GROSSETO. Atlante chiude la composizione negoziata della crisi e chiede il concordato preventivo. Ma il piano per ristrutturare i debiti deve ancora essere presentato. Nel frattempo resta aperta un’altra partita: quella sul 100% delle quote dell’Us Grosseto di proprietà della società, pignorate da un professionista creditore. Questa mattina, giovedì 22 ottobre, il creditore ha insistito per la nomina di un custode giudiziario. Il giudice si è riservato.
Sono due passaggi distinti che si intrecciano attorno ad Atlante Srl, società di Lamioni Holding e proprietaria del club biancorosso.
Da una parte c’è il nuovo percorso annunciato dall’amministratore delegato Domenico Pecorini, con l’obiettivo dichiarato di preservare l’impresa e proseguirne l’attività. Dall’altra c’è il procedimento esecutivo sulla partecipazione nell’Us Grosseto, sul quale si attende una decisione.
Al momento non risultano concesse nuove misure protettive, pur essendo state richieste: anche su questo il tribunale deve ancora pronunciarsi.
Atlante chiude la composizione negoziata
La prima novità è documentata nel Registro delle imprese. Nella visura di Atlante compare la comunicazione di archiviazione della procedura di composizione negoziata, con atto del 21 ottobre 2026 e iscrizione del 22 ottobre.
Si chiude quindi il percorso che la società aveva intrapreso per affrontare la crisi attraverso il confronto con i creditori e l’assistenza dell’esperto.
La stessa azienda conferma il passaggio nel comunicato firmato da Pecorini, annunciando di aver depositato presso il Tribunale di Grosseto la domanda di accesso al concordato preventivo.
Il tribunale concede i termini, il piano deve ancora arrivare
Secondo quanto comunica Atlante, con il provvedimento del 21 ottobre il tribunale ha accolto la richiesta della società e concesso i termini per depositare la proposta e il relativo piano di concordato. Commissario è stato nominato il dottor Giulio Nicoletti.
È il punto da chiarire per comprendere la portata della notizia: non è ancora l’approvazione del progetto di risanamento.
Proposta e piano devono essere presentati. Saranno quei documenti a spiegare come la società intenda affrontare la propria esposizione debitoria, con quali risorse e attraverso quali interventi.
Il comunicato non indica la durata del termine concesso, l’ammontare dei debiti, le condizioni che saranno proposte ai creditori o le risorse previste per sostenere il percorso.
Il provvedimento segna dunque l’avvio di una nuova fase, il cui contenuto deve ancora essere definito e sottoposto alle verifiche previste.
Pecorini: l’obiettivo è proseguire l’attività
L’amministratore delegato presenta la scelta come un passaggio coerente con il lavoro svolto negli ultimi mesi insieme ai professionisti incaricati.
La posizione dell’azienda è che il ricorso al concordato non persegua finalità liquidatorie, ma punti alla ristrutturazione dei debiti, al recupero dell’equilibrio economico e finanziario e alla salvaguardia della continuità operativa.
«La scelta della società non persegue finalità liquidatorie», scrive Pecorini, indicando la volontà di preservare il valore dell’impresa e tutelare i creditori.
Sono gli obiettivi dichiarati da Atlante. La loro concreta attuazione dovrà emergere dal piano concordatario, che resta da depositare.
La società assicura inoltre collaborazione con l’autorità giudiziaria e con gli organi della procedura, richiamando gli interessi dei creditori, dei lavoratori e dei soggetti che intrattengono rapporti con l’impresa.
Quote del Grosseto pignorate, udienza sul custode
Parallelamente, questa mattina si è svolta l’udienza relativa alla richiesta di nomina di un custode giudiziario per le quote dell’Us Grosseto.
Il procedimento nasce dal pignoramento promosso da un professionista creditore, che ha interessato il 100% della partecipazione nel club detenuta da Atlante.
Durante l’udienza il professionista ha insistito perché venga nominato il custode. Il giudice si è riservato: al momento, quindi, non risulta ancora adottata una decisione sulla richiesta.
Non siamo davanti a una cessione della società calcistica né a un passaggio delle quote già concluso. La notizia riguarda il procedimento esecutivo sulla partecipazione e la richiesta di affidarne la custodia a un soggetto nominato dal giudice.
Richieste nuove misure protettive, manca la decisione
Un altro elemento riguarda le nuove misure protettive richieste, sulle quali il tribunale non ha ancora deciso.
È una distinzione sostanziale: la richiesta non può essere raccontata come una protezione già concessa.
Allo stato, non ci sono dunque elementi per presentare il pignoramento come sospeso per effetto di un nuovo provvedimento protettivo. Gli eventuali effetti sui procedimenti in corso andranno verificati sulla base delle decisioni del tribunale.
Per lo stesso motivo, il passaggio annunciato da Atlante verso il concordato non consente, da solo, di considerare chiusa la questione delle quote dell’Us Grosseto.
Il commissario e i prossimi passaggi
Secondo le informazioni raccolte, è stato nominato commissario il dottor Nicoletti di Livorno. La nomina non è riportata nel comunicato aziendale.
Restano ora da conoscere gli estremi completi del provvedimento e le scadenze fissate per il deposito della documentazione.
Il quadro, intanto, è questo: la composizione negoziata è stata archiviata, Atlante ha chiesto l’accesso al concordato e deve presentare proposta e piano. Sul fronte della partecipazione nell’Us Grosseto, si attendono invece la decisione sulla nomina del custode e quella sulle nuove misure protettive richieste.
Il percorso di risanamento annunciato dall’azienda entra in una nuova fase. Per conoscerne condizioni e prospettive serviranno il piano e i prossimi provvedimenti del tribunale.



