SCARLINO. Il futuro degli animali e la gestione del canile La Botte tornano al centro del dibattito pubblico. L’associazione di volontariato La casa di Margot, tramite una lettera aperta firmata dalla presidente Maria Cristina Biagini e indirizzata alla sindaca di Scarlino, Francesca Travison, chiede risposte concrete e un intervento urgente per il benessere di due cani trasferiti in estate.
La vicenda e il trasferimento a Ribolla
La controversia ha origine nei mesi estivi, quando durante un incontro tra le volontarie e la prima cittadina di Scarlino era emersa la questione del presunto sovraffollamento della struttura.
Si trattava di un dato comunicato dalla cooperativa Il melograno, gestore del canile, ma smentito nei fatti dalle verifiche dell’associazione, che evidenziavano la presenza di sole 75 presenze a fronte di una capienza autorizzata di 80 posti nel rifugio.
Nonostante le sollecitazioni, le proposte e le alternative avanzate dai volontari, la decisione del Comune di Massa Marittima è rimasta ferma, portando ai primi di agosto al trasferimento della maggior parte dei propri cani presso la struttura Dog Farm di Ribolla.
L’appello per Teddy e Domitilla
Oggi i volontari prestano servizio a Ribolla per supportare la gestione degli animali trasferiti, ma lanciano un allarme su due casi specifici, Teddy e Domitilla.
Per la loro particolare natura e sensibilità, la permanenza in un complesso che ospita circa 270 cani sta compromettendo gravemente il loro benessere psicofisico.
L’associazione precisa che non si tratta di una responsabilità del gestore o degli operatori della Dog farm, che stanno facendo il possibile, ma dell’incompatibilità emotiva dei due animali con una struttura di tali dimensioni, sottolineando che solo il ritorno al canile La Botte potrà permettere loro di recuperare faticosamente un equilibrio.
Capienza e numeri: La Botte è semivuoto
L’associazione esorta quindi la sindaca Travison e la sindaca di Massa Marittima, Marconi, a far incontrare le rispettive volontà per consentire il rientro dei due animali.
A supporto della richiesta vengono citati i dati più recenti del 14 ottobre 2026, secondo cui il rifugio de La Botte ospitava soltanto 58 cani sui 80 posti disponibili, risultando ampiamente al di sotto del limite di capienza.
In prospettiva della scadenza dell’affidamento dei cani alla Dog farm prevista per il 31 dicembre 2026, i volontari chiedono se vi sia l’intenzione di accogliere di nuovo gli animali nel canile comprensoriale attualmente semivuoto.
Contestualmente, la nota sollecita chiarimenti sull’effettivo avvio dei lavori di manutenzione radicale al canile sanitario, annunciati per ottobre ma di cui finora non si scorge alcuna traccia.
L’associazione “La casa di Margot” conclude la lettera rinnovando la propria disponibilità a un incontro immediato con la sindaca, nell’esclusivo interesse del benessere degli animali.




