GROSSETO. La malattia lo aveva accompagnato per gran parte della sua vita. Un’esistenza segnata da tanti problemi di salute, da difficoltà che avrebbero potuto spegnere il sorriso e togliere la voglia di stare insieme agli altri. Ma Alessio Bacciarini, morto a soli 49 anni, quel sorriso non lo aveva mai perso. E soprattutto non aveva mai smesso di dedicare il proprio tempo a chi aveva bisogno di aiuto.
Aveva compiuto 49 anni lo scorso agosto. Era originario di Montepescali e da tempo faceva parte della grande famiglia della Croce Rossa di Grosseto, dove era diventato un punto di riferimento per la sua disponibilità, la sua generosità e quella capacità di esserci sempre, quando qualcuno aveva bisogno di una mano.
A ricordarlo, con parole cariche di affetto, è Stefania Ricci, presidente del Comitato della Croce Rossa di Grosseto.
«Era nato volontario – racconta –. Alessio ha dedicato la sua vita agli altri. Era sempre pronto a fare un piacere a tutti».
Poche parole che restituiscono il ritratto di un uomo per il quale aiutare il prossimo non era soltanto un impegno preso indossando una divisa. Era un modo di vivere.
Una vita segnata dalla malattia, senza perdere il sorriso
Alessio aveva conosciuto presto le difficoltà legate alla salute. Nel corso della sua vita aveva dovuto affrontare tanti malanni, fino alla lunga malattia che alla fine lo ha portato via.
Eppure, nonostante tutto, non aveva rinunciato alla sua voglia di rendersi utile. «La malattia non lo aveva mai intristito», ricorda la presidente Ricci.
È forse questa la frase che più di tutte racconta chi fosse Alessio. Un uomo che, pur dovendo fare i conti con i propri problemi, continuava a preoccuparsi di quelli degli altri. Che conosceva la fragilità, anche attraverso la propria esperienza, e aveva scelto di stare vicino a chi viveva momenti difficili.
Il suo impegno nella Croce Rossa era soprattutto nei trasporti sociali, uno dei servizi più importanti per le persone che devono raggiungere le strutture sanitarie e non possono farlo autonomamente.
Alessio accompagnava i pazienti alle sedute di dialisi e alle visite mediche. Viaggi spesso ripetuti, appuntamenti che scandiscono la vita di chi deve sottoporsi a cure continue. Occasioni nelle quali la presenza di un volontario può significare molto più di un semplice passaggio in macchina.
C’era il tempo dedicato agli altri, la premura, la disponibilità. E quella gentilezza che, come ricordano dalla Croce Rossa, non gli era mai mancata.
Il dolore della Croce Rossa: «Porteremo nel cuore la sua umanità»
La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente il Comitato grossetano della Croce Rossa.
La presidente Stefania Ricci, il consiglio direttivo, i volontari e il personale dipendente hanno voluto ricordarlo con un messaggio di cordoglio.
«Alessio dedicava gran parte del proprio tempo agli altri, contribuendo con impegno alle attività del Comitato, in particolare ai trasporti sociali, accompagnando le persone alle sedute di dialisi e alle visite mediche».
E ancora: «Ci lascia dopo una lunga malattia. Porteremo nel cuore la sua dedizione, la sua umanità e la premura con cui è stato accanto alle persone più vulnerabili».
Un ricordo che va oltre il servizio svolto, perché Alessio era soprattutto una persona sulla quale gli altri sapevano di poter contare.
L’ultimo saluto ad Alessio, il volontario dal cuore grande
Originario di Montepescali, Alessio lascia il babbo e la mamma, ai quali si stringe l’affetto di tutta la Croce Rossa grossetana.
«Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgiamo un pensiero di affetto e vicinanza in questo momento di dolore», scrivono i volontari.
Alessio se n’è andato troppo presto, a 49 anni appena compiuti, dopo una vita nella quale la malattia aveva occupato tanto spazio. Ma non tutto.
Perché, come racconta Stefania Ricci, Alessio era nato volontario. E anche quando avrebbe avuto tutte le ragioni per pensare soltanto a sé stesso, aveva continuato a preoccuparsi degli altri.
È questo il ricordo che lascia a Grosseto e nella sua Montepescali. Quello di un uomo che aveva conosciuto la sofferenza, senza lasciare che gli portasse via la generosità.





