GROSSETO. A fine settembre la variante urbanistica di via Edgardo Sogno era arrivata a un passo dal voto in Consiglio comunale. A fermarla, in quell’occasione, era stata la mancanza del numero legale. Poi sono arrivate le firme, la mobilitazione dei residenti del quartiere Pizzetti, una petizione e una proposta alternativa: trasformare l’area in un parco sportivo urbano, anziché destinarla a nuove abitazioni.
Adesso arriva il primo risultato concreto.
La variante di via Edgardo Sogno è stata tolta dall’ordine del giorno del Consiglio comunale di lunedì 26 ottobre. Il provvedimento, dunque, non sarà discusso nella seduta già programmata.
La vicenda tornerà invece all’esame della IV Commissione consiliare, che sarà convocata a breve e si svolgerà in una seduta aperta al pubblico.
A darne notizia sono i consiglieri comunali di Partito Democratico, Grosseto Città Aperta e Azione, che avevano formalmente richiesto un nuovo passaggio in commissione.
«I cittadini hanno riaperto la partita», sottolineano i tre gruppi di opposizione.
E il riferimento è soprattutto agli oltre 600 residenti del Pizzetti che hanno sottoscritto la petizione Valorizziamo via Edgardo Sogno, protocollata il 15 ottobre.
Dalla variante per le abitazioni alla proposta di un parco sportivo
Al centro della controversia c’è un’area del quartiere Pizzetti che il Regolamento urbanistico destina a verde e sport.
La variante proposta dall’amministrazione comunale prevede una diversa destinazione urbanistica, collegata alla realizzazione di nuovi alloggi.
Una prospettiva che ha provocato la mobilitazione dei residenti, contrari alla perdita di uno spazio che considerano importante per la qualità della vita del quartiere.
La loro proposta non si limita a chiedere di fermare l’intervento edilizio.
I cittadini vogliono che l’area venga valorizzata attraverso la realizzazione di un parco sportivo urbano, uno spazio pubblico destinato alle attività all’aperto, allo sport e alla socialità.
Secondo le opposizioni, questa soluzione sarebbe coerente con la destinazione già prevista dagli strumenti urbanistici.
«Anziché cementificare l’ennesima area a verde, realizzarvi un parco sportivo urbano», scrivono Pd, Grosseto Città Aperta e Azione, ricordando che si tratta di una destinazione prevista da anni.
I tre gruppi accusano l’amministrazione di non aver dato attuazione, nel tempo, a quella previsione.
Il voto saltato a settembre e la mobilitazione dei residenti
Per capire il significato della novità bisogna tornare al Consiglio comunale del 30 settembre.
La variante era già arrivata all’esame dell’assemblea e avrebbe potuto essere votata.
Il provvedimento non venne approvato perché, durante la seduta, venne meno il numero legale.
Quella circostanza ha lasciato aperta una finestra temporale nella quale i residenti hanno potuto organizzarsi.
È nata così la petizione Valorizziamo via Edgardo Sogno, che ha raccolto più di 600 sottoscrizioni ed è stata protocollata il 15 ottobre.
La mobilitazione ha portato all’attenzione della politica cittadina non soltanto il dissenso verso la variante, ma anche una proposta concreta per il futuro dell’area.
Nel frattempo, i gruppi di opposizione hanno esaminato gli atti, richiamato le osservazioni della Regione Toscana e presentato una richiesta formale di convocazione della IV Commissione, facendo riferimento all’articolo 14, comma 7, del Regolamento del Consiglio comunale.
«Noi abbiamo fatto la nostra parte, esaminando gli atti, richiamando le osservazioni della Regione Toscana e chiedendo formalmente un nuovo passaggio in Commissione», spiegano i consiglieri.
Ma aggiungono un riconoscimento preciso: «Senza la partecipazione dei cittadini, probabilmente oggi parleremmo di tutt’altro».
La commissione sarà aperta al pubblico
La novità non riguarda soltanto il rinvio del voto.
La IV Commissione sarà convocata in una seduta aperta al pubblico, consentendo di affrontare la questione in un contesto diverso da quello del Consiglio comunale.
Per le opposizioni è un passaggio essenziale, perché permette di approfondire gli aspetti ancora controversi prima di arrivare a una decisione.
«Era quello che chiedevamo: fermarsi, ascoltare il quartiere e approfondire le questioni ancora aperte prima di prendere una decisione», dichiarano Pd, Grosseto Città Aperta e Azione.
I gruppi chiedono che alla commissione possano partecipare anche i promotori della petizione, affinché le ragioni e le proposte dei residenti siano ascoltate direttamente.
Ma il confronto dovrà riguardare anche i contenuti tecnici della variante.
Le domande ancora senza risposta: quanti alloggi e quali alternative
Secondo le opposizioni, ci sono diversi aspetti che meritano un approfondimento.
Il primo riguarda il numero effettivo degli alloggi previsti dall’intervento urbanistico.
Il secondo è legato alle alternative possibili, compreso il recupero del patrimonio edilizio dismesso.
Un tema sul quale, ricordano i consiglieri, sono intervenute anche osservazioni della Regione Toscana.
Il terzo punto riguarda la proposta avanzata dai residenti: il parco sportivo urbano.
Pd, Grosseto Città Aperta e Azione chiedono che venga valutata concretamente, anche prendendo in considerazione forme di partenariato pubblico-privato che possano contribuire alla realizzazione dello spazio.
Non soltanto, quindi, una discussione sulla variante, ma un confronto sulle diverse possibilità di utilizzo dell’area.
«Non si può dare per scontato che un’area destinata da oltre vent’anni a verde e sport debba cambiare funzione senza un confronto serio con chi vive lì», sottolineano i tre gruppi.
«La variante è rinviata, non ritirata»
C’è però un elemento che le opposizioni tengono a precisare.
La cancellazione del punto dall’ordine del giorno del 26 ottobre non significa che l’amministrazione abbia rinunciato alla variante.
Il provvedimento è stato rinviato, non ritirato.
La discussione, dunque, resta aperta e potrà tornare in Consiglio comunale dopo gli approfondimenti.
Per questo Pd, Grosseto Città Aperta e Azione annunciano che continueranno a seguire la vicenda.
«Non consideriamo chiusa la questione e in Commissione chiederemo che il confronto sia concreto, non una semplice formalità», scrivono.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a una scelta che tenga conto delle osservazioni tecniche, delle esigenze urbanistiche e delle richieste del quartiere.
«Ascoltare i cittadini dovrebbe essere la normalità»
Nella presa di posizione delle opposizioni c’è infine una riflessione sul rapporto tra amministrazione e cittadini.
La vicenda di via Sogno, sostengono i consiglieri, dimostra che la partecipazione può incidere anche su decisioni che sembravano ormai prossime all’approvazione.
«Non è una questione di essere favorevoli o contrari a prescindere. È una questione di metodo, di rispetto e di buon governo».
E ancora: «Ascoltare i cittadini prima di decidere dovrebbe essere la normalità, non qualcosa che si riesce a ottenere soltanto dopo aver raccolto più di seicento firme».
Per il quartiere Pizzetti, il risultato ottenuto è dunque importante, ma non definitivo.
Il voto del 26 ottobre non ci sarà. La variante resta sul tavolo. E il futuro dell’area di via Edgardo Sogno dovrà essere nuovamente discusso.
Questa volta, però, con i residenti che chiedono di essere protagonisti della scelta.




