Bernardino Lotti, l'occupazione si divide: il liceo classico e l'enogastronomico scelgono l'autogestione | MaremmaOggi Skip to content

Bernardino Lotti, l’occupazione si divide: il liceo classico e l’enogastronomico scelgono l’autogestione

Dopo il confronto con il dirigente scolastico, il liceo e l’enogastronomico del Bernardino Lotti hanno scelto di passare all’autogestione. Restano da definire le decisioni degli studenti di Manutenzione e del tecnico. Nel documento politico scritto dai ragazzi le richieste per la scuola e le criticità dell’istituto
Uno striscione davanti al B.Lotti

MASSA MARITTIMA – La mobilitazione al Bernardino Lotti prende una nuova direzione. Dopo il dialogo con il dirigente scolastico Aniello Piscitelli, gli studenti del liceo classico e dell’indirizzo enogastronomico hanno scelto di passare dall’occupazione all’autogestione, che proseguirà fino a venerdì 30 ottobre.

Resta invece ancora da decidere la posizione degli studenti degli indirizzi di Manutenzione e del tecnico, che stanno valutando se continuare l’occupazione oppure aderire anche loro alla formula dell’autogestione.

La protesta, iniziata oggi, lunedì 26 ottobre, è nata nel quadro delle mobilitazioni che stanno coinvolgendo numerose scuole superiori italiane. Al centro ci sono sia le condizioni concrete degli istituti sia le richieste politiche legate al finanziamento dell’istruzione, all’inclusione e al diritto allo studio.

Finestre, infiltrazioni e bagni: le criticità del Lotti

Nel documento politico, rivendicativo e organizzativo elaborato dagli studenti, le questioni nazionali si intrecciano con una serie di problemi segnalati all’interno dell’istituto di Massa Marittima.

Tra le criticità elencate figurano finestre che non si aprirebbero o chiuderebbero correttamente, infiltrazioni d’acqua, presenza di muffa e umidità, bagni chiusi o non pienamente utilizzabili e punti luce danneggiati. Gli studenti chiedono inoltre verifiche sulle condizioni della palestra, interventi sui laboratori e la sostituzione dei materiali didattici rotti, insufficienti o obsoleti.

La richiesta è quella di ottenere risposte precise, con l’individuazione dei soggetti competenti e tempi verificabili per gli interventi. Nel documento viene chiesto anche un confronto formale con la dirigenza scolastica e la Provincia di Grosseto, chiamata a intervenire per le questioni che rientrano nelle proprie competenze.

Dalle risorse per la scuola all’inclusione

La piattaforma degli studenti affronta anche temi che vanno oltre la situazione del singolo istituto. Tra le rivendicazioni ci sono maggiori investimenti nell’edilizia scolastica, più risorse per il personale e i laboratori, sostegni per le famiglie e agevolazioni per i trasporti.

Il documento esprime inoltre contrarietà al limite del 30% previsto per determinate categorie di studenti con cittadinanza non italiana nelle classi prime, chiedendo invece più corsi di italiano come seconda lingua, mediazione linguistica e strumenti per favorire l’inclusione.

Un altro punto riguarda il rapporto tra spesa pubblica e istruzione: gli studenti chiedono che la scuola sia considerata una priorità e contestano le risorse destinate agli armamenti rispetto ai finanziamenti per il sistema scolastico. Nel testo trovano spazio anche la promozione della cultura della pace, la partecipazione degli studenti alle decisioni e il diritto allo studio, che secondo i promotori non dovrebbe essere condizionato dalle possibilità economiche delle famiglie.

Una mobilitazione da organizzare e verificare

Il documento definisce anche le modalità organizzative della protesta: assemblee quotidiane, raccolta delle segnalazioni, gruppi di lavoro e aggiornamenti sugli impegni assunti dalla dirigenza e dagli enti competenti.

L’obiettivo dichiarato è fare in modo che la mobilitazione non si esaurisca con la sua conclusione, ma che sia possibile verificare nel tempo quali interventi saranno avviati e quali problemi resteranno da risolvere.

Intanto, al Bernardino Lotti, la scelta del liceo classico e dell’indirizzo enogastronomico di passare all’autogestione segna una prima evoluzione della protesta. Per gli studenti di Manutenzione e del tecnico, invece, la decisione sul proseguimento dell’occupazione è ancora aperta.

 

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