CAPALBIO. C’è un lago che può contribuire a salvare uno degli ambienti naturali più preziosi della Maremma. È il lago di San Floriano, nel territorio di Capalbio, al centro di un progetto di recupero da 6,2 milioni di euro che potrebbe rappresentare una svolta per il futuro del vicino lago di Burano.
L’obiettivo è tanto semplice da spiegare quanto complesso da realizzare: recuperare San Floriano per consentire il rilascio di acqua dolce verso Burano, contribuendo a proteggere un ecosistema di straordinario valore naturalistico, sempre più esposto alle conseguenze dei cambiamenti climatici.
Un intervento atteso da tempo, che dopo un percorso amministrativo particolarmente complicato sembra finalmente avvicinarsi alla fase operativa.
Il progetto è stato al centro dell’incontro tra il presidente del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, Federico Vanni, e il sindaco di Capalbio, Gianni Chelini.
Sei milioni e 200mila euro per recuperare il lago di San Floriano
Il finanziamento è già previsto: 6,2 milioni di euro stanziati dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), attraverso la Regione Toscana.
Una somma importante, destinata a un intervento che l’amministrazione comunale considera strategico non soltanto per Capalbio, ma per l’intero territorio della Maremma meridionale.
Il progetto punta al recupero del lago di San Floriano e al ripristino della sua funzione ambientale, con un beneficio atteso anche per il vicino lago di Burano.
La disponibilità di acqua dolce rappresenta infatti un elemento fondamentale per gli equilibri ecologici degli ambienti lagunari costieri, particolarmente vulnerabili alle variazioni climatiche, ai periodi di siccità e ai cambiamenti nel rapporto tra acqua dolce e acqua salata.
Il recupero di San Floriano potrebbe quindi contribuire a rafforzare la capacità del sistema naturale di affrontare queste pressioni.
Il lago di Burano, un’oasi preziosa minacciata dai cambiamenti climatici
Per comprendere l’importanza dell’intervento bisogna guardare al lago di Burano.
Situato lungo la costa meridionale della Maremma, nel territorio di Capalbio, è uno degli ambienti umidi più importanti della Toscana e ospita un’oasi naturalistica gestita dal WWF.
Un luogo conosciuto soprattutto per la sua straordinaria ricchezza di avifauna, che rappresenta un punto di riferimento per numerose specie di uccelli acquatici e migratori.
Ma gli ambienti umidi costieri sono anche tra quelli maggiormente esposti alle trasformazioni del clima.
Temperature elevate, periodi prolungati senza precipitazioni e alterazioni degli apporti idrici possono modificare le condizioni ambientali e mettere sotto pressione gli habitat.
È in questo quadro che assume particolare importanza il recupero del lago di San Floriano.
Il progetto prevede infatti che, una volta realizzati gli interventi, San Floriano possa rilasciare acqua dolce nel contiguo lago di Burano, contribuendo alla salvaguardia dell’ecosistema.
Non una soluzione capace, da sola, di cancellare gli effetti dei cambiamenti climatici, ma un intervento concreto per migliorare la gestione delle risorse idriche e sostenere gli equilibri naturali dell’area.
Il progetto accelera: arriva la conferenza dei servizi
La novità più importante riguarda l’iter amministrativo.
Dopo un percorso caratterizzato da difficoltà e rallentamenti, è stata programmata la procedura della conferenza dei servizi, che dovrà consentire di entrare nel vivo della fase autorizzativa.
Si tratta di un passaggio decisivo, perché permetterà alle amministrazioni e agli enti competenti di esaminare il progetto e pronunciarsi sugli aspetti necessari alla sua realizzazione.
Per cercare di abbreviare i tempi è stata inoltre individuata la strada dell’appalto integrato.
La gara sarà bandita partendo dal progetto di fattibilità tecnico-economica, affidando con un’unica procedura le successive attività di progettazione e l’esecuzione dei lavori.
Una scelta che punta a semplificare il percorso e accelerare l’avvio dell’intervento.
Non è stata ancora comunicata una data per l’apertura del cantiere, ma l’avanzamento della procedura autorizzativa rappresenta un passaggio concreto dopo le difficoltà incontrate negli anni.
Vanni e Chelini: un progetto strategico per tutta la Maremma del Sud
Durante l’incontro, il presidente del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, Federico Vanni, ha assicurato la massima attenzione dell’ente al recupero del lago di San Floriano.
Un impegno condiviso con il sindaco Gianni Chelini, che considera l’intervento una priorità ambientale per il territorio capalbiese.
Il recupero del lago, infatti, non riguarda soltanto la sistemazione di un’area naturale, ma si inserisce in una strategia più ampia di protezione delle zone umide e di adattamento ai cambiamenti climatici.
Consorzio e Comune hanno ribadito la volontà di proseguire la collaborazione anche sugli altri interventi di natura idraulica nel territorio.
L’obiettivo è mantenere un rapporto operativo che consenta di affrontare sia le esigenze di sicurezza idraulica sia quelle di tutela ambientale.
Non solo San Floriano: gli interventi per Diaccia Botrona e lago dell’Accesa
Il progetto di Capalbio non è isolato. Nel corso dell’incontro Vanni ha ricordato anche gli altri importanti interventi che vedono impegnato il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud sul fronte ambientale.
Tra questi figurano la Diaccia Botrona, tra Grosseto e Castiglione della Pescaia, e il lago dell’Accesa, nel territorio di Massa Marittima.
Tre ambienti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla necessità di tutelare delicati equilibri naturali e gestire correttamente le risorse idriche.
La Diaccia Botrona rappresenta uno dei sistemi palustri più significativi della costa toscana, mentre il lago dell’Accesa è un ambiente lacustre di grande interesse naturalistico e paesaggistico.
Il Consorzio considera questi interventi una testimonianza dell’importanza crescente delle tematiche ambientali nella propria attività.
La sfida della Maremma: difendere l’acqua e gli ecosistemi
Il recupero del lago di San Floriano racconta anche una sfida più ampia, che riguarda il futuro della Maremma.
In un territorio dove convivono agricoltura, aree protette, attività turistiche e ambienti naturali di grande pregio, la gestione dell’acqua è destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale.
Non si tratta soltanto di intervenire quando si verificano allagamenti o situazioni di emergenza, ma anche di conservare le risorse idriche e proteggere gli ecosistemi più fragili.
È proprio questo il significato del progetto di San Floriano.
Un investimento da 6,2 milioni di euro per restituire funzionalità a un lago e contribuire alla sopravvivenza di un altro, in un’area dove gli effetti del cambiamento climatico rendono sempre più importante ogni intervento di tutela.
Adesso la sfida sarà trasformare il finanziamento e il progetto in un cantiere, superando gli ultimi passaggi amministrativi.
Perché il futuro del lago di Burano passa anche da quello di San Floriano.





