centri commerciali naturali, della Camera di commercio, dei Confidi e di professionisti qualificati, con il coordinamento del Comune. L’obiettivo è intervenire sei mesi prima che un’attività chiuda, anziché cercare soluzioni sei mesi dopo.

Affitti commerciali, la proposta per evitare che i locali restino vuoti

Uno dei problemi affrontati riguarda gli affitti. Quando il canone diventa troppo elevato rispetto agli incassi, anche un’attività con una clientela consolidata può trovarsi in difficoltà. Il piano propone di creare un tavolo di confronto tra proprietari degli immobili e commercianti, per individuare accordi sostenibili per entrambe le parti.

Tra le possibilità ci sono riduzioni temporanee dei canoni per le imprese in difficoltà, affitti progressivi per le nuove aperture e mediazioni prima della cessazione dei contratti.

Un’altra ipotesi riguarda gli incentivi fiscali comunali. Il documento suggerisce di valutare agevolazioni su tributi come Imu e Tari, nei limiti consentiti dalla legge, per favorire il mantenimento delle attività e la rioccupazione dei locali sfitti.

Non si tratta di imporre prezzi agli immobili, ma di cercare accordi volontari. Perché anche per un proprietario un negozio aperto e capace di pagare regolarmente il canone può rappresentare una soluzione preferibile rispetto a un fondo che rimane inutilizzato per anni.

Una mappa dei fondi vuoti e uno sportello sperimentale: i primi dodici mesi

La proposta è articolata in due fasi. La prima dovrebbe durare dodici mesi e servire a costruire gli strumenti necessari per intervenire. Tra questi c’è una mappa della vitalità commerciale di Grosseto, per individuare le strade e le aree nelle quali il commercio sta arretrando.

Accanto alla mappa verrebbe creato un registro dei locali disponibili, aggiornato periodicamente e costruito anche attraverso il coinvolgimento dei proprietari. L’obiettivo è conoscere quali fondi sono sfitti, dove si trovano e quali opportunità potrebbero offrire a nuove attività.

Nello stesso periodo dovrebbe partire lo sportello sperimentale di prevenzione delle chiusure, inizialmente limitato a un’area pilota: il centro storico oppure una frazione. La scelta dovrebbe tenere conto anche degli indicatori regionali sulla desertificazione commerciale.

Dopo un anno, i risultati verrebbero misurati: numero delle imprese accompagnate, attività rimaste aperte, locali censiti, mediazioni realizzate e andamento dei fondi sfitti. Soltanto sulla base dei risultati della sperimentazione si passerebbe alla seconda fase.

Il progetto Pop Up 2.0 per riportare attività nelle strade

La seconda fase prevede l’estensione dello sportello all’intero territorio comunale e la creazione di un tavolo permanente per il commercio.

Tra le iniziative indicate c’è anche Pop Up 2.0, evoluzione del progetto già sperimentato a Grosseto per favorire l’utilizzo temporaneo dei fondi commerciali vuoti. L’intenzione è collegare le nuove aperture alla mappatura degli immobili e a una strategia di rigenerazione urbana.

Il documento richiama inoltre le opportunità offerte dalla Regione Toscana, in particolare dalla legge regionale 11/2025 sulla valorizzazione della Toscana diffusa e dagli strumenti previsti dalla normativa regionale sul commercio.

La proposta chiede di verificare quali misure siano applicabili a Grosseto e come possano essere integrate con quelle comunali.

Non soltanto il centro storico: il rischio riguarda anche quartieri e frazioni

C’è un aspetto sul quale CentriAMO insiste particolarmente. La desertificazione commerciale non finisce alle Mura medicee. La chiusura di un negozio in un quartiere periferico o in una frazione può avere conseguenze persino maggiori rispetto alla scomparsa di un’attività in una zona già servita da numerosi esercizi.

Quando chiude un alimentari o un negozio di vicinato, soprattutto nei piccoli centri, vengono meno anche servizi essenziali per anziani e persone con difficoltà di spostamento.

Per questo il Patto dovrebbe coinvolgere l’intero territorio comunale. E non limitarsi agli incentivi economici.

Secondo il documento, la sopravvivenza del commercio dipende anche da sicurezza, illuminazione, pulizia, parcheggi, accessibilità, mobilità, cultura ed eventi. Una strada frequentata è più attrattiva anche per chi vuole investirvi. Una zona trascurata, al contrario, rischia di entrare in un circolo vizioso di chiusure e progressivo abbandono.

La richiesta al Comune: un Patto per il futuro di Grosseto

CentriAMO Grosseto propone di convocare un primo incontro operativo tra amministrazione comunale, associazioni di categoria, Centri commerciali naturali e proprietari degli immobili. Lo scopo è verificare ciò che è già stato fatto, individuare le risorse disponibili e definire tempi, responsabilità e obiettivi della sperimentazione.

Il nuovo Centro commerciale naturale si propone come facilitatore del percorso, senza sostituirsi al Comune o alle organizzazioni di categoria. L’idea è costruire un’alleanza tra soggetti che hanno interessi differenti, ma che possono condividere un obiettivo: mantenere vive le strade della città.

«Una città viva non si costruisce soltanto riaprendo ciò che è già chiuso. Si costruisce anche facendo in modo che ciò che oggi è aperto possa continuare ad esserlo domani», si legge nella conclusione del documento.

Una riflessione che accompagna il libro di Alberto Macchi e che, nella giornata della sua presentazione, si trasforma in una proposta concreta per il futuro di Grosseto. L’appuntamento è martedì 13 ottobre alle 17, nell’Aula delle Colonne del Polo Universitario Grossetano, in via Ginori 43. L’ingresso è libero.

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